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Caripe, Mascia vuole un tavolo tecnico con banca, enti locali e lavoratori

Dubbi sul futuro dell’istituto di credito

Redazione Pdn

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Caripe, Mascia vuole un tavolo tecnico con banca, enti locali e lavoratori





PESCARA. L’amministrazione comunale ha proposto ufficialmente l’istituzione di un Tavolo tecnico per la ‘vertenza’ Caripe.
Il sindaco Mascia ha chiesto che vi partecipino gli Enti locali, il Gruppo Caripe-Tercas e gli stessi lavoratori e ci si incontri «per tutelare le realtà vitali e funzionali della nostra economia, una realtà da cui oggi dipendono 1.200 famiglie pescaresi e regionali che stanno vivendo con ansia la fase di riorganizzazione del Gruppo bancario».
L’iniziativa è stata formalizzata ieri nel corso della riunione con i sindacati ed è contenuta in una lettera che Mascia ha inviato al commissario straordinario della Banca Tercas Riccardo Sora, al direttore generale di Banca Tercas, amministratore delegato di Banca Caripe, Dario Pilla e, per conoscenza, al presidente di Banca Caripe Giuseppe Mauro.
La lettera per il momento ha trovato la piena adesione e condivisione da parte dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, DirCredito e Fabi), con i quali il Comune ha fissato un prossimo incontro il 20 luglio in Provincia.
«Già prima di quella data», spiega ancora il sindaco, «cercheremo di avere un’interlocuzione sicuramente costruttiva, su temi concreti, con i vertici del Gruppo, per poi valutarne insieme i risultati»
Il commissariamento potrebbe finire entro fine anno o, comunque, non più tardi dell’aprile 2014. Tra le ipotesi di soluzione della problematica in atto è trapelata anche quella di una nuova scissione tra Tercas e Caripe, che consentirebbe a ciascuno dei due Istituti di rafforzarsi, oppure l’intervento di un terzo Istituto di Credito esterno disposto a entrare in gioco. 


I sindacati, dal canto loro, hanno auspicato l’intervento della Fondazione PescarAbruzzo su Tercas, «che riporterebbe un equilibrio tra Pescara e Teramo, con un deciso aumento di capitale da parte della Fondazione stessa, ricordando che la ricapitalizzazione complessiva potrebbe ammontare a circa 300milioni di euro».
«Le due banche sono il perno economico della nostra regione», hanno sottolineato i rappresentanti sindacali, «e abbiamo bisogno che le Istituzioni sappiano cosa sta accadendo. Almeno 100 lavoratori usciranno dall’Istituto a brevissimo e questo determinerà un aggravio del lavoro su quelle unità che resteranno. Oggi noi siamo pronti anche ad azioni eclatanti perché non siamo disposti a subire le conseguenze nefaste di un’errata gestione precedente della banca che ha condotto quasi all’azzeramento del capitale». Si pensa anche ad un intervento congiunto delle quattro Fondazioni bancarie abruzzesi, e a tal fine è in programma un incontro con il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e con tutti i parlamentari con l’obiettivo di salvare le due banche del territorio.
«Siamo pronti», assicura Mascia, «a fare la nostra parte in questo difficile frangente, assicurando la massima collaborazione e rendendosi disponibile a portare avanti gli opportuni approfondimenti sulle possibili iniziative da attuare congiuntamente, al fine di conservare la ‘territorialità’ della nostra Banca e di tutelare i lavoratori della Caripe, che consideriamo un giacimento prezioso e imprescindibile per lo sviluppo della nostra economia».