LAVORO IN CRISI

Banca Caripe. Testa: «deve restare in Abruzzo a servizio cittadini»

Incontro con sindacati e lavoratori

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5890

Banca Caripe. Testa: «deve restare in Abruzzo a servizio cittadini»




PESCARA. La paura maggiore di chi lavora all’interno è che la banca, in fase di vendita, venga acquistata da uno dei grandi colossi del nord.
Sindacati e lavoratori vorrebbero invece che le fondazioni delle casse di risparmio abruzzesi acquisissero la Caripe, magari in collaborazione con partner privati. Questa mattina il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa ha incontrato questa mattina i rappresentanti sindacali dei lavoratori.
All'appuntamento convocato da Testa - che era affiancato dal capo di gabinetto Alfredo Cremonese - hanno partecipato, come sigle, Cisl e Cgil, Fabi, Dir credito e Ugl. Il presidente della Provincia ha parlato della necessità che il gruppo bancario Tercas Caripe mantenga la sua autonomia amministrativa e direzionale in Abruzzo e ha evidenziato che rimanga «ben saldo il rapporto con il territorio e quindi con l'imprenditoria ed i cittadini abruzzesi». 


Un auspicio condiviso in pieno dai sindacalisti presenti i quali hanno chiesto in maniera unanime che tutte le istituzioni si interessino della vicenda, anche nelle altre province e a livello regionale, e hanno sollecitato l'attenzione della Banca d'Italia, attraverso il commissario, del mondo politico e delle Fondazioni bancarie.
I timori dei sindacalisti e della Provincia non riguardano solo il futuro dei 1250 addetti (distribuiti su 160 filiali), che comunque hanno già subito una serie di sacrifici e sopportato dei tagli, ma anche il territorio perché «si rischia di perdere un punto di riferimento storico per le attività produttive locali, oltre che per le famiglie e ciò accade in un momento molto delicato per l'economia in cui il rapporto con il credito è fondamentale».
Testa sostiene che la battaglia che va avviata «in modo corale deve quindi riguardare anche imprenditori e cittadini, questo l'auspicio espresso oggi, anche per evitare acquisizioni da parte di altri gruppi che investirebbero altrove i risparmi raccolti in regione».
Per allargare il dibattito su questa vicenda Testa ha lanciato la proposta di convocare un incontro a Pescara con tutti i soggetti interessati, dal commissario ai rappresentanti delle istituzioni, nonché con i parlamentari e le quattro fondazioni bancarie presenti in regione. «È il momento - è stato sottolineato a chiare lettere - di andare oltre».