ACQUA ALLA GOLA

Cam, «paghino i responsabili». Ma a Capistrello nessun Consiglio comunale straordinario

Richiesta avanzata 60 giorni fa, si attende risposta

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Municipio di Capistrello




CAPISTRELLO. Alcuni consiglieri di maggioranza richiedono un consiglio comunale per proporre l’azione di responsabilità verso gli ex amministratori del Cam ma il sindaco non convoca il consiglio

A 60 giorni dalla richiesta formale di convocazione del Consiglio comunale non è accaduto nulla e in questo modo salta il dibattito su temi spinosi come l’acqua pubblica e il Cam.

Il 20 aprile scorso i consiglieri di maggioranza Alfio Di Battista, Mery Vischetti e Antonello Palleschi hanno depositato la richiesta di convocazione di un consiglio comunale avente come argomento due questioni. Una inerente la proposta di un’azione di responsabilità, da parte del comune di Capistrello, verso gli amministratori che hanno provocato il dissesto del Cam, l’altra riguarda invece il recepimento, nello statuto comunale, dei principi sanciti dal referendum del 12 e 13 giugno 2011 sull’acqua pubblica.
Di Battista spiega che tale proposta, portata a conoscenza di tutto il Consiglio comunale, è stata sottoscritta anche dai colleghi Angelo Stati e Francesco Ciciotti, e aggiunge che, nonostante il regolamento preveda la convocazione del consiglio entro 20 giorni dalla richiesta, e, benché al sindaco siano giunte sollecitazioni dalla prefettura dell’Aquila, egli ha continuato a tenere un atteggiamento «omissivo e reticente».
«Non mi pare che Capistrello sia un principato autonomo fuori dai confini della giurisdizione Italiana», afferma Di Battista che aggiunge, «mi sembra sia ancora un ente locale che risponde alle leggi dello Stato oltre che ai cittadini, che non solo rischiano il raddoppio delle bollette dell’acqua ma si vedono negare anche il diritto di sapere chi sono i responsabili di questo immane debito».
Di Battista continua: «Se è legittimo che siano i giudici a fare i processi, dato che il Cam è purtroppo diventato anche una questione giudiziaria, è altrettanto lecito che la politica si attivi per individuare le responsabilità di natura politica che hanno determinato i guasti sotto gli occhi di tutti».
E conclude : «Sarebbe un importante segnale di cambiamento sapere che i politici marsicani presenti nelle varie istituzioni, intendono tutelare i cittadini rappresentati con un’azione di responsabilità nei confronti di chi ha mal gestito il Cam . La politica deve dimostrare più coraggio se vuole riguadagnare la credibilità perduta ed essere più trasparente per stimolare la partecipazione delle molte persone che, nonostante tutto, per fortuna, ancora credono nella buona politica».