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Pescara. Blitz forze dell’ordine, trovate 46 persone all’interno dell’ex Cofa

Tutti denunciati per occupazione abusiva

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EX COFA

Ex Cofa

PESCARA. Erano in 50, tutti adulti e 5 minori, 30 comunitari e 20 extracomunitari, che avevano trasformato l’area dell’ex Cofa, sul lungomare sud di Pescara, in una bidonville.

Materassi accatastati all’interno dei capannoni, divisi con tramezzature di fortuna in mini-vani, con letti, comodini e tavolini. Una bidonville che all’alba di questa mattina è stata smantellata attraverso l’ennesima operazione congiunta delle Forze di Polizia del territorio, operazione coordinata dalla Questura di Pescara e che il sindaco Mascia aveva sollecitato nei giorni scorsi nel corso della riunione del Tavolo per la Sicurezza e l’Ordine pubblico.
Perché, rivela il primo cittadino, tante sono state nei giorni scorsi le segnalazioni ricevute dai cittadini circa strane ‘presenze’ nell’area, «segnalazioni che ho personalmente verificato recandomi presso la struttura, dove sono stato accolto, al di là dei cancelli, da una distesa di indumenti stesi ad asciugare su corde di fortuna, e da un evidente via vai tra i capannoni».
Dopo quarantotto ore è scattato il blitz, l’ennesimo compiuto negli ultimi quattro anni per restituire un minimo di decoro all’area dell’ex Cofa. E’ stata la stessa amministrazione comunale, seppur non proprietaria del complesso, a garantire e pagare negli anni scorsi la bonifica completa dei capannoni, attraverso la Attiva, e delle superfici tutt’attorno, così come a svolgere un’ opera di pressing istituzionale nei confronti della Regione Abruzzo affinchè fossero rimosse le coperture di eternit dai tetti degli stessi capannoni.

BLITZ SCATTATO ALLE 6.30
L’operazione odierna, diretta dal vicequestore aggiunto Alessandro Di Blasio, scattata alle 6.30, ha visto impegnati 8 unità della Polizia di Stato, 5 militari dell’Arma dei Carabinieri, 5 militari della Guardia di Finanza e 9 dipendenti della Polizia municipale, al comando del maggiore Danilo Palestini, oltre che 10 dipendenti del Reparto Mobile di Senigallia e altri 10 Carabinieri quale personale di rinforzo, e infine i Vigili del Fuoco, personale del 188 con relative autoambulanze al seguito per eventuali interventi di soccorso e il dottor Macera, Dirigente al Patrimonio della Regione Abruzzo.
Quando le Forze dell’Ordine sono entrate nell’area hanno trovato circa 50 persone in condizioni igienico-sanitarie a dir poco critiche: escrementi ovunque, capannoni divisi in piccole stanze con tramezzature improvvisate, materassi gettati a terra, tra comodini e tavolini recuperati, probabilmente, per strada, tra i rifiuti.
Tutti sono stati svegliati e portati in Questura per le procedure di identificazione, e con il coinvolgimento dei Servizi Sociali del Comune per garantire assistenza ai 5 minori individuati tra gli adulti. Peraltro durante l’operazione sono state rinvenute anche diverse biciclette, alcune anche nuove di zecca, evidentemente sottratte sul territorio.
Nel corso della giornata la Regione Abruzzo, attraverso il Dirigente delegato, provvederà alla demolizione delle tramezzature predisponendo la bonifica del sito e il ripristino dei luoghi al fine di risolvere l’emergenza più immediata. 


«Ma è altrettanto evidente che ciò non basta oggi, come non è bastato in precedenza», ha commentato Mascia, perché il rischio è che tra 15 giorni nuovi disperati trovino nuovi varchi e riescano a reinsediarsi nell’area, nascondendosi tra i fabbricati abbandonati.
Il rischio, ha detto ancora Mascia, «è una nuova situazione di degrado, con grave danno per quei cittadini che abitano a ridosso dell’ex Cofa. Così si propone un’immagine indecorosa, anche dal punto di vista del turismo, in piena estate, per la città intera, una situazione che oggi purtroppo io, con i miei cittadini, sto subendo e che mi impone costanti interventi a tutela dell’ordine pubblico, perché è evidente che quei 50 soggetti trovati all’interno dell’area, ucraini, rumeni, marocchini, addirittura un algerino inizialmente sfuggito ai controlli e saltato fuori intorno alle 10.30, nascosto tra alcune travi di legno, vivono quotidianamente sul territorio, praticando l’elemosina, spesso molesta, o comunque arrangiandosi con espedienti. Per tale ragione mi corre l’obbligo di sollecitare alla stessa Regione Abruzzo l’adozione di misure più importanti per rendere impenetrabile e quindi inutilizzabile l’intero complesso dell’ex Cofa, ricorrendo anche alla muratura dei capannoni e sigillando in qualunque modo quei cancelli, visto che catene e lucchetti non sono stati sufficienti a tenere fuori gli occupanti abusivi. Resta poi la vera necessità della città: restituire un’anima, una destinazione e un utilizzo alla superficie per garantire la dignità della città, una dignità che non può essere sacrificata sull’altare della peggiore politica».