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Abruzzo/Cava Laterlite. Wwf: «irregolarità della ditta e del comitato Via. Già denunciati»

Nel documento che pubblichiamo la lunga lista di irregolarità rilevati dall’associazione

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Abruzzo/Cava Laterlite. Wwf: «irregolarità della ditta e del comitato Via. Già denunciati»


ABRUZZO. Quello delle cave è sempre un tema caldo che porta con sé strascichi e veleni giudiziari.
Capita anche per la cava di Lentella dove la Laterlite ha chiesto e non ottenuto ancora un ampliamento che ora –dice la ditta- mette a rischio i lavoratori .
La forte presa di posizione di Rifondazione che parla di «ricatto» non è seguita dagli altri partiti che invece sembrano più concilianti.

L’Udc di Antonio Menna insieme ad altri consiglieri parla di spiraglio e trattative che lasciano ben sperare.
Ieri infatti c’è stato un incontro sul futuro occupazionale dei circa 100 lavoratori (66 diretti e gli altri nell’indotto) a cui hanno partecipato il Consigliere regionale dell’Udc – insieme ai consiglieri Antonio Prospero e Nicola Argirò – , il presidente del Comitato Via della Regione Antonio Sorgi, il sindaco di Lentella Carlo Moro, i vertici dell’azienda, il progettista della Laterlite e una delegazione dei sindacati dei dipendenti.
«Una riunione», dice Menna, «necessaria per fare il punto sul progetto di ampliamento della cava della Laterlite, che ha già ricevuto un preavviso di diniego dal Comitato Via, perché ritenuto eccessivamente impattante. Di qui – spiega Menna – la necessità di aprire un confronto sulle modifiche al progetto originario, che la Laterlite ha fortemente ridimensionato: dai 2600 metri cubi iniziali ai circa 900 attuali. In più la ditta ha dato la disponibilità a procedere a un programma di riqualificazione ambientale di tutto il sito su cui insistono gli impianti, predisponendo una serie di dispositivi aggiuntivi per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente».
Il progetto rimodulato sarà esaminato dal Comitato Via intorno alla metà di luglio. «Credo – conclude Menna – che con questi presupposti, oggi esistano maggiori possibilità per il via libera al progetto, che consentirà alla Laterlite di proseguire la sua attività, salvaguardando i livelli occupazionali e il tessuto economico di un territorio già duramente provato dalla crisi economica degli ultimi anni».
Il Pd parla invece di «sviluppo sostenibile» ma è chiaro che l’aver spostato il problema sul “lavoro” ha fatto presa sui media e la politica locale.
Le cose, leggendo l’esposto del Wwf, appaiono però un po’ più complicate se si vuole considerare anche quello che le norme prescrivono e si vogliono valutare anche le carte prodotte nella procedura amministrativa.

L'Associazione ambientalista ha evidenziato una serie di criticità che riguardano il progetto che prevede l'ampliamento della cava con circa 2,6 milioni di metri cubi di escavo.

LA BOCCIATURA DEL 2010
Nel 2010 era stato già bocciato dal comitato VIA un precedente intervento proposto dall'azienda.
Solo durante l'iter procedurale, controllando le foto aeree, i funzionari regionale si erano accorti che una parte consistente del materiale, circa 300.000 metri cubi, era stato già estratto in maniera, secondo il Comitato Via, «abusiva»
La ditta stessa presentò all'inizio del 2011 una richiesta di Valutazione in Sanatoria per tale estrazione.
Una procedura, quella della sanatoria ex post, la cui legittimità è «quantomeno dubbia» per il Wwf che cita la Corte di Giustizia Europea e la Cassazione Penale le quali hanno espressamente negato questa eventualità per le opere già realizzate poiché le valutazioni ambientali devono per legge essere condotte nella fase progettuale preliminare.

GUADAGNO DI 970MILA EURO, MULTA DA 49MILA
Il perito nominato dalla Regione ha accertato per questo escavo un guadagno per la ditta di 970.000 euro. Nonostante una diffida inviata già allora dal Wwf, nel 2012 il Comitato VIA rilasciò il parere positivo in sanatoria comminando una multa di 48.950 euro perché la ditta non era «recidiva».

VINCOLI NON DETTI
Inoltre, in quella prima procedura era emerso che, al contrario di quanto affermato dalla ditta negli studi depositati, l'area è sottoposta a vincolo idrogeologico.
Più recentemente l'Autorità di Bacino ha addirittura chiarito che la zona proposta per la cava è stata classificata nel Piano di Bacino del Trigno come sito ad elevato rischio di frane.
«E' vero che il piano è stato solo adottato e non approvato ma la sostanza non cambia ai fini delle valutazioni ambientali», spiega il Wwf, «perché evidenzia l'estrema fragilità di quella porzione di territorio in cui si vuole scavare materiale per 2.600.000 mc. In Italia si parla di dissesto quando accadono tragedie; si vuole fare chiacchiere sulla prevenzione della frane oppure si vuole esercitarla concretamente?»
Secondo l’associazione la capacità di fare impresa e di creare posti di lavoro deve essere «strettamente connessa alla sostenibilità e congruità degli interventi rispetto all'ambiente e alle norme preposte alla sua conservazione. Solo così si tutelano veramente i diritti e la salute dei lavoratori. La Germania, notoriamente più rispettosa delle disposizioni ambientali, ha un'economia che funziona meglio della nostra. Quindi non si risolvono i problemi evitando il confronto sulle importanti ed oggettive criticità emerse nella procedura di V.I.A. per promuovere un fuorviante ed inutile dibattito ambiente-lavoro».

Wwf Esposto Laterlite