L'EVENTO

Abruzzo. Marchionne: «orgoglioso di Sevel e degli abruzzesi». Politica in brodo di giuggiole

Chiodi: «pronti a fare la nostra parte»

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Abruzzo. Marchionne: «orgoglioso di Sevel e degli abruzzesi». Politica in brodo di giuggiole



ATESSA. «Questo stabilimento ha una grandissima forza, il fatto che siamo i leader nella classe di questi furgoni in Europa dice molto. Sono orgoglioso degli abruzzesi e dello stabilimento».
Lo ha detto questa mattina l’Ad di Fiat, Sergio Marchionne in visita allo stabilimento di Atessa che conta oggi 6.200 dipendenti e 4 mila occupati nell'indotto.
In 30 anni sono stati prodotti 4,5 milioni di veicoli commerciali in un mercato europeo nel quale il Ducato (prodotto qui dal 1981) ha stabilmente una quota che sfiora il 35%. La Sevel ha una capacita' produttiva di 200 mila veicoli all'anno, rappresenta uno stabilimento all'avanguardia sia dal punto di vista tecnologico (si riesce a realizzare uno scocca in un minuto) sia dal punto di vista della sicurezza con una forte riduzione negli anni di incidenti sul lavoro.
Quella di oggi è stata una grande giornata per l’azienda e soprattutto un futuro che si prospetta roseo con un investimento previsto di 700 milioni (LEGGI TUTTI I DETTAGLI).
Dalle 10 di questa mattina al cancello 27 dello stabilimento sono arrivate un centinaio di auto delle autorità civili e religiose, i sindaci del comprensorio, amministratori regionali. Grande concitazione all’interno dell’azienda: l’ apparato dirigenziale ha lavorato intensamente alla vigilia dell’evento per accogliere i visitatori.
Particolari studiati nei dettagli: operai in fila ordinata e sorridenti, con fotocamere e cellulari in mano per fotografare e filmare il ‘grande capo’.
Marchionne è stato ‘scortato’ all’interno della fabbrica da 6 guardie del corpo più alcuni uomini dell’ apparato della sicurezza dello stabilimento. Circondato dai giornalisti si è concesso ai microfoni per pochi minuti.
Ha preferito, invece, parlare lungamente su un piccolo palco allestito per l’occasione. Il suo intervento è andato avanti per mezz’ora. Nulla di improvvisato ma tutto scritto in una cartellina rilegata di 33 pagine.
Dietro di lui la segretaria personale ha seguito il discorso facendo scivolare il dito sulla sua copia personale, annotando con una penna le frasi che hanno fatto scattare l’applauso.

«Oggi siamo qui per rafforzare quel rapporto di fiducia che ci lega all’Abruzzo da più di trent’anni», ha detto parlando della sua regione. Marchionne ha ricordato anche le parole di Gianni Agnelli in occasione dell’inaugurazione, nel 1981 e ha tirato leggermente le orecchie agli operai abruzzesi: «chiedo a voi, in Sevel, di valutare che i vostri comportamenti siano sempre coerenti con gli obiettivi che ci siamo dati. Mi risulta che si registrino ancora, in alcuni momenti, livelli di assenteismo e comportamenti anomali, che non sono in linea con le aspettative condivise».

«RESUSCITATA LA VALLE DEI MORTI»

«Questa fabbrica e questa terra possono offrire una direzione per il futuro», ha insistito. «La Sevel - creata da un prato verde, in una zona che, pur essendo  ricca di bellezze naturali, veniva chiamata “la valle dei morti”, perché molti giovani erano costretti ad emigrare in cerca di lavoro - è riuscita a macinare un record dopo l’altro.  E’ diventato il più grande stabilimento di veicoli commerciali in Europa, tra i più moderni ed efficienti al mondo, ed è riuscito a raggiungere un picco produttivo di oltre 250.000 unità l’anno nel 2008». «Ci sono stati momenti difficili», ha ammesso, «specialmente nel 2009, quando il mercato dei veicoli commerciali è crollato. Ma oggi siamo qui per scrivere un nuovo capitolo nella storia della  Sevel».

ELOGIO AGLI ABRUZZESI: «NON SI ARRENDONO MAI»

«Anche questa terra – che è la mia terra –», ha detto ancora, «è una dimostrazione che c’è  speranza, per quello che ha sempre dimostrato di saper fare, anche e soprattutto nei momenti più duri. La tenacia degli abruzzesi – quella caparbia fiducia nel futuro che mio padre mi ha lasciato in eredità – è qualcosa di radicato nella gente di qua. Non ho mai visto un abruzzese arrendersi. Non l’ho mai visto aspettare che arrivasse un salvatore da chissà dove a regalargli un domani migliore.

«QUANDO CADIAMO CI RIALZIAMO»

«Gli abruzzesi cadono e si rialzano da soli», ha proseguito, «non perdono tempo a  lamentarsi, ma fanno, producono, ricostruiscono. E’ successo dopo la guerra ed è successo dopo il terremoto. Avete reagito con forza e grande dignità, prendendo in mano il vostro destino e tornando a costruire il futuro. Nulla potrà mai intaccare i valori sani di questa terra. Questo è l’atteggiamento di cui ha bisogno l’Italia oggi».

LA POLITICA ESULTA
La visita in Valle del Sangro è una boccata d’ossigeno per l’intera regione. La politica è elettrizzata per il nuovo investimento prospettato.
«Invierò l'intervento tenuto stamani alla Sevel da Marchionne alla presidente della Camera Boldrini, affinchè possa comprendere fino in fondo la gravità del suo gesto fondato su luoghi comuni smontati dalla realtà dei fatti», ha commentato il consigliere regionale Camillo D’Alessandro, tirando in ballo ancora la polemica dell’invito rifiutato.
«Le parole di Sergio Marchionne sui nuovi ingenti investimenti in Sevel sono importanti e danno un segnale di ottimismo di cui l'Abruzzo ha bisogno», ha detto invece il segretario del Pd, Silvio Paolucci.
La pensa così anche il sottosegretario Giovanni Legnini: «si tratta finalmente di un'ottima notizia per l'Abruzzo e per il Paese, dopo anni di progressiva caduta della produzione industriale, e il Governo fara' tutto il possibile affinche' si realizzi questo piano d'investimenti».

«La Regione è pronta a fare la propria parte», ha assicurato il presidente Gianni Chiodi. «A Marchionne abbiamo dato risposte su alcuni problemi legati alla realizzazione di infrastrutture» riferendosi al completamento della Fondo valle del Sangro, un'opera ferma ormai da decenni. 
«Esiste un vecchio progetto per il completamento - ha detto il presidente della Regione - sul quale ci sono previsioni di spesa di 120 milioni di euro. A Marchionne ho detto che la Cassa depositi e prestiti e' disponibile a finanziare l'opera e nei prossimi giorni cercheremo di studiare una norma che permetta di legare il progetto della Fondovalle alla possibilita' di finanziamento da parte della Cassa depositi e prestiti».
Sull'annuncio fatto da Marchionne, Chiodi si e' detto «fiducioso e convinto che l'Abruzzo e la Sevel non tradiranno le aspirazione di crescita del Gruppo Fiat. Questo intervento di 700 milioni di euro di investimenti sul nuovo Ducato mette in sicurezza l'occupazione per i prossimi 10 anni».

«E' una giornata storica quella di oggi per l'Abruzzo. Marchionne ha dimostrato di essere un grande industriale e un grande abruzzese», ha detto invece il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
«L’investimento annunciato oggi»; commenta anche Roberto Campo (Uil) «è una bellissima notizia per l'Abruzzo e per l'Italia. In America e Germania hanno capito che l'industria manifatturiera e' il settore decisivo per crescere e svilupparsi: innovazione, occupazione qualificata, tecnologia, mercati mondiali. In Italia, ancora poca consapevolezza, poco coraggio e pochi investimenti. Tra questi pochi, quelli di Fiat in generale, e questi di Sevel in particolare, per aprire un nuovo capitolo nella storia piu' che trentennale di questa fabbrica - sottolinea Campo - dietro il successo di Sevel, vogliamo ricordare anche l'importanza degli accordi sindacali, di ieri e di oggi. Unitari, in alcuni casi; in altri, non e' stato possibile, e la responsabilita' di fare le scelte la abbiamo assunte primariamente come Uil e Cisl».

 

«Sevel resta un punto di riferimento nelle politiche industriali d'Europa, un investimento che sono certo porterà occupazione», ha commentato invece Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti. 
 «Da qui si riparte – ha rimarcato invece il consigliere regionale Emilio Nasuti – per dare speranza non solo alla Val di Sangro e alla provincia di Chieti, ma all’intero Abruzzo. C’è un amministratore delegato pieno di entusiasmo come Marchionne, abruzzese ‘doc’ come ha più volte ribadito nel suo intervento, che ha voluto infondere fiducia ai 6mila lavoratori di questo stabilimento e alle altre migliaia dell’indotto. Anche la Regione è pronta a fare la sua parte, a partire dagli interventi per migliorare la logistica».
«Sevel resta un punto di riferimento nelle politiche industriali d'Europa, un investimento che sono certo porterà occupazione», ha commentato invece Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti.  «Da qui si riparte – ha rimarcato invece il consigliere regionale Emilio Nasuti – per dare speranza non solo alla Val di Sangro e alla provincia di Chieti, ma all’intero Abruzzo. C’è un amministratore delegato pieno di entusiasmo come Marchionne, abruzzese ‘doc’ come ha più volte ribadito nel suo intervento, che ha voluto infondere fiducia ai 6mila lavoratori di questo stabilimento e alle altre migliaia dell’indotto. Anche la Regione è pronta a fare la sua parte, a partire dagli interventi per migliorare la logistica».