POLITICA E CEMENTO

Parco nord Pescara, nuova battaglia di Rc: «no a nuovi palazzi»

Acerbo: «Proposta costruttori irricevibile. Faremo barricate»

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Parco nord Pescara, nuova battaglia di Rc: «no a nuovi palazzi»

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PESCARA. Nelle ultime settimane il centrodestra ha riproposto l’idea di fare un accordo con i costruttori Chiavaroli, D'Andrea e Catani sul parco Nord.
L’area è quella situata di fronte alla riviera, tra la sede del Corpo Forestale dello Stato e il complesso sportivo Le Naiadi, 5mila metri quadrati in tutto, utilizzata fino a qualche estate fa come parcheggio a servizio del lungomare.
Rifondazione Comunista si dice pronto alle barricate: «dato che manca meno di un anno alle elezioni», commenta Maurizio Acerbo, «chi vuole accreditarsi come affidabile referente dei soliti costruttori farà di tutto per superare la nostra opposizione. E’ quindi il caso di cominciare a mobilitarsi».
Per Rifondazione «sarebbe un crimine contro la città consentire» a D’Andrea, Sciarra e Chiavaroli di costruire sei o sette palazzi e cementificare per strade e parcheggi lasciando al verde un ruolo di contorno per condomini di lusso.
Di sicuro tra i progetti dell’amministrazione Mascia del prossimo e ultimo anno c’è la riqualificazione di questa zona, lo ha ammesso lo stesso primo cittadino, stilando le priorità dei prossimi 12 mesi. 

L’idea potrebbe essere quella di arrivare alla concessione di edificabilità per un terzo o all’esproprio concedendo volumetrie altrove. «Nel 2004 con la “variante delle invarianti” proposta ed elaborata da Rifondazione Comunista», ricorda ancora Acerbo, «abbiamo salvato per un soffio dalla cementificazione quelle aree verdi. Con una scelta sciagurata l’amministrazione di centrodestra negli anni ‘90 – a cui mi opposi con mesi di ostruzionismo – aveva reso edificabili nel PRG quella e altre aree di pregio della città miracolosamente ancora verdi». 
Avevano anche votato una scheda Prusst per aumentare il carico edilizio e passare dalla destinazione turistico-ricettiva direttamente a residenziale. Anche questa fu cancellata grazie a Rifondazione.

«E’ comprensibile», protesta ancora il consigliere di minoranza, «che i “prenditori” pensino e cerchino di costruire lì perché sanno che degli appartamenti vista mare immersi nel verde si venderanno sicuramente e a prezzi elevati (ci sarebbe da interrogarsi su chi compra durante la crisi ma è un altro discorso). E’ imperdonabile che amministratori pubblici pensino di consegnare alla speculazione un’area insostituibile di così alto pregio. La scusa è sempre la stessa: il Comune non ha i soldi per espropriare le aree. Per noi le aree destinate a parchi e verde pubblico non devono essere aggredite dal cemento, sono delle “invarianti”. L’attività edilizia dovrebbe concentrarsi sulle aree già edificate ed edificabili. Come si fa a pensare nel 2013 che si possano ancora costruire palazzi in un’area come quella?»