AMBIENTE E POLITICA

Impianto biomasse a Castelli, Provincia di Teramo chiede parere all’avvocatura

Richiesta al governo nazionale su una legge contro femminicidio

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CONSIGLIO PROVINCIA TERAMO




TERAMO. Consiglio provinciale dedicato alle interrogazioni e agli ordini del giorno presentati dalla minoranza.
Prima questione affrontata il progetto di una centrale a biomasse nel Comune di Castelli proposto dalla ditta Coan Ecoenergy (fino a 1 MW) in località Corazzano.
Secondo l'amministrazione di Castelli il parere negativo del settore urbanistico della Provincia (datato 4 marzo) sarebbe di natura «prescrittiva e non vincolante» e ha ritenuto di "superarlo" con una propria delibera consiliare (datata 12 marzo).
Questa decisione e' stata contestata dal consigliere dell’ Idv Mauro Sacco portavoce del Comitato cittadino che si oppone all'impianto a biomasse.
«L’ insediamento», ha fatto notare Sacco, «è in zona agricola vicino a importanti industrie agroalimentari: a pochi metri c’è il Biscottificio Lazzaroni e a non più di 200metri il prosciuttificio “Crudi d’Italia”, realtà che danno lavoro a circa 300 persone. L’eventuale realizzazione della centrale a biomasse potrebbe incontrovertibilmente ripercuotersi negativamente e in termini di pregiudizio sotto l’aspetto naturalistico e di ricaduta negativa in termini occupazionali per le conseguenze che tutto questo potrà produrre nelle future strategie occupazionali delle aziende suddette».
Inoltre nella delibera del Consiglio comunale si dichiara che non esistono «zone di pregio ambientale e naturalistico» nell’area. «A meno di 300 metri dalla presunta zona di insediamento della centrale», protesta Sacco, «c’è l’inizio del Parco Nazionale del Gran Sasso e quindi è “area contigua” prevista dalla L. 394/91 non idonea».
L’esponente dell’Idv ha chiesto anche di conoscere l’istruttoria operata da parte del Settore B5 Ambiente e B12 Trasporti per il rilascio del parere favorevole espresso in sede di Conferenza di Servizi e lo studio di compatibilità della realizzazione della centrale a biomasse rispetto al piano della qualità dell’aria della Regione Abruzzo (iter in capo alla Provincia).
Il presidente Valter Catarra ha proposto di chiedere un parere all'avvocatura: «anche se ad ascoltare i tecnici sembrerebbe proprio che il nostro parere non possa essere superato dal Comune riferiremo nel prossimo consiglio utile anche con un parere dell'avvocatura».

FONDO DEI DIRIGENTI
Il consigliere Renzo Di Sabatino (Pd) ha chiesto una verifica sulla determinazione del Fondo dei dirigenti dell’ente visto che «ad una corretta diminuzione della parte di fondo destinato alla retribuzione di posizione in ragione del diminuito numero dei dirigenti ha fatto da contraltare uno sproposito aumento della retribuzione di risultato passato da 95.875 a 227.996 euro».
Di Sabatino ha quindi chiesto: una verifica sui rilievi posti nell'interrogazione e, visti gli aspetti tecnici controversi, mi domando se non sia comunque il caso di procedere con un parere della Corte dei Conti anche perché' questa scelta influirà' nelle ripartizioni degli anni futuri. Mi pare che di fronte a simili cifre, considerato il difficile momento economico che tutti stanno vivendo, non ci si possa permettere di sbagliare».

TERAMO LAVORO
Ancora una interrogazione del consigliere Di Sabatino che ha chiesto di riferire al Consiglio le attività' compiute per «garantire i servizi e i livelli occupazionali...e tentare di riassorbire nel corrente anno le professionalità' che negli anni hanno supportato i servizi dell'ente».

A rispondere è stato il presidente Catarra che ha precisato che per il settore lavoro le scelte della struttura amministrativa hanno portato ad una selezione che ha riassorbito «circa 35 persone. Si tratta di finanziamenti legati al FSE e alle modalita di erogazione della Regione. Rimangono fuori ancora decine di dipendenti della Teramo Lavoro, qualche speranza arriva dal fatto che le Province non si sciolgono a dicembre e dalla possibile restituzione di risorse da utilizzare per attivare delle collaborazioni. Io avrei fatto assunto tutti con contratti a tempo determinato ma non è' stato possibile».

CENTRO ANTIVIOLENZA LA FENICE
Ordine del giorno presentato dal Pd che chiede al Presidente e alla Giunta di stipulare una specifica convenzione con i Comuni per farli compartecipare al finanziamento del Centro La Fenice e ad attivare un tavolo con gli Ambiti sociali per l'inserimento del servizio fra quelli dei Piani di zona.
«Apprezziamo sempre lo spirito collaborativo - ha replicato l'assessore al ramo, Renato Rasici - voglio solo ricordare che il Centro e' stato riaperto, rafforzato con le figure professionali idonee alla delicatezza del servizio svolto e che siamo intenzionati ad apri due sportelli territoriali: uno sulla costa e uno in Val Vibrata. Abbiamo già avanzato le richieste suggerite da Verrocchio sia ai Comuni che agli Enti d'Ambito: riproporremo sicuramente la convenzione, speriamo che arrivino risposte positive».

Altro ordine del giorno del Pd, quello per chiedere al Parlamento un rapido esame delle proposte di legge sul femminicidio. Ambedue sono stati votati all'unanimità' con alcune modifiche al testo originale, suggerite dalla consigliera Rita Ettorre (PDL)