PAGHI O NON PAGHI?

Abruzzo/ Asl Chieti. La lotteria del numero verde del Cup: qual è quello gratis?

...E nel corso di formazione si avverte: «non parlate con i giornalisti»

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Abruzzo/ Asl Chieti. La lotteria del numero verde del Cup: qual è quello gratis?

Sembra uguale ma non lo è





CHIETI. Non è vero che c’è il numero verde gratuito – che inizia per 800 - per prenotare al Cup della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. O almeno è vero solo a metà o anche meno.
C’è, infatti, anche un altro numero, definito “numero unico” e che inizia con 848, che invece costa e pure tanto: «da telefono fisso 7,9 centesimi di euro di scatto alla risposta, più 1,4 centesimi di euro al minuto (gli importi si intendono IVA compresa). Da cellulare il costo varia a seconda del gestore e del profilo tariffario». Così avverte il sito della Asl Lanciano-Vasto-Chieti.

Non guasterebbe se la Asl spiegasse il perché di tale costo e in quali casse tale introito confluisce a fronte di  migliaia di telefonate a pagamento che arrivano:  le casse della Asl o quelle del gestore di questo numero unico.
A pagare è comunque sempre l’ignaro cittadino – uno paga ed uno no - al quale resta una sgradevole sensazione per questo mezzo con cui la Asl trae in inganno chi telefona, visto che esistono due numeri da chiamare, uno a pagamento e l’altro gratuito.
Nel sito ufficiale della Asl il numero unico è sempre in prima battuta.
Ma c’è di più. Scorrendo l’elenco dei Cup presenti sul sito, si scopre che sono indicate anche le sedi di Bucchianico, Orsogna e Tollo, con tanto di orari e di numeri telefonici.
Domanda: questi Cup esistono veramente e sono funzionanti o la loro apertura è solo programmata?
Chissà, ma non basta. Infatti c’è un’altra stranezza che dovrebbe essere approfondita. Come sanno gli addetti ai lavori e gli utenti che si presentano allo sportello o che telefonano (sperando di aver azzeccato il numero gratuito), capita spesso che le ricette mediche siano sbagliate, per cui le prescrizioni vanno cambiate secondo il nomenclatore in uso (che è l’elenco ufficiale con le sigle di tutte le prestazioni e delle indicazioni per le esenzioni da malattia, da reddito, per età ed altro). Ebbene: questo nuovo nomenclatore non sarebbe stato distribuito agli operatori, ma è stato solo riportato sul programma del computer in uso nei vari Cup. E se la prenotazione si inceppa per l’errore nella ricetta, come si fa a correggere senza nomenclatore? Ecco che prenotare diventa un’impresa titanica, anche per gli sforzi di memoria che l’operatore – se non ha il nuovo nomenclatore - deve fare per azzeccare la nuova dicitura. 

Altrimenti l’utente viene rimandato a casa o invitato a ritelefonare (magari a pagamento…). Questo disagio è avvertito in maniera più acuta soprattutto nelle casse dei Distretti dove si lavora ancora manualmente, altro che sveltire le prenotazioni. Qualcuno però dice che tra la fine di maggio ed i primi di giugno il personale Cup è stato chiamato a corsi “obbligatori” di formazione dove si doveva parlare anche di questo nomenclatore.
Ma a sorpresa il pezzo forte del corso – dove scorrevano solo dati e grafici “tutto va bene” confezionati in casa - è stata la proiezione di alcune slides (foto) degli articoli di PrimaDaNoi.it e del Centro sui disagi del Cup, con l’avviso più volte ripetuto (in apertura ed in chiusura delle tre ore di corso) che «con la stampa non si deve parlare». La chicca è stata però l’avvertenza finale: «capito il messaggio»?

 Bisognava approfondire i percorsi mammografici, le prenotazioni, il recall, le difficoltà quotidiane degli operatori e degli utenti del Cup, eppure sono sembrati più importanti i fantasmi di qualche dirigente...
La stampa sarà cattiva, il servizio pubblico offerto forse è pure peggio.


Sebastiano Calella