IL FATTO

Abruzzo. Provincia e Comune di Pescara sordi agli avvertimenti su Sicurezza e Ambiente

Proteste, note protocollate, avvisi ma gli enti locali preferiscono far finta di nulla

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Testa, Cacciotti, Mascia

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PESCARA. Sicurezza e Ambiente è quella società che si occupa del ripristino della sicurezza della carreggiata dopo gli incidenti stradali ed è convenzionata con moltissimi comuni grazie alla sponsorizzazione dell’Anci, l’associazione dei comuni.
 
Comune e Provincia di Pescara nel 2011 hanno voluto firmare un protocollo d’intesa che autorizza il privato a fornire il servizio (che avrebbe potuto svolgere anche la società municipalizzata di igiene urbana)  anche perché totalmente gratuito per il pubblico in quanto a pagare sono le assicurazioni.
La società privata, tuttavia, da mesi è al centro in tutta Italia di diversi articoli di cronaca, alcuni dei quali parlano di inchieste giudiziarie avviate circa presunti illeciti.
Di sicuro però c’è solo l’enorme fortuna scoppiata negli ultimi tre anni per Sicurezza e Ambiente tanto  da triplicare il fatturato che in massima parte è scaturito proprio dalla convenzione con l’Anci.
Per una scelta consapevole e mirata, esclusivamente finanziaria, tuttavia, il segretario dell’Anci Abruzzo, Giuseppe Mangolini, nel 2007 -l’anno in cui inizia il rapporto con Sicurezza e Ambiente- decide di acquistare l’1% della quota societarie mostrando tra l’altro un gran fiuto per gli affari.
All’inchiesta pubblicata da PrimaDaNoi.it (e non ripresa da altri organi di informazione) si è aggiunta la risposta più che particolareggiata del titolare Angelo Cacciotti, personaggio che non si scandalizza davanti ai conflitti di interesse, benchè piccoli.
Il silenzio dell’Anci è totale e scelgono il silenzio anche tantissime amministrazioni che fidandosi della associazione dei comuni hanno di buona lena stipulato la convenzione gratuita. Eppure non tutti la pensano così e c’è chi si scandalizza e chiede interventi.

IL DIFENSORE CIVICO SCUOTE FIORILLI: «CONFLITTO DI INTERESSI SCONCERTANTE»

Per esempio l’avvocato Giovanni Stramenga, difensore civico del Comune di Pescara, letto l’articolo sobbalza e si mette al pc per scrivere 15 righe all’assessore competente, Berardino Fiorilli e al comandante dei vigili urbani, Carlo Maggitti.
Stramenga lancia l’allarme rosso e poi dice di apprendere «la sconcertante circostanza (verificabile nella sua rispondenza  a verità) delle contestuali qualità in capo al medesimo soggetto di socio della società stessa e di segretario della sezione regionale dell’Anci».
Insomma qualcuno si “sconcerta” ancora.
L’invito alla amministrazione è quello di valutare e verificare l’opportunità di proseguire la convenzione con il rinnovo anche perché  Sicurezza e Ambiente con l’Anci ha firmato un protocollo sulla “trasparenza”. Alla faccia della trasparenza.

IL RUP DELLA PROVINCIA: «CHI LI HA VISTI? CARENZE NEL SERVIZIO»

Più pesante e circostanziato è il rup della Provincia di Pescara, geometra Mauro Di Blasio, che nel merito del servizio espletato dalla società in questione ha evidenziato, un paio di mesi fa, carenze e mancanze.
Tra le varie cose Di Blasio dice chiaramente che, nonostante la convenzione, Sicurezza e Ambiente è inadempiente sull’art. 9, quello che prevede gli incontri periodici di coordinamento.
«Da gennaio 2012 nessun delegato della società si è mai presentato in Provincia né ha in alcun modo contattato questo ufficio tecnico».
E sul piano operativo, segnala sempre il responsabile unico del procedimento della Provincia,  vi sarebbero «gravissime lacune» oltre ad una serie di segnalazioni delle forze dell’ordine (che intervengono nella contestualità degli interventi stradali) sulle carenze del servizio offerto. Insomma più di qualcosa che non va.
Appena un paio di giorni dopo la nota ufficiale e protocollata pare che in Provincia si sia presentato un drappello in forze della società per «chiarire» e presentare una “memoria”.
Documentazione ineccepibile che è bastata a far fare alla Provincia più di un passo indietro e rimangiarsi le cose dette dal Rup.
Questa volta è il dirigente Paolo D’Incecco che letta la documentazione concede una ulteriore possibilità alla società dopo il cartellino giallo. Si tratta di ammonizione, dunque, non di espulsione.
La convenzione con il Comune di Pescara scade il 1 ottobre 2013; quella con la Provincia scade il 20 dicembre 2014.
Resta però inspiegato il silenzio dei vertici politici delle due amministrazioni pubbliche e di molte altre in Abruzzo e fuori che con Sicurezza e Ambiente hanno rapporti.
Forse c’è anche un po’ di imbarazzo dopo il convegno in pompa magna organizzato al Comune di Pescara appena sei mesi fa alla presenza delle maggiori istituzioni locali e dopo i fatti e le polemiche di Roma.
Ma è chiaro che dietro ci sono enormi interessi in gioco più che ramificati, dunque meglio andarci con i piedi di piombo.

 Alessandro Biancardi