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L'Aquila. L'ultima "Cialentata": «Pietrucci non mi ha obbedito, frequentava un giornalaccio»

Il sindaco attacca L’Editoriale ma aiuta un altro sito internet stretto dalla crisi

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L'Aquila. L'ultima "Cialentata": «Pietrucci non mi ha obbedito, frequentava un giornalaccio»





L’AQUILA. Rimosso dall'incarico di capo di gabinetto del Comune dell'Aquila per aver avuto frequentazioni con la redazione di un "giornalaccio".
E' il caso di Pierpaolo Pietrucci, che è anche consigliere provinciale e comunale (a Montereale), messo alla porta martedì sera dal sindaco Massimo Cialente.
Il primo cittadino, sembra strano ma la motivazione è proprio questa, non gli perdona la frequentazione con alcuni giornalisti de "L'Editoriale", diretto da Giuseppe Vespa. E’ lo stesso primo cittadino che lo definisce «giornalaccio».
La polemica va avanti da giorni e non si spegne.
L’ennesima ‘cialentata’ che toglie le forze ad una città distrutta quanto immobile: toni esasperati, no alle mezze misure, giudizi trancianti e piedi puntati. Un atteggiamento che potrebbe anche ritorcersi contro il primo cittadino a giudicare dalla pagina Facebook di Cialente e Pietrucci, dove si rincorrono da giorni attestati di stima nei confronti dell’ex capo di gabinetto.
Pare che la polemica abbia fatto salire le quotazioni del consigliere provinciale anche in vista delle prossime regionali. Ma Cialente, che si vanta di gestire da solo la sua pagina social («guai a dare la password ad altri») reggerà il colpo d’immagine?


«IL GIORNALACCIO, STRUMENTO DI PRESSIONE»
Quest’oggi torna a ribadire i motivi dell’allontanamento. «Nella nostra citta', in un ristretto cerchio - afferma Cialente - esiste un giornale che viene stampato e gratuitamente diffuso (chi paga?) indovato in una nicchia particolare e che viene usato come strumento di pressione politica, spesso a servizio di determinati interessi. Diciamo che e' una sorta del giornale di Pecorelli 'The Covery'. Io ritengo che, nella nostra Citta', e spero che nessuno finga di scandalizzarsi (anche l'ipocrisia ha un limite) sia a tutti noto che esistono e si muovono troppe logge, gruppi di pressione che spesso degenerano in lotte violentissime e laceranti, anche nell'interno delle Istituzioni piu' importanti, definirei quasi sacre. Come in tutte le citta' di provincia, spesso, questi scontri e la stessa vita politica, si basano su gossip, calunnia e dietrologie che addirittura, a volte, riescono a dettare l'agenda alla politica suggestionando persino l'attenzione della Magistratura. Non è una novità, ne' solo aquilana. Devo forse ricordare l'uso della prima pagina che fanno i due giornali di Berlusconi, Il Giornale e Libero, nei confronti degli avversari politici del Presidente? Sono gli effetti collaterali di una sana democrazia».


«IGNORARE I GIORNALACCI»
Cialente assicura di avere «grande rispetto della stampa, sia di quella che mi ha in simpatia sia di quella che non mi può vedere» ma sostiene anche che «certi giornalacci vadano combattuti in un solo modo, ignorandoli ed isolandoli».


«LO AVEVO AVVERTITO MA HA FATTO COME CORDESCHI»
Il sindaco poi chiarisce che da tempo aveva messo in guardia il suo collaboratore: «gli ho spiegato questo mio atteggiamento, che è politico e non personale, cercando di fargli capire, soprattutto, che coloro che si affacciano per un rinnovamento della politica devono utilizzare strumenti nuovi ma soprattutto etici rispetto alla comunità».
Cialente ricorda di averlo spiegato anche al direttore generale Cordeschi, altro suo strettissimo collaboratore: «non mi volle ascoltare e quotidianamente incontrava per circa due ore i giornalisti del fogliaccio nella sua stanza, nella dimora comunale, affianco al mio ufficio, riferendo spesso in modo strumentale l’attività quotidiana di assessori, dirigenti e funzionari. Per questo motivo cacciai Cordeschi».
Negli ultimi mesi, ripetutamente, il sindaco aveva consigliato e chiesto a Pietrucci di evitare «queste frequentazioni». Ma Pierpaolo Pietrucci, come Cordeschi, non ha seguito l’ordine ed è stato rimosso. 


COMPORTAMENTO ABERRANTE»
«Trovo aberrante», va avanti Cialente, «che il capo di gabinetto si incontri, parli, e si confidi con chi negli stessi giorni, per attaccare alcune scelte dell’amministrazione, ingiuria non tanto il sindaco quanto gli assessori. Non si sta seduti al bar con chi la stessa mattina con toni calunniosi chiede le dimissioni di qualche assessore. La Città non capisce da che parte si sta, ma soprattutto non lo capiva più il Sindaco». 


L’AIUTO A QUELL’ALTRO GIORNALE
Ma nella nota inviata dal Comune lo stesso Cialente racconta di aver incontrato nei giorni scorsi, proprio con Pietrucci, la responsabile di un sito web aquilano («che mi tratta abbastanza male»).
In quel caso, dice, «mi sono impegnato per risolvere alcuni problemi di quel sito perché si possa salvare, perché è una voce, discordante ma libera». Il sindaco non ha chiarito, però, in che modo interverrà per supportare il giornale che, come tanti altri, in questo periodo di crisi, vive periodi drammatici.
Poi il consiglio finale all’ex collaboratore: «deve abbandonare i vizi, le debolezze ed i sotterfugi della vecchia politica».
E tutto questo accade in una città distrutta dal terremoto dove la medesima politica (Cialente compreso) in quattro anni è riuscita a fare ben poco.
In compenso si chiacchiera parecchio. Forse troppo.

GIORNALISTI: «CIALENTE DIMENTICA PRINCIPIO DELLA TRASPARENZA»
 «Il sindaco dell'Aquila, Massimo  Cialente, ha tutto il diritto di licenziare il proprio Capo di gabinetto per rottura del rapporto fiduciario. Quello che è totalmente opinabile», commentano il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, e il segretario del sindacato dei giornalisti abruzzesi, Franco Farias «sotto lo strettissimo profilo del principio  di democrazia, è averlo fatto con la motivazione che il suo Capo di gabinetto avrebbe intrattenuto rapporti con i giornalisti; anzi con un giornalista direttore di un “fogliaccio”, così  lo definisce , che bisognerebbe ignorare per la sua inconsistenza sostanziale. Al  primo cittadino dell'Aquila non possono sfuggire due elementi fondamentali. Il primo: in democrazia ( come lui stesso ha ricordato nel licenziamento via Facebook del suo Capo di gabinetto) la forma è sostanza e le parole sono sostanza. Definire fogliaccio giornali non allineati o scomodi è tipico di chi la democrazia la predica solo a parole.  Il secondo: avere rapporto con i giornalisti (con tutti: favorevoli o contrari, di parte o di partito, autonomi o allineati) non lo esige la correttezza istituzionale, ma lo impone il principio di trasparenza amministrativa. Infine vorremmo ricordare al sindaco dell'Aquila una regola fondamentale della professione giornalistica, che non gli dovrebbe far perdere la trebisonda: " Giornalismo è diffondere quello che qualcuno vuole non si sappia. Tutto il resto è propaganda».