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Serfina Banca, salvati 21 posti di lavoro

Bper e sindacati trovano l’accordo

Redazione Pdn

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Banca Serfina






ABRUZZO. Siglato l’accordo tra organizzazioni sindacali, Banca Popolare Emilia Romagna e Serfina Banca S.p.A..
Si sono così riusciti a salvaguardare i posti di lavoro delle due filiali di Chieti e Pescara e quelli della direzione generale, in tutto 21 persone. Le trattative tra sindacati, Fabi per prima, e l’azienda erano iniziate a novembre dall’anno passato, a seguito della richiesta da parte di Bankitalia a Serfina di trovare un nuovo partner bancario. Serfina Banca è una società di credito partecipata in parte da una pluralità di soci, e per il 17,87% da Banca Popolare di Lanciano e Sulmona per la quale il piano industriale 2012/2014 del Gruppo BPER aveva già previsto l’incorporazione. Da qui l’acquisizione di Serfina in Banca Popolare dell’Emilia Romagna, ma soprattutto, la richiesta dei sindacati affinché il Gruppo si attivasse a tutela di tutti i posti di lavoro, e non, come inizialmente paventato, del solo personale addetto agli sportelli (11 addetti).

Dopo diversi incontri tra le parti in causa, il sindacato è riuscito a trovare l’accordo con l’azienda acquisitrice: salvaguardati tutti i posti di lavoro attraverso il provvedimento della mobilità, comunque necessaria.
Stando agli accordi la banca deve valutare primariamente le richieste volontarie e di part time, qualora l’interessato venga assegnato ad almeno 150 Km di distanza dal luogo di residenza e decida di fruire di alloggio, l’azienda individuerà l’alloggio e si farà carico del canone di locazione, oppure, in caso di scelta autonoma dell’immobile, ne stipulerà direttamente il contratto assumendosene gli oneri fino al limite di 500 euro mensili.
In caso di assegnazione a sede distante almeno 100 km, l’azienda riconoscerà un’indennità giornaliera di 5 euro, la mobilità trova limite nei casi di lavoratrici in stato di gravidanza o con bambini di età inferiore ai 4 anni (in caso di mobilità superiore a 70Km) e portatori di handicap. L’azienda ha confermato la propria disponibilità, fanno sapere i sindacati, a riconoscere ai dipendenti interessati alla risoluzione volontaria del rapporto di lavoro un incentivo all’esodo pari a 20 mensilità. con ulteriori 4 mensilità per chi ne farà richiesta prima della fine di dicembre. Premio di tempestività.


Soddisfazione è stata espressa dalla Fabi, primo sindacato del settore del Credito, che ha gestito fin dall’inizio le trattative con Bper: «l’accordo è stato sottoposto ai lavoratori – ha spiegato Antonella Sboro, componente della segreteria Fabi – e approvato all’unanimità dagli iscritti che hanno riconosciuto l’impegno e la determinazione profusi in questi mesi di trattative portate avanti con grande diplomazia. Abbiamo raggiunto un risultato inizialmente insperato seppur a fronte di sacrifici da parte di tutti. Un risultato che si è tradotto nella salvaguardia dei 21 posti di lavoro e nel mantenimento del contratto del credito entrando a far parte di uno dei Gruppi bancari più importanti».