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Francavilla, sfuma la vendita della piscina comunale

Moroni: «casse comunali verso il dissesto»

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FRANCAVILLA. L'attuale gestore della Piscina Comunale rinuncia all’acquisto dell’impianto e si apre un futuro incerto per il bilancio del Comune.
Le casse comunali avrebbero potuto godere in breve tempo di 3 milioni di euro ma nonostante le numerose proroghe del bando di vendita, alla fine, l’alienazione non si è perfezionata.
«Adesso», protesta il consigliere comunale e provinciale Franco Moroni, «si aprirà un ulteriore contenzioso per l'amministrazione in quanto l'attuale gestore, che ha avuto la furbizia di farsi riconoscere dalla giunta le migliorie che nel corso degli anni ha eseguito all'interno della struttura, chiederà sicuramente di essere liquidato per un importo di circa 450.000 euro».
La fumata nera arriva dopo la tentata vendita del fabbricato Omni ancora non avvenuta, dopo i canoni enfiteutici che di fatto sono bloccati poiché per legge non dovuti, dopo i cambi di destinazione d'uso da albergo ad appartamenti alla quale sin'ora ha aderito una sola ditta che peraltro ha bloccato i pagamenti,.
«Tutti i tentativi politici di fare cassa sistematicamente falliscono», commenta ancora Moroni, «con la conseguenza che questa Amministrazione sta pilotando il Comune verso un futuro dissesto finanziario. Anzi di fronte alle ottimistiche previsioni di facili entrate, l'amministrazione Luciani ha ben pensato di aumentare le spese del personale assumendo tramite “la mobilità” dirigenti e funzionari con un esborso annuo e mancato risparmio per la casse comunali di circa 500.000 euro, quando il personale originario era ben sufficiente e competente». Moroni chiede: «se le spese sono solo aumentate e le entrate sono mancate, l’imminente stesura del bilancio comunale seguiranno le solite logiche delle iscrizioni con capitoli previsionali vuoti ? Il dato politico incontestabile è che il centrosinistra che governa la città da maggio 2008, sta portando la città verso un futuro fallimento».

LUCIANI: «ADOPERATI CON TUTTI I MEZZI»
«La piscina, sulla cui gestione si è già pronunciata la Corte dei Conti condannando gli amministratori dell’epoca, è un problema complesso e la mancata vendita non è certamente da addebitare alla nostra Amministrazione», replica il sindaco Antonio Luciani.
«Ci siamo adoperati con tutti i mezzi consentiti dalla legge affinché l’operazione andasse a buon fine. Purtroppo, la Progetto Sport ha deciso di non stipulare l’atto definitivo nonostante l’aggiudicazione della gara pubblica». 
Certo è, fa notare il primo cittadino, che il Comune ha incamerato l’acconto versato di 320.000, quale cauzione, dalla stessa Progetto Sport («che servirà per pagare una minima parte dei debiti ereditati dal passato»), adoperandosi, nel contempo, alla pubblicazione di un nuovo bando di vendita. 
«Il geometra Moroni snocciola una serie di imprecisioni (volute?), sulla situazione finanziaria dell’Ente. Omette di dire che le entrate che lui definisce fantasiose servono a coprire debiti risalenti, nella maggior parte dei casi, a prima del 2008, tempo nel quale governavano i suoi avi».
Sui canoni enfiteutici Luciani ricorda che è in corso una indagine della Corte dei Conti, nei confronti di ex amministratori, a causa della prescrizione degli stessi canoni relativa agli 2005 e 2006.  «Per eleganza abbiamo deciso che non avremo parlato del passato, ma è assurdo che lo faccia Moroni. Il dissesto, se noi lo avessimo dichiarato, sarebbe stata una medaglia sul petto degli ex amministratori, archiviati per tempo dai terrorizzati cittadini di Francavilla con la sonora bocciatura alle ultime amministrative. Il Ministro Saccomandi ha parlato del bilancio per farne comprendere le dinamiche anche ai cittadini, dicendo che, in fondo, è semplice: non bisogna spendere più delle entrate, e comunque senza idonea previsione di spesa».