LA SVOLTA

Vendita all'asta di Villa Pini: l'offerta più alta è dell'imprenditore De Nicola

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Carmine De Nicola

Carmine De Nicola

 

 

 


CHIETI. Aperte le buste per la vendita all'asta della casa di cura "Villa Pini".
L'offerta più alta è stata del "Policlinico Santa Maria de Criptis srl" pari a 31 milioni e 50 mila euro. Alla vendita all'asta hanno partecipato anche l'attuale gestore di Villa Pini, l'imprenditore Nicola Petruzzi, con la società Seagul, con un'offerta di 26 milioni e 850 mila euro, e la casa di cura Santa Camilla spa, la cui offerta si è fermata a 31 milioni. Villa Pini, che era dell'imprenditore Vincenzo Maria Angelini, era finita all'asta in seguito al fallimento decretato dal Tribunale di Chieti nel febbraio del 2010. L'offerta base dell'asta di oggi era di 16 milioni di euro.

«A PÀ, ABBIAMO VILLA PINI»
 «A pà, abbiamo preso Villa Pini»: un componente dello staff del Policlinico Santa Maria de Criptis ha comunicato così a casa, per telefono e molto semplicemente, che poco prima la clinica era stata acquistata con un’offerta vincente di 31 mln e 50 mila euro.
La telefonata è partita fuori del Tribunale, dopo le scene di soddisfazione e di complimenti dello staff che aveva accompagnato e sostenuto la gara per acquisire Villa Pini, durante il lungo testa a testa prima con la Seagull di Nicola Petruzzi e con la Casa di cura Santa Camilla spa (di cui sono soci Pierangeli, Spatocco, Concetta Petruzzi ed altri), poi solo con quest’ultima quando Petruzzi ha detto «basta» fermandosi a 26 mln e750 mila euro.
Di lì è cominciato il botta e risposta tra i due offerenti rimasti in gara, con rilanci da 50 mila euro (ce ne sono stati una trentina per ciascuno). C’è stata qualche esitazione di Andrea Patellini e di Pierluigi Balietti - che rappresentavano la casa di Cura Santa Camilla - sulla cifra di 31 mln, seguita dal rilancio di 31.050.000 di Antonio Di Ianni del Policlinico. 


Poi è iniziato il giro della lancetta per il minuto concesso al rilancio: mancano dieci secondi, ha scandito il notaio Alfredo Pretaroli che conduceva la gara.
Meno cinque, meno quattro, meno tre: “lascio” ha sussurrato il procuratore della casa di Cura.
Lo staff del Policlinico è scattato in piedi, festeggiando la vittoria con baci e abbracci. C’è stato anche un timido tentativo di applauso per questa aggiudicazione sofferta e battagliata, poi subito le lacrime di Carmine De Nicola giunto poco prima nell’aula della Corte di Assise dove si svolgeva l’asta e che di fatto è il dominus riconosciuto del Policlinico (al di là della composizione societaria che comprende alcune persone fisiche e tre società: Cise, Medical center e Stella del mare).

DE NICOLA: «E’ SEMPRE STATO IL MIO SOGNO»
«Mi sono commosso – ha detto De Nicola, dopo aver inforcato un paio di occhiali scuri – perché io da bambino abitavo proprio lì, vicino a Villa Pini ed il mio sogno era sempre quello di acquisire questa clinica. Non a caso la società prende il nome dalla Madonna del piccolo santuario che è lì vicino e sono intenzionato a fare grandi cose».
 Più misurati i commenti di Antonio Di Ianni, che però non ha rivelato fino a quale cifra si sarebbe spinto pur di vincere la gara, e del commercialista di fiducia Andrea Di Prinzio che già in passato con la Ddp aveva tentato di acquisire la clinica ex Angelini dopo il fallimento e che recentemente aveva assistito la società Cise nell’acquisto di Maristella. 


Complimenti di rito anche da parte della Casa di cura, un breve saluto al notaio, al curatore Giuseppina Ivone ed ai suoi coadiutori Roberto Falcone e Francesco Cancelli, e tutti a casa, mentre il curatore si recava dal giudice delegato Nicola Valletta per comunicare l’esito della gara.
L’aggiudicazione, infatti, avrà un seguito solo se ci sarà l’ok del Tribunale che si dovrà pronunciare entro 10 giorni. La vicenda Villa Pini è infatti molto delicata e i giudici fino ad oggi hanno sempre giocato un ruolo decisivo, come ha dimostrato anche la breve visita di cortesia di stamattina, quando nell’aula della Corte d’assise sono arrivati prima il presidente Camillo Romandini con Nicola Valletta e poi subito dopo il presidente Geremia Spiniello.
Poi alle 11,30, orario di rito, il notaio Pretaroli ha dato il via alle operazioni, comunicando l’arrivo di due buste con le offerte migliorative rispetto alla proposta di Petruzzi-Seagull che era di 16 mln, la cifra messa come base d’asta.

SCHERMAGLIE E CONTESTAZIONI
Sono seguite due ore di controllo della documentazione e di schermaglie procedurali, poi è stato il momento delle eccezioni e delle perplessità, avanzate dall’avvocato Di Monte e poi formalizzate dallo stesso Nicola Petruzzi.
In pratica la contestazione nasceva dal fatto che una delle due società offerenti, e cioè quella in cui sono soci la Synergo di Pierangeli e Spatocco, ha presentato in passato una serie di ricorsi contro Villa Pini che secondo Petruzzi hanno contribuito ad abbassare il valore della clinica per la quale oggi la stessa società concorre per l’aggiudicazione. 


Insomma una specie di turbativa d’asta. L’altra contestazione di Petruzzi ha riguardato la Cise, che risulta morosa verso lo stesso Petruzzi e verso il curatore per alcuni inadempimenti relativi al Maristella, la società recentemente acquisita.
Del che il notaio ha preso nota, verbalizzando. Ma le contestazioni ci sono state anche da parte delle due società verso Petruzzi che aveva temporaneamente ritirato la sua busta dal tavolo, anche se mai era stata consegnata ufficialmente. Insomma schermaglie tecniche, al termine delle quali il notaio ha dato ufficialmente notizia dell’arrivo di due nuove offerte da 16mln e 50 mila, aprendo così la gara alle 13,30 ed indicando l’ordine dei rilanci da 50 mila euro ogni minuto: prima Petruzzi, poi la Casa di cura Santa Camilla, infine il Policlinico.

PETRUZZI AMAREGGIATO E LE DENUNCE CHE NON HA FATTO
Ha provato a vivacizzare il confronto proprio Nicola Petruzzi, con rilanci da 500 mila euro e poi anche da mille euro. Gli altri seguivano con aumenti da 50 mila, che sono andati avanti anche dopo l’abbandono di Petruzzi e che si sono fermati ai 31 mln e 50 mila euro con cui il Policlinico ha vinto.
«Ha vinto bene, con tutti questi soldi – ha commentato Nicola Petruzzi – questo è anche il frutto della guerra di Pierangeli alla clinica. Ora sono un uomo libero di fare tutte le denunce necessarie per le malefatte che ho registrato in sanità in questo Abruzzo. Altro che denunce a cinque stelle, saranno a 5 stalle. Se questa regione è rappresentata da chi ha vinto, sto bene nel Veneto del mio Policlinico Abano Terme. In bocca al lupo a tutti. Io la clinica l’ho salvata e rilanciata, quello che sta succedendo a Maristella con questo nuovo proprietario non è di buon auspicio».


Sebastiano Calella