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Cam, servizio idrico a rischio nella Marsica. Di Pangrazio agguerrito

Il primo cittadino in campo per scongiurare crisi idrica

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Cam, servizio idrico a rischio nella Marsica. Di Pangrazio agguerrito

Di Pangrazio




AVEZZANO. Estate alle porte, il sindaco, Giovanni Di Pangrazio, chiama a rapporto i vertici operativi del Cam.
Tutti convocati (l'amministratore delegato Luca Ciarlini, il dirigente tecnico e di gestione, Leo Corsini, e il dirigente del settore qualità acqua e depurazione, Giuseppe Venturini), per una verifica a tutto campo sui sistemi di approvvigionamento idrico in funzione alle sorgenti e nei pozzi, in particolare a Trasacco che serve Avezzano e altri importanti centri della Marsica. Obiettivo: evitare le rituali emergenze estive, quando la popolazione raggiunge picchi elevati con riflessi positivi sul fronte del turismo.
«L'aumento delle presenze genera un minimo di economia per il territorio», sottolinea Di Pangrazio, «determinando una crescita dei consumi idrici. E' necessario un servizio al top, a prezzi contenuti, per garantire l'acqua ai marsicani e ai turisti evitando il ricorso alle autobotti».
Il servizio di emergenza, infatti, oltre che una misura tampone, incide in misura rilevante sui costi, molto più che per la dotazione di un adeguato numero di pompe di sollevamento dell'acqua.
«I sistemi di approvvigionamento risultano in numero insufficiente, già ora, soprattutto all'impianto di Trasacco. Queste sono le questioni che interessano i cittadini stanchi di assistere al balletto delle poltrone», aggiunge il sindaco di Avezzano (che nell'ultima assemblea dei soci del Cam, ha chiesto l'azzeramento dei vertici della società), «per riacquistare la fiducia della gente la politica deve rimettere al centro le questioni vitali per i cittadini e i territori, ovvero servizi efficienti, senza interruzioni, a costi equi, e lotta agli sprechi».
Questioni che il sindaco di Avezzano, accompagnato dai dirigenti del Comune, Tiziano Zitella e Francesco Di Stefano, metterà sul tavolo nell'incontro con l'amministratore delegato e i dirigenti di settore in agenda questa mattina alle 10.30 in Municipio. L'obiettivo, quindi, è quello di analizzare il funzionamento dei sistemi, verificare le criticità delle attrezzature e impegnare i vertici della società di gestione del ciclo idrico integrato a pianificare gli interventi necessari per garantire un'estate senza interruzioni del servizio idrico.

«UN BARLUME DI SPERANZA»
«Secondo noi», commentano Alfio Di Battista PD (consigliere comunale Capistrello) - Alfonsino Scamolla(esponente PD Pescina) – Velia Nazzarro PD (più votata tra tutti i candidati a Carsoli) – (Dario Mazzulli ex vicesindaco PD Aielli) – Roberto Giovagnorio PD (consigliere comunale Tagliacozzo) , «la netta presa di posizione del primo cittadino di Avezzano rappresenterebbe un barlume di speranza nella foresta pietrificata della politica marsicana se a questa seguissero, non solo azioni coerenti con i principi di trasparenza che egli vuole esprimere, ma anche il sostegno di tutti quei sindaci che non più tardi di qualche settimana fa, erano pronti giustamente a stracciarsi le vesti per i 2 milioni di euro negati alla società dei rifiuti Segen, e che invece, di fronte ai 60 milioni di euro di debiti cumulati dal CAM, non sono stati capaci nemmeno di abbozzare una smorfia di disappunto; solo un assordante e inquietante silenzio».
Per i consiglieri la Marsica «ha bisogno di politici coraggiosi che esprimano le loro posizioni con chiarezza; cioè l’esatto opposto di quanto fatto da molti comuni nell’approvare delibere consiliari assolutamente ambigue sulla questione del CAM. In sostanza, nel passaggio in cui i consigli comunali danno il nulla osta all’attivazione della procedura di concordato preventivo, gli stessi affermano che tale nulla osta non costituisce approvazione del piano industriale. Siccome l’eventuale accoglimento della richiesta di concordato da parte del tribunale, dipende dalla sostenibilità del piano industriale, è evidente che non può esservi attivazione del concordato senza approvazione del piano, e quindi, il consiglio comunale che da il nulla osta al concordato, di fatto approva surrettiziamente anche il piano. In caso contrario saremmo di fronte ad un interessante ossimoro di natura giuridico - amministrativa.
Riteniamo che raddoppiare le bollette e far pagare il disastro del CAM ai cittadini, in un contesto di crisi economica che opprime soprattutto le fasce più deboli, rappresenta non solo una grave forma di ingiustizia sociale ma anche una prova di cattiva politica, un abuso indegno di un paese civile»