OPERE E PROTESTE

Abruzzo/Filovia Pescara, nuovo stop alla Gtm: «valutare le alternative»

Acerbo: «si sono incartati, dubito che ne usciranno»

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Il dirigente Antonio Sorgi

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PESCARA. La decisione definitiva del Comitato Via sull’impatto ambientale della filovia è rimandata di 30 giorni ma ieri per il progetto della Gtm è arrivata una ennesima battuta d’arresto.
La commissione ha chiesto che lo studio preliminare ambientale approfondisca le problematiche relative al rumore e alla qualità dell’aria «in relazione anche alla preannunciata ipotesi di razionalizzazione del trasporto pubblico locale».
Ma si chiede anche di approfondire «tutte le eventuali proposte alternative» di percorso. Una novità che spiazza la società di trasporto metropolitano. Tutta la documentazione dovrà essere trasmessa entro 30 giorni. Solo allora si potranno tirare le somme e dire sì o no al progetto che, seppur quasi completato nel suo primo lotto, attende ancora l’approvazione della Via.
«Appare evidente», commenta il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, «che è probabile che l'intero progetto debba essere sottoposto a una nuova procedura di valutazione complessiva. A questo punto la ripresa dei lavori è davvero lontanissima, se mai ripartiranno, e l'assessore Santilli può rimettere il mercato sulla strada-parco». 

Nel corso della Commissione l’ingegnere Pierdomenico Fabiani (Gtm) ha spiegato che è intenzione della Gestione Metropolitana trovare accordi con l’Arpa per modificare le attuali linee di ingresso a pescara, «raccordandole tutte al capolinea di Montesilvano, anche in vista della imminente fusione delle due società». 
Sempre Fabiani ha spiegato che è in fase di progettazione preliminare il lotto successivo. Proprio su questo tra 30 giorni la Gtm dovrà fornire dettagli più approfonditi. Alla riunione ha partecipato anche Vincenzo Stellabotte dell’associazione Sos Inquinamento Pescara secondo cui la filovia risolverà il problema del traffico veicolare e del conseguente inquinamento.
«Per la Gtm e per tutti i complici politici e amministrativi dell'irregolarissimo iter autorizzativo non sono finiti i guai», insiste Acerbo. «Si sono incartati e dubito che ne usciranno. Esce confermato quanto abbiamo denunciato in questi anni trovando conferme da parte dei periti della Procura e dalla commissione europea. Che le opere realizzate siano tutte irregolari lo attesta il riferimento all'Art.29 (comma 3 e 4) del dlgs 152/2006: si tratta delle norme su "valutazione del danno e sanzione". Sul futuro dei pali proporrò un utilizzo eco-compatibile».

 

«BISOGNA FAR RIPARTIRE L’ITER DACCAPO»
«Fabiani (Rup del progetto) intervenuto in audizione, rivela l'esistenza di un secondo lotto in fase di progettazione», protesta il Wwf. «Viene così confermato quanto sostenuto da noi in fase di osservazioni : l'esistenza di più lotti impone una Valutazione Ambientale unica per l'intero progetto, è quindi necessario far ripartire l'iter daccapo. Tra l'altro è incredibile che soltanto nella riunione di ieri è saltato fuori ufficialmente un vincolo paesaggistico nell'area del Capolinea a Montesilvano. Come è stato possibile approvare il progetto esecutivo e avviare i lavori (tra l'altro quasi ultimati) senza l'autorizzazione paesistica?  La linea espressa dalla GTM appare piuttosto confusa. È palese che seguirla non permetterà di trovare alcuna soluzione ragionevole. Ieri la Commissione V.I.A. ha richiesto alla Stazione appaltante di valutare “tutte le eventuali proposte alternative” . Viene finalmente confermata ufficialmente la giustezza delle posizioni ripetutamente espresse in questi anni da associazioni e comitati».
«BISOGNA FAR RIPARTIRE L’ITER DACCAPO»

 

«Fabiani (Rup del progetto) intervenuto in audizione, rivela l'esistenza di un secondo lotto in fase di progettazione», protesta il Wwf. «Viene così confermato quanto sostenuto da noi in fase di osservazioni : l'esistenza di più lotti impone una Valutazione Ambientale unica per l'intero progetto, è quindi necessario far ripartire l'iter daccapo. Tra l'altro è incredibile che soltanto nella riunione di ieri è saltato fuori ufficialmente un vincolo paesaggistico nell'area del Capolinea a Montesilvano. Come è stato possibile approvare il progetto esecutivo e avviare i lavori (tra l'altro quasi ultimati) senza l'autorizzazione paesistica?  La linea espressa dalla GTM appare piuttosto confusa. È palese che seguirla non permetterà di trovare alcuna soluzione ragionevole. Ieri la Commissione V.I.A. ha richiesto alla Stazione appaltante di valutare “tutte le eventuali proposte alternative” . Viene finalmente confermata ufficialmente la giustezza delle posizioni ripetutamente espresse in questi anni da associazioni e comitati».

SORGENTONE: «ORA CAMBIARE PERCORSO»

«La decisione del comitato regionale VIA ha fatto finalmente chiarezza sulla vicenda filovia», commenta Mario Sorgentone presidente dell’Associazione Strada Parco: «un’opera nata e in parte realizzata all’insegna della improvvisazione, senza tener conto dell’impatto ambientale, dei costi d’esercizio e della sua utilità».

Lo stop  del comitato, secondo Sorgentone, riapre l’opera alle soluzioni che da anni l’associazione strada parco propone: «cambiamento del percorso sulla arteria Montesilvano-via Gobetti-via Caravaggio-via Ferrari- nuovo ponte Liberatoscioli- Tiburtina. Si tratta di  un grande asse viario, con un notevole bacino di utenza che  non presenta incroci pericolosi, tali da rendere necessari semafori, come nel caso della strada parco». La proposta è stata già formulata con petizione popolare notarile di migliaia di cittadini ma è stata  ignorata dalla GTM e  dal Comune .

 

 «in via subordinata», va avanti Sorgentone, «chiediamo di ridimensionare il progetto con l’acquisto di piccoli bus elettrici, eliminando pali e fili in questo caso inutili. Questa soluzione si tradurrebbe in un risparmio del costo di costruzione di almeno 10 ml, da utilizzare per proseguire la linea verso Francavilla e l’aeroporto. Lo stop del comitato Via rende ora non più giustificabile lo spostamento del mercato settimanale, che può ragionevolmente tornare sulla strada parco, come richiedono migliaia di cittadini».