CRISI E LAVORO

Fater, Filctem Cgil contro l’azienda: «dividono le organizzazioni sindacali»

La richiesta di ricompattare il terreno del confronto

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Fater, Filctem Cgil contro l’azienda: «dividono le organizzazioni sindacali»




PESCARA. Alla Fater si avvia la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.
«Si tratta di una delle poche aziende della Provincia in salute», commenta il segretario Filctem Cgil Pescara Domenico Ronca, «dove si può contrattare e ottenere risultati positivi in termini di salario e migliore condizioni di lavoro».
Tuttavia, anche dove è possibile sperare di avere una trattativa serena, poiché non inficiata da richieste di cassa integrazione o aperture di procedure di mobilità, non tutto starebbe andando come sperato.
«Ci troviamo di fronte ad un atteggiamento aziendale che punta a dividere lo organizzazioni sindacali», protesta Ronca, «con il chiaro obiettivo di indebolire i lavoratori. Sono, oramai, alcune occasioni che l'azienda sottoscrive accordi con una sola parte della Rsu, che esclude la presenza di alcune sigle sindacali.
Una volta è stata esclusa la componente Uiltec-Uil della Rsu, e per ben due volte è stata esclusa la Filctem-Cgil».
Per Ronca si tratta di «un grave errore» di una azienda, che, nel passato, «non ha mai avuto comportamenti scorretti».
«Peraltro, con la Fater», spiega ancora il segretario, «la nostra organizzazione ha sempre avuto comportamenti positivi, anche in presenza di situazioni delle quali non ha avuto né informazioni adeguate, tantomeno tavoli di discussione: in particolare ci riferiamo all'investimento sulla centrale di co-generazione, laddove abbiamo rinunciato, forse sbagliando, ad esprimere le nostre valutazioni. Così come abbiamo consentito (e non era obbligatorio) le varie procedure di mobilità che hanno portato ad una riduzione di oltre un centinaio di lavoratori dall'attività produttiva dello stabilimento di Pescara, senza ancora avere certezza di incassare gli impegni assunti sulla stabilizzazione dei lavoratori precari, in particolare di quelli storici».
La Cgil chiede dunque di ristabilire un «terreno unitario di confronto» o lo scontro si alzerà.