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Abruzzo/ La Regione pronta ad aumentare il numero degli autisti

Emendamento bipartisan contestato: «da 22 si passerà a 28»

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Abruzzo/ La Regione pronta ad aumentare il numero degli autisti




ABRUZZO. Emendamento bipartisan Pd-Pdl per aumentare il numero degli autisti che scarrozzano il presidente Chiodi, il presidente del Consiglio e gli assessori?
Lo ha scovato nelle ultime ore il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, che già nei giorni scorsi aveva denunciato l’arrivo in aula, martedì prossimo, di un emendamento per fermare la cancellazione del doppio vitalizio.
Il nuovo emendamento contestato dall’esponente di estrema sinistra porta le firme di D’Amico (Pd) e Ricciuti (Pdl) e prevede che al presidente della Giunta Regionale, al presidente del Consiglio regionale ed ai componenti la Giunta regionale siano assegnati 2 dipendenti con qualifica di autista.
La vecchia norma prevede due autisti per presidente di giunta e presidente del Consiglio. Per assessori e vice presidente sono assegnati tre dipendenti ogni due componenti.
«Con la norma vigente dunque», analizza Acerbo, «sono previsti gli attuali 22 autisti che diventerebbero 16 nella prossima legislatura con la riduzione degli assessori imposta dalla legge nazionale. Se venisse approvata martedì la nuova norma dovremmo passare a 28 autisti e con la riduzione assessori avremmo 20 autisti nella prossima legislatura».
Acerbo chiede almeno che la norma proposta parta dalla prossima legislatura: «se, al contrario, si vuole approfittare del periodo di transizione per aumentare il numero del personale a disposizione (da 22 a 28), magari con l’istituto del comando, allora, quantomeno va fatta una riflessione. Resta da capire che fine fanno gli autisti dei vicepresidenti del Consiglio regionale che dall’emendamento in questione sembrano sparire.
Inoltre si propone, con regolamento di giunta, l’istituzione di un apposito ruolo degli autisti.
«Nella migliore delle ipotesi devo dedurre che Pd e Pdl sono uniti nell’intento di evitare che la mal digerita riduzione del numero degli assessori non si traduca anche in un riduzione del numero degli autisti», spiega Acerbo.


Ma c’è anche un altro emendamento contestato che arriverà in aula sempre martedì prossimo: riguarda la soppressione dell’Arssa di Avezzano «ma solo sulla carta, lasciando inalterate la pianta organica, la sede e lo stesso numero di dipendenti».
«Noi siamo favorevoli alla conservazione dei posti di lavoro», assicura il consigliere d’opposizione, «e al fatto che se possibile il personale possa restare nel proprio luogo di residenza, ma ci si dovrebbe spiegare perché le riorganizzazioni vengono presentate come rivoluzionarie per poi far rimanere tutto come prima. Ci farebbe piacere che, ogni tanto, ci si presentasse una relazione sulle cose fatte, su come la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo agricolo abbia portato posti di lavoro ed incremento dei redditi nel settore agricolo, alla luce del fatto che gli agricoltori si lamentano, i redditi da lavoro in agricoltura siano i più bassi d’Abruzzo e ci sia uno sfruttamento massiccio del lavoro nero. Chiaramente la colpa non è dei dipendenti della disciolta ARSSA ai quali va la nostra solidarietà ed il pieno appoggio».