LAVORO IN CRISI

Brioni, «60 esuberi». Sindacati proclamano lo sciopero

«In tre anni cacciati 150 lavoratori»

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Brioni, «60 esuberi». Sindacati proclamano lo sciopero




PESCARA. L'assemblea dei lavoratori della Brioni e della Roman Style esprime profonda preoccupazione per le dichiarazioni della direzione aziendale che annuncia di avere 60 esuberi tra il personale operaio e impiegatizio cosidetto “indiretto”.
«Tutto questo dopo ben due procedure di mobilità», denunciano Domenico Ronca (Filctem-Cgil), Leonardo D'Addazio (Femca-Cisl) e Luca Piersante (Uilcem Uil), «che, negli ultimi tre anni, hanno prodotto l'espulsione di oltre centocinquanta lavoratori della Brioni, della Roman Style e la chiusura totale dell'attività della Brioni dimensione donna di Congiunti».
L'azienda, secondo i sindacati, mentre da una parte «riduceva il personale impegnato nelle attività di produzione, ha continuato in modo indiscriminato e al di fuori di alcun confronto sindacale ad assumere personale “indiretto”, ed in particolare dirigenti, tanto da stravolgere il rapporto tra costi di produzione (nella fattispecie nel rapporto lavoratori diretti – lavoratori indiretti), così da avere, in questo modo, una riduzione di quasi il 20% dell'incidenza della manodopera di produzione ed un aumento del 120% dell'incidenza del costo dei dirigenti, che, evidentemente sono il vero esubero della Brioni Roman Style».


Le organizzazioni sindacali dichiarano lo stato di agitazione ed un pacchetto di ore di sciopero la cui articolazione sarà decisa volta per volta.
Si chiede inoltre alla direzione aziendale il ritiro della dichiarazione degli esuberi e la garanzia certa che non ci saranno riduzioni di personale. Così come si chiedono garanzie certe ed esigibili sul futuro degli stabilimenti abruzzesi della Brioni e della Roman Style e un piano di sviluppo «che punti a migliorare qualità mantenendo inalterata l’unicità del prodotto “Brioni”, ad investire sul territorio, oltre che sui negozi che si apriranno fuori Italia, per innovazione e per migliorare efficienza e produttività e per nuova occupazione».
I sindacati vogliono anche l'avvio di un confronto ed un percorso condiviso «e l'abbandono della politica dell'annuncio e della smentita che negli ultimi mesi ha prodotto un clima di incertezza e preoccupazione tra tutti i lavoratori.
Noi siamo stati sempre disponibili ad affrontare i problemi che l'azienda ci ha posto, ma evidentemente la nostra disponibilità è stata presa come debolezza e subordinazione ai voleri aziendali».