SANITA'

Abruzzo/ Bilancio Asl e propaganda, «Manager e governatori visionari: dipingono realtà che non esiste»

Il gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” critica la presentazione del bilancio sociale

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Abruzzo/ Bilancio Asl e propaganda, «Manager e governatori visionari: dipingono realtà che non esiste»




CHIETI. Presentazione in pompa magna qualche giorno fa del “bilancio sociale” della Asl: tante parole, molti dati e complimenti reciproci per l’ottimo lavoro svolto.
Il gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” ha partecipato alla presentazione tenuta all’Università d’Annunzio dal direttore generale Francesco Zavattaro e dal Commissario per la sanità abruzzese Gianni Chiodi.
L’avvocato Simone Dal Pozzo, esponente di questa Lista civica molto combattiva e sempre presente in difesa del locale ospedale minacciato di chiusura (o forse già chiuso “all’insaputa” di tutti) critica aspramente modi e contenuti divulgati per l’occasione.
Da parte della Asl e della Regione «tutto va bene» e la sanità locale viene vista sotto una prospettiva di eccellenza.
C’è chi però mette in luce l’altra metà del cielo.
«Chodi e Zavattaro sono stati semplicemente sbalorditivi perché finalmente hanno buttato giù la maschera svelando quanto da tempo abbiamo denunciato – spiega l’avvocato Dal Pozzo - hanno disegnato un mondo diverso rispetto a quello reale, nel quale si presentano obiettivi e risultati e si relegano le azioni inattuate ad un ruolo del tutto marginale. Nessuna voce critica ha messo in evidenza il salto tra il contenuto di un documento e ciò che quotidianamente vivono i cittadini. Se si vuole trovare un canale di comunicazione con i veri proprietari della Asl e delle pubbliche istituzioni – che sono i cittadini – si deve dare il giusto peso a ciò che ancora non è stato realizzato e alle quotidiane difficoltà della popolazione, soprattutto delle zone interne».
Per Asl e regione la «sanità pubblica funziona» ma per Dal Pozzo «non è vero, o almeno non lo è completamente. Quello che mi più indignato è stato il fatto di relegare alla conclusione degli interventi affermazioni del tipo: “adesso dovremo cominciare a parlare di strategie per le liste d’attesa, ictus, infarto e emergenza”, che sono invece le prime cose da fare. Come indigna il fatto che a chiacchiere si fonda tutto sulla partecipazione, quando nessuno mai, ad esempio, ha dato risposta alle segnalazioni di problemi seri. Il nostro gruppo consiliare, dall’agosto 2010, ha diffidato la Asl sulle questioni più varie per ben 11 volte: la risposta è venuta solo una volta! Non è ammissibile che un progetto di sanità parta, così come e stato, dalle cosiddette razionalizzazioni senza dare nessun valore ai problemi che quotidianamente affliggono le famiglie. Eppure un bilancio sociale, lo strumento con il quale la Asl ha deciso volontariamente di rendere conto all’esterno di quello che ha fatto, non può trascurare i costi sociali di servizi non dati, di attese, di spostamenti necessitati dall’urgenza, di prevenzione non assicurata. Questo è davvero inammissibile e di questo nessuno ha detto nulla».


DUE PAROLE SULLA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI
«Hanno liquidato in due parole», aggiunge il consigliere, «la chiusura dei piccoli ospedali (anche Gissi e Casoli, oltre Guardiagrele) dicendo che solo ora si può iniziare a pensare a far decollare i distretti e la sanità del territorio. Ancor più sbalorditive sono state le considerazioni del presidente Chiodi il quale ha candidamente dichiarato che queste chiusure (aggiungerei pure i problemi di Tagliacozzo e Pescina) non è stata motivata da scelte ragionieristiche e che l’Abruzzo sta per entrare tra le regioni che garantiscono i Lea e che da quando è commissario la spesa sanitaria è aumentata. Ma se erano e sono scelte di politica sanitaria, non ci voleva il Commissario, ma un Consiglio regionale nel pieno dei suoi poteri di programmazione. Dal Programma operativo della Baraldi in poi ci è stato ripetuto che tutti i tagli servivano per risparmiare e che, nonostante questi tagli, l’assistenza sarebbe stata garantita. Ieri invece abbiamo appreso da Chiodi che dalla chiusura dei piccoli ospedali si è risparmiato ben poco, che l’assistenza territoriale non è ancora decollata e che i Lea in Abruzzo non sono ancora garantiti. Se aggiungiamo che non esiste ancora un quadro chiaro sull’emergenza, sulle reti per infarto e l’ictus, appare chiaro che l’operazione della Asl, benedetta dal Commissario, è stata solo di facciata o, quanto meno, parziale».
Insomma la presentazione del bilancio sociale è stata una delusione?
«Io non metto in dubbio il lavoro fatto», conclude Dal Pozzo, «ma non si può, in un’occasione come questa, pensare di dire che tutto va bene, anche se mancano cose che non sono dettagli. Questo qualcuno avrebbe dovuto dirlo e, invece, in un clima da picnic di inizio estate, tra pacche sulle spalle e saluti ammiccanti, la Asl e il commissario si sono autocelebrati. Sarebbe stata più adatta una pubblica assemblea con i cittadini. Sull’spedale di Guardiagrele, per il quale stimo preparando un altro ricorso, chiediamo di conoscere se continuerà a vivere o se si sta praticando la sua eutanasia. La domanda è: ma per la sanità viviamo veramente in un’isola felice? L’impressione è che ieri si è persa un’occasione per fotografare la realtà vera».