LA RICHIESTA

Abruzzo/Sanitopoli. I pm:«condannate Del Turco a 12 anni. Quarta a 9, Cesarone a 10»

Rischiano grosso anche Aracu (9 anni) e Conga (11 anni)

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Abruzzo/Sanitopoli. I pm:«condannate Del Turco a 12 anni. Quarta a 9, Cesarone a 10»




PESCARA. Del Turco va condannato ad una pena di 12 anni di carcere. Questa è la richiesta della procura di Pescara nell’ambito del processo Sanitopoli sulle presunte tangenti alla sanità.

Una richiesta che forse ha spiazzato chi si attendeva  pene meno esemplari. D’altronde durante la due giorni di requisitoria i pm erano stati molto duri nei loro giudizi anche morali e di opportunità di comportamenti e di scelte, sulla mancanza di trasparenza e sul dominio quasi assoluto del 'monarca' Del Turco.
Per i pm del Tribunale di Pescara, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, la giusta pena dunque per l’ex governatore è dodici anni.
L'ex ministro delle finanze ed ex segretario generale aggiunto della Cgil all'epoca di Luciano Lama e' accusato di associazione per delinquere, corruzione, abuso, concussione, falso. Ad accusare Del Turco l'ex titolare della clinica privata Villa Pini di Chieti, Vincenzo Angelini, imputato e allo stesso tempo parte offesa nel processo, che nel 2008 in sette interrogatori fiume rivelo' ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di circa 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali in cambio di favori.
Nello specifico Del Turco e' accusato di aver intascato 'mazzette' per 5,8 milioni. Per questa vicenda fu arrestato il 14 luglio 2008 insieme ad altre nove persone, tra le quali assessori e consiglieri regionali. L' ex presidente fini' in carcere a Sulmona (L'Aquila) per 28 giorni e trascorse altri due mesi agli arresti domiciliari. A seguito dell'arresto Del Turco il 17 luglio 2008 si dimise dalla carica di presidente della Regione e con una lettera indirizzata all'allora segretario nazionale Walter Veltroni si autosospese dal Pd, di cui era uno dei 45 saggi fondatori nonche' membro della Direzione nazionale.
Le dimissioni comportarono lo scioglimento del Consiglio regionale e il ritorno anticipato alle urne per i cittadini abruzzesi. La decisione del tribunale collegiale di Pescara e' attesa per il prossimo 18 luglio.

TRE ANNI PER ANGELINI
I pm hanno inoltre chiesto per l'ex patron di Villa Pini Vincenzo Maria Angelini, imputato e allo stesso tempo parte offesa, tre anni e la prescrizione per alcuni capi di imputazione e l'assoluzione da un capo di imputazione per non aver commesso il fatto.

9 ANNI PER ARACU
Per l'ex parlamentare del Popolo delle Libertà, Sabatino Aracu, 9 anni di reclusione e l' interdizione legale e dai pubblici uffici.

PER CONGA 11 ANNI
Per l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, 11 anni di reclusione, interdizione legale e dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni capi di imputazione.
Per l'ex assessore alla Sanità della giunta di centrodestra, Vito Domenici, sono stati chiesti 4 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici; anche per Domenici é stata chiesta la prescrizione per alcuni reati.
Per l'ex assessore alle Attività produttive, Antonio Boschetti, 7 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni reati; per l'ex assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, 6 anni di reclusione, interdizione legale e dai pubblici uffici; per l'ex segretario di Mazzocca, Angelo Bucciarelli, 5 anni di reclusione, interdizione legale e dai pubblici uffici; per l'ex amministratore delegato della Humangest, Gianluca Zelli, 2 anni e 8 mesi;

PER QUARTA 9 ANNI, PER CESARONE 10ANNI
 Per l'ex segretario generale dell'ufficio di presidenza, Lamberto Quarta, 9 anni di reclusione e interdizione legale e dai pubblici uffici; per l'ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone, 10 anni di reclusione e interdizione legale e dai pubblici uffici; per il commercialista teatino, Giacomo Obletter è stata chiesta l'assoluzione per un capo di imputazione e la prescrizione per un altro; per l'ex direttore dell'Agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao sono stati chiesti 4 anni e interdizione legale e dai pubblici uffici; per Pierluigi Cosenza, 2 anni e 4 mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni reati; per Walter Russo, 2 anni di reclusione e 900 euro di multa, oltre all'interdizione dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni reati; per Luciano Di Odoardo, 1 anno e 6 mesi e 600 euro di multa, interdizione dai pubblici uffici; per Marco Penna, 2 anni e 2 mesi di reclusione; per Domenica Pacifico, 8 mesi di reclusione; per Silvio Cirone, 1 anno e 8 mesi di reclusione, prescrizione per un capo;
per Sandro Pasquali, 1 anno e 10 mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici; per Mario Romano, 1 anno e 6 mesi di reclusione; per Giampiero Di Cesare, 2 anni di reclusione, interdizione e dai pubblici uffici; per Paolo Gribaudi, assoluzione; per Mario Tortora, prescrizione; per Fabio De Concilio, 10 mesi di reclusione.
Per le due società imputate: Villa Pini d'Abruzzo e Barclays, i pm hanno chiesto multe. Per Villa Pini, una multa pari al valore di 600 quote; per Barclays pari a 300 quote. E' stata chiesta inoltre la confisca dei beni mobili ed immobili, sottoposti a sequestro nei confronti di Conga, Del Turco, Quarta, Cesarone e Aracu.
I pubblici ministeri hanno chiesto anche la restituzione degli atti all'ufficio del pm per procedere per falsa testimonianza nei confronti, fra gli altri, dei due consulenti della difesa Giacomo Gloria e Maurizio Arnone. 

CAIAZZA:«RICHIESTA INCOMMENTABILE»
 Non ha atteso la lettura delle richieste il legale di Ottaviano Del Turco, Giandomenico Caiazza, ripartito subito per Roma. Ma raggiunto al telefono ha avuto un attimo di esitazione quando gli è stata data la notizia della richiesta di 12 anni per il suo assistito.
«E' una richiesta incommentabile. Incommentabili - ha mormorato - sia la requisitoria sia la richiesta. Non faccio nessun commento che non vuol dire che 'non ho parole', perché quello che ho da dire lo dirò nella mia arringa del 10 luglio prossimo».

IL COMMENTO DI DEL TURCO SU FACEBOOK
«Non saprei nemmeno cosa rispondere, di fronte a questa enormità: 12 anni di carcere!!! Un saluto a tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere alla mia estraneità da questa storiaccia», ha scritto sul suo profilo Facebook Del Turco.

PM CITA PERTINI, «POPOLO ITALIANO HA SETE ONESTA'»
Nell’aprire le conclusioni della requisitoria finale, il pm Giuseppe Bellelli ha citato una frase dell'ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini: «Un socialista, un Presidente, un partigiano che una volta ha affermato che il popolo italiano ha sete di onestà, che la corruzione è nemica della libertà, che non esiste una moralità pubblica e una privata e che chi ne approfitta per fare potere è un affarista», ha detto Bellelli rivolgendosi verso i tavoli dove siedono gli imputati della sanitopoli abruzzese.
Durante la requisitoria, il pm Di Florio ha ripercorso anche le vicende che hanno portato al debito sanitario dell'Abruzzo sino al commissariamento. 

«SANITA’ COIMMISSARIATA PER COLPA DI DEL TURCO»
Un commissariamento, ha spiegato il pm, predisposto dal governo Berlusconi, ma la cui procedura fu avviata già con Prodi. «L'8 maggio 2008 - ha ricordato Di Florio - l'Abruzzo riceve la diffida a causa del peggioramento dei conti della sanità, creando dunque le condizioni per l'arrivo del commissario ad acta». Una situazione, per il pm, di cui fu responsabile la giunta Del Turco. «Loro - ha sottolineato - sono stati i responsabili, non noi. E ci devono spiegare perché per una mammografia oncologica si deve aspettare un anno e mezzo».