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Abruzzo/ Sciopero dipendenti Strada dei parchi, domenica possibili disagi su A24 e A25

La società: «decisione immotivata»

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ABRUZZO. Nella giornata di domenica potranno verificarsi disagi ai caselli delle autostrade A24 (Roma–L’Aquila–Teramo) ed A25 (Torano–Pescara) per uno sciopero proclamato dalle rappresentanze sindacali aziendali.
Durante lo sciopero i varchi con pagamento solo manuale potranno essere chiusi. Rimarranno regolarmente aperti, invece, i varchi con cassa automatica - in cui si può pagare in contante, o con carta di credito, o Bancomat o Viacard - nonché i varchi Telepass.
I sindacati lamentano un «progressivo assottigliamento degli organici, dispersione di professionalità, lavoro che sparisce dalla concessionaria a vantaggio di aziende del gruppo Toto, taglio dei contratti a termine, messa in discussione degli obblighi di convenzione».
I lavoratori sostengono di non essere più disposti «a sopportare la sistematica estinzione della nostra azienda, pretendiamo il rispetto degli accordi e del Contratto Nazionale».
«Si continua a perseguire», continuano, «il superamento dei presidi presso le Stazioni autostradali, unico servizio oggi reso all’utenza, vista la mancanza sul tracciato di qualsiasi servizio d’assistenza. Beneficiati da un aumento tariffario costante, da una previsione dell’ultima legge di stabilità che permette di accollare alla collettività l’intero adeguamento sismico dell’infrastruttura e in ultimo in questi giorni il decreto sviluppo che assegna a Strada dei Parchi 108,7 milioni di euro per il completamento delle complanari. Tutto questo al gruppo Toto deve sembrar poco, se con inaudita perseveranza, cerca di smantellare Strada dei Parchi per favorire le aziende del gruppo, che naturalmente non applicano il contratto autostrade».
Ma per la società lo sciopero è «immotivato». «Il bilancio della Società “Strada dei Parchi” del 2012 si è chiuso in perdita – dichiara l’Amministratore Delegato della concessionaria, Cesare Ramadori - per effetto di un crollo del traffico pari a -11% su base annua rispetto al 2011, che già aveva registrato a sua volta una diminuzione del -3,4% sull’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2013 il calo del traffico è stato ancora più marcato: -4%, con conseguenti negative ricadute a livello produttivo su tutta l’azienda».


«In soli due anni e mezzo – sottolinea Ramadori – il numero dei veicoli circolanti sulla A24-A25 è crollato del -20%, riportando il traffico ai livelli di dieci anni fa».
«Nonostante il difficile momento – aggiunge l’Amministratore Delegato Ramadori – Strada dei Parchi, d’intesa con l’azionista di riferimento, sta garantendo i livelli di occupazione di tutto il personale. E, sebbene se le condizioni lo consentirebbero, non ha voluto, finora, far ricorso a strumenti quali gli ammortizzatori sociali».
«La trattativa con i sindacati – conclude Ramadori – si è rotta su un tema che va chiaramente controcorrente e stride con la realtà vissuta da ognuno quotidianamente. Strada dei Parchi, infatti, non ha voluto aprire con i sindacati la trattativa sul premio di produzione da assegnare a tutti i suoi 490 dipendenti per il semplice ed evidente motivo che non ci sono le condizioni economiche per immaginare un premio sulla produttività a fronte di un crollo verticale del traffico autostradale».
Per la società concessionaria, poi, «più che inqualificabile», è «inaccettabile» che organizzazioni sindacali di settore si facciano «megafono delle calunnie e delle menzogne, arrivando persino a confondere un diritto con privilegio. Diventa così, incredibilmente, un privilegio il fatto che lo Stato, dopo mesi e mesi di ritardo, anticipi somme che Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma dieci anni fa si erano impegnate a dare come contribuzioni alla costruzione delle Complanari. Seguendo questa logica distorta, un debito che enti pubblici hanno verso una società privata per una commessa, diventa un “privilegio”. Una tesi questa che sconfina nella diffamazione».
Strada dei Parchi annuncia che, d’ora in avanti, «sarà nuovamente disponibile al confronto con le organizzazioni sindacali aziendali ed i propri dipendenti, ma solo a condizione che prevalga il senso di responsabilità».