POLITICA E CEMENTO

Variante Pp1 Montesilvano, Di Stefano (Pd): «coinvolgere imprenditori e cittadini»

«Mancano i servizi che sono quasi inesistenti»

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COMUNE DI MONTESILVANO




MONTESILVANO. E' in discussione da qualche tempo nelle stanze del comune di Montesilvano una variante al PP1.
Si tratta del piano particolareggiato dell'area compresa tra la Foce del Saline, gli alberghi, la ferrovia ed il mare, per buona parte edificata ma con ancora un terzo di possibilità edifica­torie da sfruttare, quasi tutta di un unico proprietario.
La variante al PP1 è solo un assestamento del piano, che sposta superfici e cubature nella parte ancora inedificata, propone di realizzare un nuovo centro com­merciale di 3.000 mq e permetterà al Comune di incassare gli oneri di urbanizzazione per realizzare il nuovo Teatro del Mare all'aperto sul lotto del Curvone.
«In realtà la variante non è solo questo», protesta il consigliere comunale Gabriele Di Stefano (Pd): «la variante, proposta dal privato al Comune, è un mercato di scambio senza piano. Non affronta i gravi problemi presenti nel quartiere e rischia di far perdere l'ultimo tram alla città per avere un quartiere moderno, un corso ed un centro prestigioso, per il turismo e per l'area metropolitana».


Il PP1 è stato approvato nel 1996 e, dopo quasi vent'anni, secondo Di Stefano andrebbe rivisto perché decaduto. Si sono costruiti i 2/3 delle case per gli oltre 5 mila abitanti previsti, «ma i servizi sono quasi inesistenti».
«Manca un supermercato di quartiere e si dovrebbe realizzarlo», spiega il consigliere di maggioranza. «Ma manca soprattutto un disegno per corso Strasburgo come corso e asse commerciale della città nuova, tra il centro di Montesilvano la stazione e il mare. Invece si è costruita solo metà strada ed i commercianti sotto i portici quasi devono chiudere perché non c'è vita sulla mezza strada. Un centro ed un corso sono un'altra cosa. Noi pensiamo a corso Strasburgo come un grande viale porticato e alberato, con marciapiedi di 6 metri su entrambi i lati ed in mezzo il trasporto pubblico in sede propria che, dalla Strada Parco e da via Foscolo passa per il corso Strasburgo, la Grande Piazza, il Paseo Alberto D'Andrea, per poi salire sul nuovo ponte sul Saline, riservato a pedoni biciclette e trasporto pubblico, per proseguire poi fino a Silvi. Pedonalizzato e attraversato dal trasporto pubblico, come nel centro delle più belle città europee. Come a Montpellier, a Grenoble, a Nantes, a Ginevra, a Friburgo. Come nel centro di Pescara su corso Umberto e, come qualcuno propone per corso Vittorio Emanuele».


Invece per il nuovo centro commerciale su corso Strasburgo sono proposti marciapiedi di 1,5 metri. Non si riqualifica nemmeno la mezza strada di accesso dal sottopasso ferrovia­rio su via Spagna. Non ci sono strade nuove alberate, opiste ciclabili su strade vecchie e nuove, o ancora un piano per il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile.
«Il piano dovrebbe essere pubbli­co, trasparente e partecipato», va avanti Di Stefano. «Per discutere le scelte ed il futuro dell'area con i cittadini, i commercianti, gli albergatori, le associazioni ambientaliste della città e la società civile dell'area metropolitana. Noi pensiamo che ci sia ancora una corsa del tram verso la città nuova, e non vogliamo perderla».