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Abruzzo/ Melilla nel carcere di Teramo: «100 detenuti in più del consentito e 60 guardie in meno»

Il deputato tra 15 giorni visiterà il penitenziario di Chieti

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Abruzzo/ Melilla nel carcere di Teramo: «100 detenuti in più del consentito e 60 guardie in meno»




TERAMO. Sabato scorso il deputato Gianni Melilla (Sel) ha visitato il carcere di Teramo.
«Questa visita», spiega Melilla, «è stata organizzata nel quadro della mia iniziativa parlamentare di controllo delle carceri abruzzesi che vivono, al pari di quelle di tutta Italia, una situazione di emergenza dovuta al sovraffollamento della popolazione carceraria, alle carenze di organico del personale penitenziario e alla caduta degli investimenti volti a migliorare la condizione dei detenuti e delle detenute».
Nel penitenziario ci sono 401 detenuti , circa 100 in più rispetto alla sua capienza fisiologica. Di questi 255 sono i definitivi, mentre gli altri sono in attesa di giudizio, o appellanti o ricorrenti.
Il personale di polizia penitenziaria è di 160 unità, ma l'organico dovrebbe essere di 220 unita'. Questa carenza di organico costringe il personale a turni di 8-9 ore giornalieri al posto delle 6 ore e 10 minuti contrattuali, il ricorso agli straordinari naturalmente produce sovraccarico di lavoro e stress.
Una meta' dei detenuti è costituita da extracomunitari, con conseguenti problemi di lingua e integrazione. Notevole è il carico delle problematiche sanitarie derivanti dalla presenza di sieropositivi e malati cronici. L'assistenza sanitaria è garantita 24 ore su 24. Vi è anche una sezione femminile con 20 detenute in gran parte rom ed extracomunitarie. Due di esse hanno in carcere un bambino e una bambina di meno di 1 anno, costrette a condividere, senza alcuna colpa, una condizione tristissima di carcerati-bambini.


«Questa realtà è comune in Italia ad altri 70 bambini e bambine», denuncia Melilla. «Per evitare questa loro carcerazione la legge prevede la costruzione di case protette in cui le mamme scontano la loro pena con i loro bambini in un contesto non penitenziario, assicurando così ai bambini la possibilità di una relativa socializzazione e di crescere in un contesto meno traumatico. Su questa problematica abbiamo assunto una iniziativa nazionale che vede coinvolto il Ministero di Grazia e Giustizia per costruire anche in Abruzzo una casa protetta per mamme detenute con i loro bambini, come si sta facendo in altre Regioni italiane».
Melilla ha incontrato anche il giovane teramano Davide Rosci (condannato in primo grado per l’assalto al blindato dei carabinieri) che provvisoriamente è a Teramo, per un processo, ma è assegnato al carcere di Viterbo. «Abbiamo chiesto al Ministro di farlo trasferire nel carcere di Teramo, per consentire ai genitori e ai familiari di poterlo visitare senza il disagio di un viaggio lungo», spiega Melilla.
Dopo la visita al carcere il deputato di Sel ha partecipato ad una manifestazione in Piazza Martiri della Liberta' per la raccolta di firme alle 3 proposte di legge di iniziativa popolare riguardanti la introduzione del reato di tortura nel codice penale, «per la legalita' e il rispetto della costituzione nelle carceri e per una modifica delle leggi sulle droghe per la depenalizzazione del consumo e la riduzione dell'impatto».
A meta' luglio Melilla visiterà il carcere di Chieti e a fine luglio quello di massima sicurezza di Sulmona.