POLITICA

Spoltore, Febo (Pdl) boccia governo Di Lorito: «una zattera vecchia che rischia di affondare»

«Ha concluso ben poco nei primi 12 mesi»

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Spoltore, Febo (Pdl) boccia governo Di Lorito: «una zattera vecchia che rischia di affondare»

Il manifesto dell'opposizione




SPOLTORE. «Una zattera vecchia di vent’anni che non ha alcuna direzione e che galleggia per mantenere in vita coloro che vi sono sopra, che ogni tanto chiudono i buchi per non far entrare l’acqua e affondare»
Con questa metafora il capogruppo del Pdl, Marina Febo, descrive il primo anno dell’amministrazione di centrosinistra guidata da Luciano Di Lorito.
Dopo il consuntivo del primo cittadino (organizzato «in fretta e furia», secondo l’opposizione, dopo aver saputo della conferenza stampa della minoranza) il centrodestra commenta gli ultimi 12 mesi di governo bocciandolo «senza riserve».
Secondo Febo, Di Lorito vanterebbe meriti «non suoi»: sarebbero semplici attuazioni di legge (regolamenti interni, rispetto della trasparenza), o sforzi dei cittadini (74% di raccolta differenziata realizzata), o scelte non sue (raccolta differenziata approvata dalla vecchia amministrazione e resa esecutiva dal Commissario).

«Tanti proclami e frasi generiche», li definisce la consigliera comunale, «senza alcun riscontro reale di contenuto, come dimostrano le carte».

CASO ARCA
Di Lorito parla di «ripresa del piano particolareggiato Arca e la successiva realizzazione delle opere rimaste in sospeso da tempo». Ma secondo il centrodestra, dopo 10 mesi dal consiglio straordinario aperto sul caso Arca, «dove io personalmente ho ricostruito tutta la vicenda ultradecennale di atti e scelte compiute», sottolinea Febo, «ad oggi la maggioranza non ha ancora fatto nulla o detto cosa intende fare. Ci sono circa 40 mila euro di ripristini che l’Arca deve attuare per rispettare quanto ha già costruito e soprattutto il campo sportivo e il parco da realizzare. L’amministrazione tace». La polizza che doveva garantire le opere da realizzare fino al 2011 è risultata invalida perché la società che l’ha prestata è fallita nel 2005. «L’amministrazione, dopo 8 mesi dalla mia interrogazione, non ha ancora richiesto spiegazioni all’Arca circa una garanzia che doveva dare per legge».

SCUOLE: « I CITTADINI PAGANO AL POSTO DI CHI SBAGLIA»
Stessa critica viene mossa per l’accordo bonario sulla Scuola di S. Teresa. I lavori per la costruzione degli edifici sono stati interrotti a causa di presunti errori dei progettisti. La ditta rivendicava un danno da interruzione dei lavori e la maggioranza ha votato un accordo bonario di 280 mila euro, usando i fondi stanziati per ultimare l’adeguamento sismico della scuola media di Spoltore capoluogo. «Risultato?», denuncia Febo, «280 mila euro dei soldi dei cittadini sono andati all’impresa che è risultata danneggiata e che potevano servire per altre importanti finalità. Soprattutto nessun procedimento, a distanza di dieci mesi, è stato avviato verso i responsabili del danno. Perché i cittadini devono pagare per chi ha sbagliato?».

INDENNITA’ EX AMMINISTRATORI
Poi c’è la questione delle indennità che gli ex amministratori del Comune di Spoltore hanno percepito indebitamente. L’amministrazione Di Lorito ha proposto una procedura ordinaria, che avrebbe impiegato lunghissimi anni prima dell’effettivo recupero, mentre il centrodestra ha indicato la procedura dell’ingiunzione fiscale «che ha fatto risparmiare subito 21 mila euro di spese legali e che sta consentendo il rientro veloce dei fondi, anche perché i debitori si sono opposti a questo pagamento, ma il giudice adito ha rigettato tutte le richieste di sospensiva e ha ordinato di pagare subito».

SPOLTORE ENSEMBLE
«Di Lorito non dice nulla di un debito di circa 50 mila euro che l’ente doveva restituire al Comune», denuncia Febo. «Sciogliendolo, nessuno più sa se sarà restituito e soprattutto chi lo restituirà. Nessuna azione ci risulta essere stata intrapresa in questa direzione. E’ stato realizzato così l’interesse pubblico? Direi ancora una volta di no».

IMPOSIZIONE FISCALE ALTA
Di Lorito parla genericamente di un incremento della spesa per i servizi sociali di 100 mila euro.
«Ma cosa ci hanno fatto?», chiede la capogruppo di minoranza. «Non è stato rinnovato il contratto con l’immobile che ospitava il centro anziani, è stata incrementata la tassa sulla mensa scolastica, l’imposta IMU non ha previsto le esenzioni per le fasce più deboli, è iniziata la raccolta differenziata che costringe i cittadini a regole rigide e lunghe file per ricevere gli strumenti messi a disposizione. La Tares sembra avere un incremento del circa 40% rispetto alla Tarsu pagata l’anno scorso»

IL MAMMUTH
Il Mammuth, struttura obsoleta nel cuore di Spoltore capoluogo, che è stata oggetto di grandi investimenti pubblici nel corso di trent’anni, non è stata mai completata e utilizzata. L’amministrazione Di Lorito ha proposto di chiedere all’imprese di presentare proposte su cosa farne. «La struttura attuale è decadente», denuncia Febo, «è necessario cambiare rotta, fare una strategia di interesse pubblico. In vista della predisposizione di un nuovo piano regolatore e dei piani di recupero non lasceremo che si svenda la nostra città».

DELIBERA BAVAGLIO E MORTIFICAZIONE DELL’OPPOSIZIONE
Poi la capogruppo di minoranza torna su una delle vicende più contrastate delle ultime settimane, ovvero la cosiddetta ‘delibera bavaglio’ che promette la mano pesante contro i contestatori via web: «è un atto per noi illegittimo e inopportuno sotto tutti i punti di vista e pertanto abbiamo richiesto con forza la sua immediata revoca prima che ne possa derivare un danno maggiore per Spoltore e i cittadini».
Febo sottolinea inoltre che In Consiglio comunale si è utilizzata la forza pubblica per ben due volte: «per contrastare degli anziani che, presenti in Consiglio comunale, chiedevano con dei cartelli di non chiudere il loro centro e per espellere un giornalista che riprendeva i lavori»
Infine, «la mortificazione più grande»: «i consiglieri di maggioranza che alzano e abbassano la mano senza spiegare le ragioni delle scelte assunte. Questo modo di fare rispetta il pluralismo delle idee, la democrazia e gli interessi pubblici? Direi proprio di no».