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Lanciano, casa di conversazione: no al confronto in Consiglio e si finisce in tribunale

D’Ortona: «conseguenze che potevano essere evitate»

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CONSIGLIO COMUNALE LANCIANO




LANCIANO. La vicenda della Casa di Conversazione di Lanciano, che dovrà essere discussa in un processo.
«Manca la concertazione, il dialogo e l’apertura al confronto da parte della maggioranza guidata dal sindaco Mario Pupillo e si hanno conseguenze che altrimenti potrebbero essere evitate».
Manlio D’Ortona, consigliere di opposizione al Comune di Lanciano, interviene in merito alla querelle tra il Comune e l’associazione culturale che da anni ‘anima’ la Casa di Conversazione. Ieri, infatti, davanti al giudice Ciro Riviezzo non è stato raggiunto un accordo sul pagamento degli arretrati del canone di affitto dell’immobile, tanto che ora si dovrà andare a processo.
«Senza entrare nel merito della questione, che sarà giudicata in tribunale – precisa D’Ortona – mi preme sottolineare l’atteggiamento di questa maggioranza, che ancora una volta dimostra di non voler trovare soluzioni ai problemi che si presentano. E il Consiglio comunale – prosegue l’esponente di opposizione - poteva essere il luogo più adatto per farlo. Invece la mozione sulla Casa di conversazione, presentata per conoscere le intenzioni di questa maggioranza rispetto alle azioni da intraprendere, è stata ritirata dalla stessa forza di governo».
Nella conferenza dei capigruppo si era infatti deciso di portare questo punto ma poi, in sede di Consiglio (21 giugno 2013), la maggioranza ha deciso di ritirare la mozione, senza aprire il dibattito, con la forza dei numeri.
«La Giunta rimane organo competente per i conseguenti atti gestionali – ribadisce D’Ortona - ma il Consiglio comunale poteva e doveva discutere della questione ‘Casa conversazione’, come chiesto attraverso una mozione condivisa nella conferenza dei capigruppo. E la Giunta poteva cogliere questa occasione per comunicare le sue eventuali decisioni con relative motivazioni. Inoltre, qualunque sia la posizione della maggioranza – aggiunge D’Ortona - il Consiglio comunale, attraverso il dibattito democratico, poteva far emergere altre eventuali soluzioni, al fine di consentire di risolvere questo annoso problema, che ora dovrà invece finire in tribunale».
«Perché evitare il confronto? – chiede D’Ortona - Perché non discutere di questo argomento in Consiglio comunale? Un'altra occasione mancata per ‘mettere in campo’ concretamente i tanti annunciati valori di trasparenza, legittimità e democrazia».