POLITICA E URBANISTICA

Parco Nord, scontro nel Pdl. Chiavaroli: «contrario a nuove costruzioni»

Sospiri: «stupiti da queste esternazioni»

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PESCARA. Non c’è solo il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, contro il progetto di riqualificazione del Parco Nord.
Di traverso si mette anche un esponente del Popolo delle Libertà, Riccardo Chiavaroli, consigliere regionale che scatena l’ira del suo partito.
L’area è quella situata di fronte alla riviera, tra la sede del Corpo Forestale dello Stato e il complesso sportivo Le Naiadi, 5mila metri quadrati in tutto, utilizzata fino a qualche estate fa come parcheggio a servizio del lungomare.
Nelle ultime settimane il centrodestra ha riproposto l’idea di fare un accordo con i costruttori Chiavaroli, D'Andrea e Catani sul parco Nord per arrivare alla concessione di edificabilità per un terzo. 


«Come cittadino e politico», ha annunciato Chiavaroli, «sono contrario a qualsiasi forma di nuova costruzione all'interno del Parco Nord, perché si tratta di una zona di alto pregio ambientale e perché non trovo giustificabile l'ulteriore consumo di suolo a fronte di altre possibilità offerte dalla leggi nazionali e regionali, come ad esempio l'aumento di cubatura con premialità per la nuova edilizia bio-sostenibile in zone però già edificate».
Chiavaroli suggerisce dunque di procedere con l'acquisizione pubblica dei terreni interessati con un piano di ammortamento per i prossimi anni. Dato il colpo al cerchio il consigliere regionale di centrodestra pensa anche alla botte: «l'assessore Antonelli ha fatto benissimo - da amministratore pubblico - a prendere atto della proposta dei costruttori (attuali proprietari del terreno) e anzi è stato suo dovere agire in tal senso».
Proprio Antonelli ha garantito che l’amministrazione pubblica seguirà un percorso di «assoluta trasparenza e partecipazione democratica dei cittadini», con incontri pubblici per valutare le diverse sfaccettature di un tema che inciderà sul futuro urbanistico della città.
«Quella del confronto leale, nelle piazze e nelle istituzioni», chiude Chiavaroli, «è secondo me la scelta migliore per fugare ogni ombra di ambiguità su atti comunque impegnativi che un amministratore pubblico deve assumere contemperando ogni esigenza».


I colleghi di partito, Federica Chiavaroli e Lorenzo Sospiri non hanno apprezzato però l’intervento del consigliere regionale: si dicono «stupiti» delle «preoccupate» esternazioni
«Il parco di cui parla Riccardo Chiavaroli – commentano - in realtà non esiste. Siamo di fronte ad un'area che da ben 9 anni e mezzo è in totale abbandono. L'area è stata oggetto dal 2004 di una demagogica variante al piano regolatore approvata dal centrosinistra. La cosiddetta “Variante delle invarianti”, che con poche luci e molte ombre non ha generato nessun reale vantaggio per la città di Pescara visto e considerato che quelle aree sono rimaste private, divenendo solo incolte ed abbandonate».
«Dopo nove anni e mezzo – spiegano ancora Federica Chiavaroli e Lorenzo Sospiri - si fa riferimento ad un parco che non esiste perché nessuno è riuscito finora a reperire le risorse necessarie per avviare l'esproprio dell'area e mettere in moto la realizzazione delle opere che ammontano a sei milioni di euro, ovvero circa la metà del gettito IMU della città di Pescara, per l'acquisizione delle aree private, la realizzazione del parco, la creazione delle nuove strade d'accesso e del parcheggio per il litorale nord».
«Sei milioni di euro- dicono Federica Chiavaroli e Lorenzo Sospiri – è la somma da erogare per passare dalla teoria alla pratica, perché in Italia per realizzare opere espropriando il patrimonio dei privati per incrementare il bene pubblico, occorre pagare. La maggioranza di centro destra si è più volte riunita, valutando ogni possibilità per la realizzazione del Parco Nord».


L’UNICA SOLUZIONE…
L’unica soluzione, spiegano ancora i due, «è quella di coinvolgere i proprietari delle aree in un accordo trasparente e ragionevole che veda- come da delibera approvata- l’acquisizione di oltre il 70% delle aree al patrimonio pubblico, la realizzazione quindi di oltre quattro ettari di parco attrezzato, di strutture sportive nel parco, di un parcheggio per rispondere al bisogno di maggiori parcheggi estivi e della nuova viabilità per accedere al parco, il tutto a spese dei privati che potranno costruire in modo contenuto, in conformità con quanto la procedura di VAS confermerà nel 20% circa di lotto rimanente».
«Non esiste altra strada – concludono Federica Chiavaroli e Lorenzo Sospiri - infatti sono 9 anni e mezzo che quell’area abbandonata resta tale, ci confronteremo con i cittadini e siamo certi che sosterranno una idea di buon senso che è quella di avere finalmente il parco nord che noi realizzeremo mentre gli altri continuano a fare tante chiacchiere e pochi fatti».