IL VIDEO

Blitz ambientalista contro stilista Gaultier. Caporale: «picchiati e presi a calci»

La denuncia del consigliere regionale ex Verdi

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

3575

Blitz ambientalista contro stilista Gaultier. Caporale: «picchiati e presi a calci»




ROMA. Settimana romana della Moda: nuovo blitz degli animalisti italiani coordinati dal consigliere regionale abruzzese Walter Caporale.
Sei attivisti hanno ballato sulle note del famoso pezzo di Joe Cocker, “You can leave your hat on”, fino a restare in perizoma e con i seni coperti da un messaggio dalla parte degli animali e contro le pellicce dello stilista francese Jean Paul Gaultier. Altri volontari hanno esposto cartelli e bandiere «contro la strage di centinaia di migliaia di volpi, visoni, ermellini, cincillà allevati ed uccisi per vanità». Tra i manifestanti anche un'attivista di 85 anni e il presidente di Roma for Animalis, Riccardo Manca.
«Gli animalisti nel tentativo di bloccare l'ingresso e manifestare sono stati bloccati, spintonati, presi a calci dalle guardie del corpo», denuncia l’associazione.
«Sette attivisti hanno accusato malori. Sono stati tutti refertati, insieme al presidente Walter Caporale, letteralmente trascinato con la forza dalle gambe, schiena a terra, sull'asfalto».
«Abbiamo attivato il nostro ufficio legale e daremo seguito alle denunce del caso», spiega Caporale. «Siamo stati picchiati e assaliti, ma volevamo solo sederci e protestare pacificamente, con l'intento di impedire a Jean Paul Gaultier di tornare a Roma. Siamo stai picchiati, presi a calci, come fossimo noi gli assassini, i delinquenti contro cui abbiamo manifestato». 


«Le forze di polizia intervenute, non ci hanno allontanato, anzi, ci hanno tutelato e li ringraziamo», racconta ancora Caporale, «mentre le Body Guard dello stilista si sono comportate da bestie e hanno usato un'inaudita violenza nei nostri confronti. Saranno tutti denunciati, abbiamo video e foto che ci difendono. Ringrazio anche tutti i fotografi e i giornalisti che hanno ripreso tutto, dandoci la possibilità di confermare che le nostre proteste auspicano una riflessione e non mirano alla violenza».
«La moda italiana non può ridursi a questo tipo di appuntamenti promossi come Evento dell'Alta Moda romana», denunciano gli animalisti. «Jean Paul Gaultier ha utilizzato pellicce di lince, di volpe e di tanti altri animali: è sicuramente il più efferato degli stilisti, capace anche di proporre arroganti e crudeli pubblicità come quella del profumo “Le Beau Male”, dove un modello è disteso su una pelle di orso. Lo stilista si è affrettato a dichiarare che la pelle è rigorosamente finta».
Occorrono dai 30 ai 60 animali per una pelliccia di visone, dai 180 ai 240 per una di ermellino, dai 130 ai 200 per una di cincillà, dalle 10 alle 24 volpi per una di volpe.
Secondo l’Associazione Europea Allevatori di Pelliccia, EFBA l’Unione Europea è il maggior produttore di pellicce al mondo. I Paesi membri appartenenti all’EFBA allevano visoni (oltre 26 milioni), volpi (due milioni), procioni e cincillà. L’animale più allevato è il visone, soprattutto in Danimarca (15 milioni), Paesi Bassi (4,75 milioni), Finlandia (2 milioni) e Svezia (oltre 1 milione), ma anche in Italia vengono allevati ed uccisi diverse centinaia di migliaia di visoni.
«L’Italia», spiega Caporale, «leader mondiale della Moda, seppure colpita duramente dalla crisi, ha incrementato le esportazioni di capi in pelliccia verso l’Est e verso la Cina, quindi dopo un costante calo di produzione dell’ultimo decennio, si registra nel 2011 un incremento di oltre il 20%, con l’abbattimento di 35.000 visoni in più in un solo anno».