Carceri d'Abruzzo, il Sappe lancia l’allarme sovraffollamento

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Allarme sovraffollamento nelle carceri della regione.

L’ha lanciato il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che ha presieduto questa mattina a Chieti il Consiglio regionale del sindacato e fatto il punto sulla situazione delle carceri abruzzesi.

«L’Abruzzo – ha annunciato Capece - è la Regione d’Italia nella quale sono stabilmente e complessivamente presenti circa 2 mila persone detenute, mentre la capienza regolamentare negli otto penitenziari regionali è di circa 1.500 posti. Questo costante e pesante sovraffollamento fa fare ogni giorno alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria i salti mortali per garantire la sicurezza. La mia presenza qui – ha aggiunto il segretario - vuole essere testimonianza di vicinanza del primo sindacato della Polizia penitenziaria, il Sappe, ai disagi dei colleghi dell’Abruzzo».

Duro atto d’accusa sulla situazione delle carceri abruzzesi nel vertice al quale hanno partecipato, oltre al segretario generale aggiunto Umberto Vitale ed al segretario regionale Sappe per l’Abruzzo Giuseppe Nini, i rappresentanti ed i delegati delle 8 carceri regionali e della Scuola di formazione del Corpo di Sulmona.

«Anche in Abruzzo – ha precisato il sindacalista -si fa sentire concretamente l’emergenza sovraffollamento, con i disagi che questa comporta. Fino ad oggi la drammatica situazione è stata contenuta principalmente grazie al senso di responsabilità, allo spirito di sacrificio ed alla grande professionalità del corpo di Polizia penitenziaria. Ma queste sono condizioni di logoramento che perdurano da mesi e continueranno a pesare sulle donne e gli uomini della Polizia penitenziaria in servizio negli Istituti di pena dell’Abruzzo per molti mesi ancora, se non la si smette di nascondere la testa sotto la sabbia».

Il segretario del Sappe ha denunciato il modo in cui sono costretti ad operare e a vivere gli agenti, con turni massacranti che non gli permettono di godere dei riposi di legge o dei turni festivi e delle ferie, a causa della cronica carenza di personale che deve fare i conti, dall’altro lato, con la presenza massiccia di detenuti in misura maggiore a quella consentita dalla capienza regolamentare delle carceri.

«Quanto si pensa possano resistere gli appartenenti alla Polizia penitenziaria – ha detto Capece a conclusione del vertice - che sono costretti a trascurare le proprie famiglie per garantire turni massacranti con straordinari talvolta nemmeno pagati, salvando la vita ai detenuti che tentano ogni giorno di suicidarsi in carcere o che reagiscono con l’aggressività nei confronti dei baschi azzurri del Corpo al crescente sovraffollamento?».

Al termine del Consiglio regionale del Sappe, che è stato ospitato presso la Casa circondariale di Chieti, il segretario generale Capece ha visitato l’istituto e portato il suo saluto al personale di Polizia penitenziaria in servizio nella struttura teatina.

06/04/11 12.07