SANITA'

Abruzzo, in Senato promossa la Sanità della regione

«Regione in utile per il terzo anno consecutivo»

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Abruzzo, in Senato promossa la Sanità della regione


ABRUZZO. L'Abruzzo, in base ai dati presentati sui risultati di esercizio del IV trimestre 2012, è per il terzo anno consecutivo in utile insieme ad altre quattro regioni: Lombardia, Veneto, Umbria e Marche.
In ordine all'equilibrio finanziario, a partire dal 2010, la spesa effettuata è stata uguale ai fondi a disposizione per la sanità regionale. L'analisi di Massicci ha riguardato la spesa sanitaria corrente, che è passata da 1miliardo 819 milioni 282 mila euro del 2002 a 2 miliardi 331 milioni 846 mila euro del 2012, dal 2007 ad oggi è rimasta sostanzialmente la stessa. La spesa per i prodotti farmaceutici nel 2012 rispetto al 2002 è aumentata del 154 per cento, nel 2008 si spendevano 146 milioni oggi 175 milioni.
Tale spesa in percentuale sulla spesa sanitaria corrente nel 2008 era il 6,2 per cento oggi il 7,5 per cento. Come in tutte le Regioni è diminuita la spesa farmaceutica convenzionata che è passata da 267 milioni del 2008 a 223 milioni del 2012. La riduzione dell'incidenza di tale spesa rispetto alla spesa corrente è avvenuta di pari passo alla media nazionale, anzi nel 2012 la percentuale dell'Abruzzo è il 9,6 mentre dell'Italia è del 8,2. La spesa per beni e servizi nel 2012 rispetto al 2008 è aumentata del 13 per cento. E' aumentata la spesa per la medicina di base, passando da 151 milioni del 2008 a 153 milioni di oggi.
«I dati presentati al Senato mostrano - spiega il commissario Gianni Chiodi - quello che ho sempre affermato, che la spesa sanitaria da quando c'è questa giunta è rimasta sostanzialmente la stessa e che addirittura spese come quelle per i farmaci, i beni e servizi e la medicina di base sono aumentati. Ho ridotto la farmaceutica convenzionata e ho stabilito delle regole nei rapporti con i privati».
«L'Abruzzo, infatti - continua il commissario - ha ridotto la spesa per i privati il cui picco maggiore c'è stato nel 2007 quando si spendevano 449 milioni l'anno. Oggi si è ridotta del 22 per cento e incide sulla spesa sanitaria corrente per il 15,8 per cento contro il 19,3 del 2007».
La spesa per il personale dal 2002 ad oggi è aumentata del 18 per cento e rappresenta il 32,8 per cento della spesa corrente come la media italiana. «Mi rendo conto – ha ammesso Chiodi - che ci sono ancora delle criticità e dei programmi da portare avanti per generare un sistema sanitario di qualità, al pari delle regioni virtuose in cui il cittadino abruzzese abbia la qualità e la sicurezza delle cure, ma stiamo lavorando per arrivare a garantire un sistema in equilibrio perché solo in questo modo è possibile riuscire a garantire la salute ai cittadini».

GLI ASPETTI POSITIVI
La dettagliata relazione di Bevere sull'erogazione dei livelli essenziali di assistenza ha posto l'accento sui numerosi aspetti positivi e i risultati raggiunti dalle Regioni in piano di rientro. Per l'Abruzzo ha rimarcato la positività nell'apertura degli hospice, ma anche la necessità di raggiungere i 72 posti letto imposti alla nostra regione per essere adempiente all'indicatore Lea di riferimento, ma dopo Lanciano e Pescara tra qualche giorno sarà inaugurato anche l'hospice di Torrevecchia teatina, continuando il percorso di costruzione della rete delle cure palliative. Positivo il giudizio sulla riconversione dei quattro presidi ospedalieri (Pescina, Tagliacozzo, Casoli e Gissi), «le cui dimensioni non risultavano in linea con i parametri di sicurezza, efficacia ed efficienza nonché di corrispondenza all'effettivo fabbisogno della popolazione regionale».
Il Ministero della Salute ha messo in luce il decremento dell'ospedalizzazione a partire dal 2009: consistente la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza e il ricorso all'ospedalizzazione della popolazione ultrasettantacinquenne. Positiva la valutazione della razionalizzazione della rete dei laboratori pubblici e privati e dell'approvazione della nuova rete dell'Emergenza-Urgenza. La Regione è stata invece invitata a definire le strutture semplici e complesse, («processo che i manager stanno ultimando»), e a fornire un resoconto sullo stato di accreditamento delle strutture dopo la definizione del fabbisogno della residenzialità, semiresidenzialità e specialistica ambulatoriale.