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Abruzzo. Rapine ai portavalori: a Terni 9 arresti. Colpi anche a Chieti

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PORTAVALORI SOCIETA' AQUILA

Portavalori della società Aquila


TERNI.  I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Terni hanno sgominato una banda specializzata in rapine ed assalti a furgoni portavalori in tutta la provincia di Terni. Nove gli arresti eseguiti. L'operazione, in esecuzione di provvedimenti cautelari disposti dal Gip, è stata condotta in collaborazione con i militari di Napoli e Chieti. Sono in corso anche numerose perquisizioni. Le indagini, avviate dalla fine dello scorso anno, hanno permesso di fare luce su una serie di colpi compiuti nel corso del 2012, ricostruendo ruoli e livello gerarchico degli appartenenti al gruppo criminale. Ulteriori particolari verranno resi noti nella tarda mattinata.

RAPINE A ASSALTI PORTAVALORI, 9 ARRESTI E PERQUISIZIONI

In manette, su ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emessa dal gip di Terni, un ternano di 61 anni, un romano di 64, quattro napoletani di 67, 64 e 43 anni, un 49enne di Terni (domiciliari) una 41enne della Romania (domiciliari) e un 54enne di Terni(domiciliari). I reati ipotizzati a vario titolo sono associazione per delinquere, rapina, sequestro di persona, porto e detenzione di armi. Gli arresti sono stati eseguiti a Terni, Napoli e Chieti. La 'banda' e' accusata di essere l'autrice di varie rapine, avvenute nel 2012.

LE RAPINE MESSE A SEGNO

La prima il 12 gennaio 2012, a Terni, alle ore 18.50, quando un portavalori di un istituto di vigilanza addetto al recupero di denaro contante presso vari esercizi commerciali di Terni, con a bordo due guardie giurate, e' stato urtato violentemente e frontalmente da una Toyota con a bordo due rapinatori che, travisati con passamontagna ed armati con pistola e fucile, hanno costretto le due guardie giurate a scendere e a sdraiarsi a terra, per poi sottrarre loro le armi e danaro contante per oltre 100 mila euro. La seconda rapina il 26 settembre 2012, alle ore 11.30 circa, a Orvieto. Due uomini, sempre parzialmente travisati con dei cappellini ed armati di pistola scacciacani, dopo avere fatto irruzione all'interno di uno studio notarile ed immobilizzato la segretaria, hanno atteso l'arrivo del vigilante che portava con se il denaro da depositare presso vari istituti di credito

L’AGGRESSIONE E IL TERZO E QUARTO COLPO
Quando questo e' rientrato i malviventi lo hanno aggredito, disarmato e rinchiuso all'interno dello studio professionale, per poi allontanarsi portandosi via un bottino di circa 320 mila euro, senza che il secondo vigilante, rimasto all'interno del furgone blindato, si accorgesse di nulla. Il terzo episodio il 3 agosto 2012, a Terni. Questa volta, travisati con caschi da motociclista ed armati di pistola, i rapinatori hanno fatto irruzione all'interno della locale agenzia del Monte Paschi di Siena, riuscendo ad impossessarsi di circa 35mila euro. Sempre nel 2012, il 3 settembre, e sempre travisati con passamontagna e caschi da cantiere, armati di pistola e taglierino, un'altra rapina, nella stessa agenzia del MPS, questa volta con un bottino di circa 48 mila euro. L'attivita' di indagine, denominata 'Infedele', condotta dai militari del nucleo investigativo di Terni e coordinate dal sostituto procuratore Raffaella Gammarota ha portato ai 9 provvedimenti restrittivi, grazie anche alle tracce lasciate sui luoghi dei vari colpi messi a segno, in alcuni casi ripresi dai sistemi di video sorveglianza. In particolare e' emerso che la coppia composta dal 63enne di Terni e dalla sua convivente romena, acquisa di volta in volta le informazioni necessarie da una guardia giurata dipendente di una societa' di vigilanza di Terni.

I SOPRALLUOGHI E LE RECLUTE
Dopo aver individuato gli 'obiettivi' da colpire, effettuando anche ripetuti sopralluoghi, reclutava rapinatori provenienti da Napoli che, contattati dal 67enne napoletano in base al tipo di obiettivo da colpire, entravano in azione. Una volta stabilito il contatto, infatti, i rapinatori napoletani raggiungevano il capoluogo ternano, dove potevano contare sul supporto logistico del 53 di Terni, operaio, che li ospitava presso la propria abitazione sia nelle fasi preparatorie sia in quelle successive alle rapine, al fine di eludere le ricerche e le investigazioni da parte delle forze di polizia. ll gip Pierluigi Panariello ha quindi emesso i provvedimenti restrittivi, alcuni dei quali notificati in carcere. Secondo l'accusa «dalle attivita' info-investigative e' emersa una articolata e dettagliata attivita' dedita alla programmazione ed alla commissione dei delitti contro il patrimonio, da parte di soggetti dediti professionalmente a tali attivita'»