ACQUA ALLA GOLA

Aca. E’ ancora guerra dell’acqua e dei bilanci. Di Cristoforo: «conti in regola»

Proteste e polemiche: parole e numeri di un film, già visto

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Ezio Di Cristoforo

Ezio Di Cristoforo




PESCARA. Mentre a Pescara si svolge l’assemblea dei sindaci che devono votare l’aumento (l’ennesimo) della tariffa dell’acqua , fuori un drappello di persone protestano e sensibilizzano i primi cittadini.
Sono gli esponenti del forum dell’acqua che ricordano che un referendum è stato votato ma è stato disatteso e dimenticato e di fatto con i nuovi aumenti si andrebbe contro la volontà popolare.
«I sindaci domani facciano il loro dovere», ha invitato Rifondazione comunista, «bloccando gli aumenti e impediscano la violazione della volontà popolare scaturita dal referendum. Gli aumenti tariffari prodotti dall’applicazione del nuovo metodo tariffario transitorio (MTT), deliberato dall’Autorità per l’energia e il gas ripristinano furbescamente le voci sulle tariffa che 27 milioni di italiani hanno con il loro voto abrogato. È indecente che si continua ad aumentare la tariffa a fronte delle reiterate inadempienze e disservizi dell’ACA, nonostante anche il commissario abbia mosso una serie di dubbi sulla “veridicità” delle voci di bilancio 2011 prodotto dall’azienda acquedottistica. È incredibile che quegli stessi dati, poco veritieri e incompleti, a leggere lettere e rimostranze del Commissario Unico e la ricognizione dell’Anea, siano utilizzati come base per il calcolo della nuova tariffa».
Secondo Rifondazione comunista questi disservizi dell’Aca hanno nome e cognome, «quello della cattiva politica che ha trasformato il servizio idrico in un carrozzone clientelare. Da un lato sono stati assunti un esercito di raccomandati e direttamente esponenti politici, mogli, figli, parenti (per la gran parte del PD) dall'altro si affidano i servizi all'esterno, moltiplicando i costi. L’Azienda dal 2003 ha sempre avuto come presidente e come maggioranza del cda esponenti del PD o dei partiti che ne hanno dato origine».
Si attendono ora aumenti superi al 10% per l’anno in corso e superiori al 19% nel confronto 2012-2013 in un periodi di crisi sono davvero uno schiaffo a quanti si ritrovano senza lavoro e senza stipendio, nel mentre nell’Aca crescono le consulenze e i premi di produzione.

SCONTRO ACA – ATO: DI CRISTOFORO:«BILANCIO OK»
Contemporaneamente si consuma anche lo scontro tra Ato e Aca. Il primo ente controllore ha espresso perplessità sul bilancio Aca parlando di possibile bilancio falso.
E come aveva già fatto in passato e proprio sullo stesso tema interviene il sempre defilato Ezio di Giancristoforo, presidente, che dice la sua.
«Il segretario generale dell’Ato Pescarese, Bernardini, ha evidentemente perso la lucidità quando parla di ‘riserve’ sui dati trasmessi dall’Aca Spa», dice Di Cristoforo, «dimenticando che il bilancio dell’Azienda è stato approvato dall’Assemblea dei sindaci soci e sottoposto al controllo dello stesso Ato. Forse il Segretario dimentica di ricoprire ancora il ruolo di Direttore Generale dell’Ato, oltre che di Commissario, e farebbe bene a essere maggiormente presente sul lavoro e a leggere con attenzione la documentazione che gli viene sottoposta, invece di prestarsi a giochi politici e sparare a zero sui conti di un’Azienda che ha sempre operato all’insegna della correttezza e della trasparenza. Invitiamo dunque l’amico Bernardini a rilassarsi un po’ per ritrovare la lucidità, magari concedendosi un viaggio in compagnia di qualche amico».
«La nostra società- ha proseguito il Presidente Di Cristoforo – non è disposta più ad accettare abusi e dichiarazioni false da alcuno. Pertanto già domani mattina l’Aca invierà per conoscenza alla Corte dei Conti e alla Magistratura ordinaria una copia del Bilancio, che è stato approvato dall’Assemblea dei Soci e controllato dallo stesso Ato. Una documentazione che, tra l’altro, è sempre stata pubblica e accessibile a tutti, in virtù di quel principio di trasparenza che da sempre anima l’operato dell’Azienda Acquedottistica. Proprio per una maggiore trasparenza, ci auguriamo che la Procura effettui le opportune verifiche non solo all’Aca ma anche all’Ato, per controllare se ci siano eventuali abusi. Per quanto mi riguarda, in qualità di Presidente dell’Azienda Comprensoriale Acquedottistica di Pescara, sono sereno e consapevole di svolgere un lavoro onesto e trasparente. Sarebbe più opportuno, quindi, che l’Ato, anziché bloccare la nostra attività, ci desse una mano per fare sì che, attraverso convenzioni o altri incentivi, i servizi possano migliorare e soddisfare tutti gli utenti».
Di Cristoforo invoca controlli e sollecita “riletture” della magistratura che tra l’altro ha già scandagliato ampie parti dell’operato dell’Aca pur con risultati piuttosto magri rispetto alle moltissime vicende di sospetta carenza di piena legittimità di azione (assunzioni, storni selvaggi, consulenze, bilancio ecc).
Di Cristoforo è stato anche indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli sconti indiscriminati ad amici e aziende (inchiesta che si è scontrata sulla difficoltà materiale di accertare i “bonus” non dovuti ma che ha accertato sconti per diverse centinaia di migliaia di euro) .

D'AMBROSIO E GLI INVESTIMENTI

Altro esponente influente del “partito dell’acqua” è l’ex sindaco di Pianella Giorgio D’Ambrosio che spinge verso l’incremento di nuovi e più sostanziosi finanziamenti per le opere di ammodernamento delle reti vetuste.
«In qualità di ex sindaco di Pianella, che lo scorso anno ha approvato la nuova tariffa sull’acqua in vigore dal primo giugno 2012, rivendico l’opportunità di tale scelta che, tra l’altro, era stata condivisa anche dal Comitato Referendario per l’Acqua Pubblica e dalle altre associazioni ambientaliste che oggi protestano contro i possibili aumenti», dice D’Ambrosio, «sarebbe opportuno, invece, fare fronte comune e pretendere che la Regione investa sempre di più sul settore idrico e sull’ammodernamento delle reti».
«La tariffa dell’acqua per l’anno 2013 - ha precisato l’ex sindaco D’Ambrosio -, entrata in vigore il primo giugno 2012, è stata approvata dall’Assemblea dei Sindaci dopo un confronto serrato con il Comitato Referendario per l’Acqua Pubblica e le altre associazioni ambientaliste. Pertanto la tariffa attualmente in vigore ha già recepito alcuni punti cardine della volontà referendaria, come ad esempio l’eliminazione sotto la voce oneri finanziari del meccanismo della remunerazione del capitale investito. Inoltre, va ribadito che, nonostante non ci siano ancora stati gli incassi, l’Aca ha investito ben 8 milioni di euro nel potenziamento delle reti idriche. Pertanto invito a una lettura più attenta delle tariffe proposte dal Commissario dell’Ato, tariffe che in realtà prevedono una riduzione rispetto al 2012: oggi le tariffe risultano essere in diminuzione di circa 2-3 centesimi al metro cubo per le singole fasce di utenza. Dunque bisogna lasciare da parte le polemiche sterili e fare squadra, lottando affinché il Governo regionale decida di investire maggiormente nel settore idrico per ottimizzarne il servizio».

LA STORIA SI RIPETE?
Nel 2010 più o meno di questi tempi la situazione era la stessa: contestazioni serrate per l’aumento della tariffa. Un osservatorio privilegiato lo ha dato la Digos che in una inchiesta ha svelato il dietro le quinte di quel periodo.
Per gli inquirenti, che per mesi hanno intercettato gli indagati, il quadro era chiaro: «l’approvazione» non era finalizzata «al raggiungimento di legittimi obiettivi aziendali ma per il fine di avere maggiori introiti di danaro da destinare a fini personali».
«Sai quanta gente ci accontentiamo con i fondi che si recupereranno?», dice in quei giorni Giuseppe Di Michele (all’epoca vice presidente dell’Aca) nel corso di una conversazione intercettata con Giorgio D’Ambrosio. E per la Digos il termine ‘gente’ è chiaro si riferirebbe «a persone facenti parte del sistema clientelare, che saranno “accontentate” mediante assunzioni, conferimenti di incarichi, contratti e quant’altro possa derivare da un’illecita gestione del bene pubblico in forma di affare proprio, sviluppato attraverso la distrazione, dai fini legittimi, di denaro pubblico».
Questa volta però è sicuramente diverso…