LAVORO IN CRISI

Lavoro. Appello del Pdci alla classe politica: «interventi per Atr e Carbotech»

«Più attenzione a questi drammi quotidiani»

Redazione Pdn

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Lavoro. Appello del Pdci alla classe politica: «interventi per Atr e Carbotech»




TERAMO. Le vertenze in corso riguardo all’Atr di Colonnella e la Carbotech di Martinsicuro riassumono il quadro di condizione drammatico non solo provinciale, che investe gli operai, i lavoratori e le loro famiglie.

L’Atr ha avuto un picco occupazionale di mille operai impiegati, prima dell’inizio del declino fatto anche di procedure fallimentari in corso, l’azienda rilevata ma impossibilitata a far ripartire la produzione, la sentenza della Cassazione che annulla la decisione della Corte d’Appello che nel 2009 aveva concesso l’amministrazione straordinaria del gruppo.
In mezzo lavoratori senza stipendio, che non possono neppure usufruire della cassa integrazione, in una condizione di disperazione.
La situazione è difficilissima anche alla Carbotech con il mancato accordo per il rinnovo dei contratti interni di secondo livello. Da qui la decisione degli operai di iniziare uno sciopero a singhiozzo, una lotta che dura da una settimana.

La ditta sostiene di voler eventualmente rinegoziare i contratti di secondo livello legandoli alla produttività, alla qualità del lavoro, ai reclami, al costo cernite.
Il Pdci però attacca l’azienda: «la Carbotech di Martinsicuro», commenta Erman Dovis, del partito dei Comunisti Italiani, federazione provinciale di Teramo, «ha visto raddoppiato il suo fatturato, passato dai cinque milioni di euro del 2009 agli attuali undici milioni, certamente anche grazie al grande impegno e sacrificio sul lavoro dei propri lavoratori. Se di qualità del materiale vogliamo parlare, di costi cernita, diciamo subito che i macchinari sono vecchi e molto logori, e logicamente è questo a influire sulla riuscita del pezzo. Oltretutto, a ciò si aggiunga che, in rapporto, pochi operai devono operare su troppi macchinari. E’ profondamente sbagliata la logica aziendale che intende scaricare tali costi, così come i reclami dei clienti, sui lavoratori, realizzando su di loro il massimo profitto; bisogna invece mettere gli operai nelle migliori condizioni per compiere un lavoro di qualità».

Il Partito dei Comunisti Italiani è al fianco dei lavoratori Carbotech,«per i loro diritti e per la giustezza della loro causa», e sostiene le richieste degli operai Atr, che non vedono soluzioni all’orizzonte, «stretti nella morsa tra volontà monopolistiche di chiusura, rimpallo di responsabilità, e silenzio complice di Regione e Provincia in risposta alle pressanti richieste che chiedono di salvare l’impianto produttivo».
Il Pdci chiede ancora una volta l’interesse e l’intervento di Regione e Provincia, e consiglia agli assessori preposti «meno cura verso sottili e ammiccanti strategie elettorali e più attenzione verso i drammi quotidiani del lavoro.
La lotta esemplare che gli operai stanno conducendo è un esempio per tutti noi, in quanto a volontà di cambiamento netto, sia nel senso del lavoro, sia in quello più ampio, politicamente inteso». 

CGIL:«CASSA INTEGRAZIONE PER 17.000 LAVORATORI, PERSI 58 MILIONI DI STIPENDI»
Le ore di cassa integrazione in Abruzzo, autorizzate dall’Inps nel periodo gennaio-maggio 2013, sono state 15.215.457, aumentate di 2.572.007 rispetto allo stesso periodo del 2012.
Nelle quattro province sono state autorizzate rispettivamente: all’Aquila 4.547.816 ore di cassa integrazione, a Teramo 4.433.376, a Pescara 1.120.882 e a Chieti 5.113.383.
Nella sua composizione la cassa integrazione –ricorda oggi la Cgil regionale- ha registrato un incremento di quella straordinaria pari al 13,4%, causato soprattutto dalla crisi che sta interessando l’apparato industriale abruzzese, mentre nel contempo si è avuta una diminuzione di quella in deroga. Quest’ultimo dato, tuttavia, è fortemente sottostimato, in quanto le autorizzazioni ai pagamenti sono notevolmente in ritardo per mancanza di risorse.
I lavoratori abruzzesi interessati dalla cassa integrazione, in questi primi cinque mesi dell’anno, sono stati mediamente 17.449 (posizioni di lavoro a zero ore) con una perdita di monte salari di circa 58 milioni di euro.
«Per continuare a fronteggiare questa pesantissima crisi, di cui non si vede la fine», commenta Sandro Giovarruscio, «è necessario rilanciare gli investimenti, quelli già disponibili inoltre vanno indirizzati avendo come priorità il lavoro. Infine va rifinanziata adeguatamente la cassa integrazione in deroga per tutto il 2013. All’Abruzzo sono stati assegnati, ad oggi, circa 54 milioni di euro, mentre ne servirebbero almeno 100».