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Edilizia Pescara, piovono premi di volumetria del 50%

Acerbo (Prc): «Deroghe ad altezze e distanze del Piano regolatore»

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Edilizia Pescara, piovono premi di volumetria del 50%





PESCARA. Dopo la sconfitta subita sul PP2 con l’annullamento da parte del Tar del permesso di costruire rilasciato alla società Pescaraporto (Milia e Mammarella) il Pdl va avanti.
L’amministrazione comunale porta oggi in Consiglio Comunale il progetto “3Gemme” di via del Circuito.

Nel primo caso si tratta della proposta di riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio Agrario provinciale, che prevede la realizzazione di quattro palazzine residenziali, di altezza massima di 25 metri (circa 7 piani), con parcheggi interrati su due livelli, e aree di cessione pubblica destinate a verde, parcheggi, con relativa monetizzazione di una superficie aggiuntiva

L’intervento prevede la demolizione degli attuali 6 fabbricati esistenti con destinazione terziaria-produttiva, ex sede del Consorzio Agrario, e la ricostruzione di 4 nuovi edifici con destinazione residenziale-commerciale
Ma oggi l’amministrazione Mascia porta in Consiglio anche la delibera attuativa della legge regionale 49/2012 che già nei mesi scorsi aveva fatto discutere perché ‘spalma’ su quasi tutto il territorio cittadino i premi di cubatura fino al 50% previsti nella legge regionale.

«Si tratta della peggiore legge approvata in Italia dopo il “decreto sviluppo” di Berlusconi», denuncia il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. «Al posto di casette potrebbero sorgere palazzoni senza nemmeno dover cedere le aree per gli standard persino nelle sottozone B2 e B3 dove la densità edilizia è già elevata. Consentire ai costruttori di aumentare i volumi esistenti del 50% nel centro di una città ingolfata e senza parcheggi e verde significherà moltiplicare operazioni come via Carducci».
Secondo Acerbo l’amministrazione comunale starebbe cercando «di accreditarsi presso i costruttori». «Infatti», spiega ancora, «la legge regionale cui facciamo riferimento è stata approvata sotto dettatura dell’Ance pescarese che ha apertamente ringraziato Sospiri e Pagano per gli sforzi profusi in Consiglio regionale per superare la nostra opposizione».
La monetizzazione prevede che invece di cedere gli standard di verde, parcheggi e servizi i privati potranno pagare il Comune. Insomma aumenterà ulteriormente il carico urbanistico ma senza cedere aree ad uso pubblico.

Dopo la sconfitta al Tar Acerbo si aspettava che la giunta Mascia facesse un passo indietro: «attendevo la revoca del permesso rilasciato a D’Andrea in via Carducci dove è in corso di realizzazione un palazzone e l’area destinata nel piano di recupero a piazza si trasformerà in parcheggio a servizio del mega condominio».
Adesso, derogare alle distanze e alle altezze fissate dal PRG significa «che gli edifici cresceranno in volume e altezza senza dover arretrare e cedere spazio. Praticamente gli edifici vicini saranno soffocati dai nuovi mostri. Roba da speculazione anni sessanta».
Per l’esponente della minoranza, in pratica, l’impatto di una simile delibera, che il Comune non è obbligato ad approvare, sarebbe «devastante» su una città che già paga le conseguenze della crescita edilizia disordinata del passato.

«Questa pioggia di premi di volumetria costituisce non solo un regalo alla rendita ma anche una cospicua mancata entrata per le casse comunali: le deroghe al Prg con gli accordi di programma almeno si pagano. Nessuna regione seria ha approvato una legge regionale del genere e il Consiglio Comunale ha il dovere di limitarne l’applicazione».