SBOTTA DA ORBI

Terremoto. Riunione col ministro, Cialente si alza e se ne va: «ci prendono per il c...»

Il sindaco torna a chiedere una mobilitazione generale a Roma

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Carlo Trigilia

Carlo Trigilia



L’AQUILA. Si è arrabbiato un’altra volta.
Poche settimane dopo essersi rimesso la fascia, tolta in segno di protesta, Massimo Cialente sbotta ancora. Lo fa due giorni dopo aver cacciato il suo capo di Gabinetto e nel giorno in cui in città è arrivato il segretario del suo partito, Guglielmo Epifani.
«Ci stanno prendendo per il c... questi burocrati di Stato che guadagnano venti volte un operaio, dovrebbero lavorare giorno e notte per la tragedia aquilana, invece non danno risposte tanto da far saltare l'importante investimento all'Aquila della Accord Phoenix. Invito tutti i lavoratori a mobilitarsi a Roma per chiedere direttamente ai ministri competenti e ai burocrati il perché».
Così, con parole forti, Cialente torna a protestare duramente contro il Governo nazionale a cui «non importa nulla dell'Aquila e del suo circondario in ginocchio dopo il terremoto del 6 aprile 2009».
Nel pomeriggio di ieri ha abbandonato la riunione del comitato di vigilanza per l'utilizzo dei 100 milioni riservati allo sviluppo delle zone terremotate che si stava svolgendo a palazzo Chigi alla presenza, tra gli altri, del ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia, incaricato dal premier per la gestione della ricostruzione.
A mandare su tutte le furie il primo cittadino il fatto che non è stato ancora sciolto il nodo dell'interpretazione della delibera Cipe sulla destinazione dei fondi per lo sviluppo che secondo il documento vanno prioritariamente al chimico-farmaceutico. 


«Dovevano cambiare la delibera che loro stessi hanno scritto per permettere lo stanziamento di 11 milioni per l'azienda inglese, specializzata nel recupero di Pc per estrarre e riutilizzare metalli, che all'Aquila vuole investire 50 milioni di euro, assumere circa 250 persone e riassorbire i 130 lavoratori in mobilità dell'ex polo elettronico. Invece, Carlo Sapino, del ministero per lo sviluppo Economico, non si è presentato».
«Ora Trigilia e il ministro di Sappino, Zanonato, cambino i loro burocrati e, soprattutto, spieghino a lavoratori e disoccupati i motivi per i quali l'operazione rischia di saltare».
Cialente ha sottolineato di essere stanco di essere trattato come gli venisse fatto un favore, e di essere abbandonato nonostante all'Aquila la cassa integrazione sia aumentata del 1700 per cento, «che ci sono centinaia di famiglie che ogni giorno ci preoccupiamo di sfamare e che tra due mesi saranno finiti i fondi e la ricostruzione si fermerà di nuovo».

TRIGLIA: «FARE IN FRETTA»
Nel corso della riunione il ministro Trigilia aveva detto che «occorre usare il più celermente possibile i fondi per lo sviluppo puntando a massimizzare gli effetti sulla ripresa economica e occupazionale.
Il ministro ha manifestato «forte apprezzamento per l' istituzione del Comitato che ha come missione il coordinamento, la vigilanza e il monitoraggio delle iniziative previste dal DM dell'8 aprile 2013 e le cui risorse sono finalizzate a favorire azioni di sviluppo nel cratere abruzzese».
Il ministro ha, inoltre, definito le possibili azioni del Comitato, indicato il suo ruolo e segnato un percorso di collaborazione istituzionale con Invitalia che ha il compito di fornire il proprio supporto tecnico con la massima celerita' per dare risposte concrete alle aspirazioni dell'area.
«La ricostruzione ed il miglioramento dei tessuti urbani danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 - ha spiegato Trigilia - deve accompagnarsi ad incisivi, condivisi e coerenti interventi per lo sviluppo socio-economico. Occorre usare il piu' celermente possibile i fondi per lo sviluppo puntando a massimizzare gli effetti sulla ripresa economica e occupazionale».
Il Comitato ha infine condiviso la proposta del ministro Trigilia in merito ai criteri da adottare nel valutare l'allocazione delle risorse, fra cui: gli effetti occupazionali, l'impatto più generale sullo sviluppo a medio e lungo termine dell'area, sull'istruzione e sull' imprenditorialità locale.

LOLLI: «MANCATO FINANZIAMENTO CI LASCIA ALLIBITI»
«La notizia che il comitato di indirizzo istituito dal Ministro per la Coesione Territoriale, riunitosi oggi a Roma, non avrebbe accordato la possibilità di finanziamento per il gruppo Accord Phoenix, ci lascia allibiti», commenta Giovanni Lolli. «Le uniche cose che avrebbe dovuto fare lo Stato, attraverso Invitalia, sarebbero state l’esame e la valutazione tecnica dell’ investimento per poter accordare il finanziamento, concordato in 11milioni di € ( aggiungo che l’azienda si impegna, di tasca propria, con circa 40 milioni di euro). Quando Massimo Cialente», continua Lolli, «dà in escandescenze, vale a dire protesta in modo fortissimo è perché conosce da vicino certi aspetti e tutti i giorni subisce la pressione sacrosanta di questi lavoratori, avvertendo il senso di impotenza difronte alla comodità con la quale le burocrazie statali affrontano questioni che riguardano la vita delle persone. Io mi auguro che ciò non accada ma se, a causa di queste lungaggini, l’azienda dovesse ritenere più conveniente andare ad aprire lo stabilimento altrove, sarebbe questa una responsabilità immensa che qualcuno dovrà pure assumersi».