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Abruzzo/Acqua, troppi costi, nuovi aumenti per i comuni dell’Aca

In un documento dell’Ato i dubbi sulla veridicità dei bilanci

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Abruzzo/Acqua, troppi costi, nuovi aumenti per i comuni dell’Aca




ABRUZZO. Il momento è delicato per il passaggio cruciale al “nuovo” metodo di gestione dei servizi idrici.
Scompaiono gli Ato (gli enti di controllo delle società di gestione) ed arrivano gli Ersi, un cambio più di nome che di sostanza.
Sta di fatto che si stringe per chiudere i conti e gli Ato devono mettere un punto definitivo alla loro gestione analizzando e certificando i bilanci delle società che distribuiscono l’acqua in Abruzzo.
Ci si prova ad Avezzano con il Cam e non senza problemi, per i Comuni consorziati con l’Aca invece si profila un nuovo aumento.
Una nuova beffa con vecchi metodi, dice il forum dei movimenti dell’acqua che per oggi hanno convocato una conferenza stampa, poiché i dubbi sono moltissimi ed i nodi arrivano al pettine. 


Ma a tirarli fuori non sono i soliti “detrattori” o “comunisti” ma dopo le gravissime accuse del commissario straordinario, Pierluigi Caputi, ora in un documento nero su bianco lo scrive il segretario dell’Ato riferendosi alle presunte “malefatte” dell’Aca.
Giusto il tempo di ricordar che nella sua invettiva caduta nel vuoto e che ha generato solo esposti del Wwf, Caputi aveva espresso dubbi sui bilanci e sferzato i vertici della società pubblica per essersi sottratta al controllo analogo. In altre parole non era stato possibile controllare realmente e di fatto i bilanci della società pubblica.
Ora in questo momento delicato di transizione, il Commissario ha imposto l’applicazione di un metodo tariffario transitorio (MTT), così Caputi con la delibera n.8 del 28 maggio 2013, ha disposto che Aca spa aggiorni le tariffe per il 2013.


La nuova tariffa determinerà ulteriori aumenti.
Ma la cosa più eclatante sono le “riflessioni” contenute nell’allegato 3 del segretario generale dell’ Ato Pescarese, Fabrizio Bernardini.

«CONSIDERAZIONI E RISERVE»
Il documento allegato alla delibera è intitolato «considerazioni e riserve sui dati trasmessi dal gestore del servizio integrato Aca spa».
Si spiega che da una parte mentre il Commissario «approva la validazione dei dati e il calcolo tariffario» dall’altra si pongono alcuni rilievi non secondari.
Insomma il Commissario dopo la sfuriata sembra dire: siccome sono costretto ad approvare i vostri (dell’Aca) dati di bilancio io li approvo ma sappiate che su alcuni nutro dubbi più che seri.


Una considerazione tra l’altro molto dubbia ai fini della effettiva responsabilità giuridica dello stesso commissario che di fatto approva dati che sa non essere veritieri o senza pezze d’appoggio. Il documento che ne viene fuori è una “approvazione” (validazione) con tanto di firma mentre i dubbi non sembrano avere un gran valore sul piano dei fatti.
Che senso ha tutto questo? Quale pezzo delle istituzioni e dei governi locali dovrebbe controllare, sanzionare e fare pulizia?
Il problema di oggi però sarebbe il bilancio 2011 ed è su quei dati che viene calcolata la nuova tariffa transitoria, cioè i prossimi aumenti per i cittadini.

INVESTIMENTI VIRTUALI?
Così le principali riserve per il segretario Bernardini sono due.
La prima riguarda «la rappresentazione degli investimenti pregressi», scrive Bernardini perchè per alcuni di questi «non è stato possibile avere dal gestore la documentazione di supporto al fine di escludere eventuali rivalutazioni». Cioè sembra di capire che i documenti non provano le rivalutazioni da iscrivere nei bilanci degli investimenti già effettuati sulle reti dall’Aca (esempio lavori di riqualificazione delle reti…).
E’ possibile che tali cifre siano state iscritte in bilancio ad arte con il fine di far quadrare i conti?

NUMERI PER QUADRARE
Più che un dubbio; infatti il segretario dell’Ato, controllore dell’Aca, scrive poi che le riserve riguardano anche : «la veridicità dei dati contenuti nel bilancio 2011» che riguarderebbero «iscrizione nei conti d’ordine dei beni di proprietà, l’iscrizione tra le immobilizzazioni dei beni ex Casmez (reti idriche demaniali), iscrizioni di crediti (crediti verso Ato, mutui…).
Parole complicate per (ri)dire “bilancio falso”, secondo l’Ato e dunque la Regione.
Va forse peggio sul fronte dei costi che pure sono stati oggetto di validazione come gli accantonamenti per rischi o le consulenze.
Il documento di Bernardini grida vendetta e contiene esso stesso una molteplicità di notizie di reato che già da soli potrebbero far scattare una inchiesta giudiziaria che finora hanno solo sfiorato l’Aca evidenziando piccoli fatti che farebbero solo intuire un sentore diffuso di illegittimità.

MURO DI GOMMA E BUCHI NELL'ACQUA
Sono più di tre anni che questo quotidiano evidenzia stranezze sui bilanci dell’Aca  anche con alcune “originali” modalità ma nessuna inchiesta nemmeno quella sugli “storni selvaggi” finora ha mai voluto affrontare di petto il “sistema Aca” (lo avesse fatto al tempo a quest’ora forse avremmo avuto problemi diversi e qualche certezza in più).
Il tutto mentre i sindaci hanno da sempre approvato all’unanimità più e più volte conti e presidente, come nell’ultimo più eclatante caso della rielezione di Ezio Di Giancristoforo al quale i sindaci hanno ridato fiducia  nonostante l’accusa di avere contatori abusivi e dunque di ‘rubare’ l’Acqua.
L’Aca è un carrozzone che fa comodo alla politica e proprio la politica «ha distrutto tutto» lo sanno bene pure dentro la società e sembra difficile che sia proprio la politica a risolvere i grumi di problemi che affogano il sistema.

E che dietro gli aumenti ci siano interessi altri rispetto a quello pubblico è più che un sospetto...
Ma si continua a fare finta di nulla.

Tutto come sempre. Anzi peggio.

27 5 13 Allegato3 Bernardini Ato Bilancio 2011 Aca