IL FATTO

Abruzzo. Stefano, l’orso ucciso nel Parco: «colpito da più bracconieri»

Wwf chiede l’intervento del Governo Letta

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3664

orso bruno




PESCASSEROLI. E' stato ucciso a colpi di fucile l'orso 'Stefano', morto sul versante molisano del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Al momento del ritrovamento, domenica mattina, si era pensato ad un avvelenamento, che negli ultimi tempi è una questione preoccupante tra i confini della zona protetta. Ieri, poi, la scoperta dell'abbattimento che, secondo il commissario del Parco, Giuseppe Rossi, «porta a pensare che sia stato un brutale agguato, messo in atto probabilmente da più di una persona: armi diverse e parti diverse del corpo dell'orso colpite». Tre le pallottole, secondo le prime risultanze emerse dalle radiografie
- come riferito dall'Ente Parco che parla di «intervento di diversi bracconieri» - di cui una, presumibilmente quella mortale, alla testa. Le altre due hanno raggiunto l'omero destro dell'animale e il corpo. Questa terza caricata a pallini. Elementi che, tiene a sottolineare lo stesso Parco nazionale, «ci restituiscono la brutalità dell'esecuzione di uno dei soli 60 orsi marsicani che ancora costituiscono la popolazione di questo splendido e rarissimo plantigrado. Un danno enorme inferto alla natura che va anche contro gli interessi delle stesse popolazioni del Parco, che chiedono la conservazione rigida di questo animale, fonte di ricchezza poiché induce un flusso turistico di notevole importanza economica».
Nei prossimi giorni l'Ente Parco presenterà denuncia alla Procura della Repubblica di Isernia, competente per territorio, "perché si avviino le indagini per scoprire i colpevoli". 


«IL PARCO DA FASTIDIO»
Una delle ipotesi - dice il commissario Rossi - è che il Parco dia fastidio, con tutti i suoi vincoli, la chiusura di alcune strade e provvedimenti di vario tipo. «C'é chi per principio è contrario al Parco, ma, al momento, è presto per poter dire chi sia stato e perché. Di atti di bracconaggio, purtroppo, nel parco ce ne sono sempre stati; negli anni '80 accadevano cose terribili, ma poi la situazione e' cambiata, la sensibilità è aumentata e non vorrei assolutamente che si tornasse al passato».

Wwf: «E’ INACCETTABILE»
Ferma la condanna delle associazioni. «Sparare a un orso oggi è inaccettabile», dice il presidente del Wwf Italia, Dante Caserta, che si rivolge al premier Letta chiedendo di attivare un «coordinamento dei ministri competenti per indagini urgenti».
Sulla stessa linea il responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti, per il quale servono subito «misure per fermare la strage di fauna selvatica nel territorio del Parco» mentre il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, parla di «crimine gravissimo» e chiede un «intervento immediato del ministro dell'Ambiente, Orlando" per una "task-force a supporto delle indagini».
La zona dove è avvenuta l'uccisione dell'orso 'Stefano', quella delle Mainarde molisane, è descritta come una tra le aree più tranquille dove le "relazioni locali" sono considerate, dagli esperti del Parco, come "buone". Ma ora si invocano misure drastiche.
Intanto il deputato di Sel, Gianni Melilla, ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente per sapere «quali iniziative intenda assumere il Governo per sostenere l'azione dell' Ente Parco Nazionale d'Abruzzo a tutela della conservazione dell'orso bruno marsicano».

LA LUNGA LISTA DI ESEMPLARI MORTI
Sono 95 gli orsi marsicani morti nel Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise dal 1971 a oggi, erano 93 fino al 30 maggio 2012. Agli animali uccisi da colpi di arma da fuoco (19 nel censimento del Parco) va tristemente ad aggiungersi ora l'orso Stefano. E un animale investito sull'autostrada A24 nell'aprile scorso. Dei 93 sono 12 gli esemplari investiti da auto o treni, 10 quelli morti per avvelenamento accertato o sospetto, 4 le vittime di atti di bracconaggio. Per un solo orso è stata accertata, nel 1978, la morte naturale; un altro, nel 2002, è stato vittima di specifica patologia, un altro ancora della predazione da cani. Tutti gli altri animali sono morti per cause ignote o accidentali. Sottospecie differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi, l'orso marsicano è un endemismo esclusivo dell'Italia centrale. La popolazione, nel Parco e zone limitrofe, sarebbe attualmente di circa 40 esemplari. Alcuni dei 93 orsi morti sono saliti agli onori delle cronache perché confidenti, tanto da meritare un nome proprio. L'orso Franco fu trovato ad Alfedena (L'Aquila) nel settembre 1992, vittima di arma da fuoco; l'orso Mirko sulla Majella, a Palena (Chieti) nel 1993, finito nel mirino di bracconieri. Nel territorio di San Donato in Val Comino (Frosinone) fu scoperto l'orso Carlo, morto per cause ignote nel febbraio 2002. Sempre i bracconieri sono all'origine della morte dell'orsa Serena, trovata nell'ottobre 2002 ad Alfedena. L'orso Bernardo fu avvelenato nel settembre 2007 a Gioia dei Marsi (L'Aquila). Stroncati da cause ignote l'orso Nestore, individuato sul Monte Cavallo, nel territorio di San Biagio Saracinisco (Frosinone), nell'agosto 2008, e l'orsa Vincenzina, trovata a Filignano (Isernia) nel luglio 2009. Nel settembre dello stesso anno l'orso Fortunato fu attaccato mortalmente dai cani; lo trovarono nel territorio di Pescasseroli.