IL FATTO

Spoltore, testamento di 40 anni fa mai onorato, villa inagibile e decadente

Diligenti: «intitolare scuola dell’infanzia ai due benefattori»

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Spoltore, testamento di 40 anni fa mai onorato, villa inagibile e decadente

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SPOLTORE. Edoardo Diligenti, consigliere d’opposizione, presenterà al prossimo Consiglio comunale una mozione per attuare il tempo prolungato alla scuola elementare di Caprara.
Ma non solo. Diligenti, infatti, chiede «di rendere onore a due illustri cittadini che hanno operato concretamente per il bene comune» e avanza la proposta di intitolare la scuola dell’infanzia ai coniugi De Crescienzo. I due, il giudice Berardino De Crescienzo e la moglie Ermelinda De Pompeis insegnante, 40 anni fa hanno donato Villa Ermelinda al Comune, compresi 4 ettari di terreno con vari fabbricati.

«Sono venuto in possesso», racconta Diligenti, «di un documento datato 9 aprile 1970 con il quale il defunto consigliere di Cassazione, Berardino De Crescienzo, disponeva il lascito in favore di un istituendo Asilo intestato alla sua memoria e a quella della sua congiunta Ermelinda De Pompeis, insegnante».
Nel documento si legge: «Nel caso di inadempienza del predetto obbligo da parte del titolare dell’istituendo asilo entro il termine massimo di cinque anni dall’apertura della mia successione, si verificherà, di pieno diritto, la decadenza della disposizione e il cespite sarà devoluto all’Ente Comunale di Assistenza (ECA) di Spoltore perché assegni la rendita annuale in borse di studio, intestate al nome di Berardino De Crescienzo in favore dei giovani in abbienti, naturali della frazione di Caprara i quali, esauriti i corsi della scuola d’obbligo, manifestino il proposito di proseguire gli studi superiori nella Facoltà di Giurisprudenza o in altra di loro scelta. E qualora non vi fossero richieste di borse di studio da parte di giovani aspiranti a frequentare gli studi superiori, a quella della scuola d’obbligo, l’Ente comunale di Assistenza, potrà destinare ad opere di beneficenza le rendite annuali dei beni di Caprara a giovani spose naturali della frazione di Caprara o in altre opere benefiche di detta frazione».
Nel frattempo l’ECA non è più in essere e i beni sono entrati a far parte della proprietà comunale. Fino a poco tempo fa vi risedeva una famiglia in locazione ma oggi la struttura risulta  essere non più agibile e quindi è lasciata in decadenza. «Le volontà dei coniugi non sono state mai rispettate lasciando di fatto un conto in sospeso con il passato e con i benefattori», denuncia il consigliere.
A Caprara c’è anche l’odierno problema della sopravvivenza della scuola elementare Acerbo, che pur trovandosi in un comune in costante crescita demografica, paga le scarse quantità numeriche dei bambini della frazione e subisce le conseguenze dovute dai tagli alla pubblica istruzione.

Da qui l’idea di collegare alla memoria dei coniugi benefattori la sopravvivenza dell’istituzione scolastica a Caprara.
Dunque queste sono le richieste inserite nella mozione: intitolare la scuola dell’infanzia di Caprara ai coniugi; disporre della vendita dei beni in oggetto vincolando il ricavato alla costruzione di una copertura del campetto adiacente la struttura scolastica “T. Acerbo” di Caprara al fine di destinarvi l’uso a luogo predisposto a palestra-mensa o, qualora la proposta non sia fattibile, vincolare comunque il ricavato al potenziamento dell’istruzione e della cultura nel paese.