IL PROCESSO

Pescara, manifesti razzisti contro rom: chiesti 25 mila euro di risarcimenti a Pdl e Lega

Il 20 giugno attesa la sentenza

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6599

Pescara, manifesti razzisti contro rom: chiesti 25 mila euro di risarcimenti a Pdl e Lega




PESCARA. E' in programma il prossimo 20 giugno la sentenza da parte del Tribunale civile di Pescara circa la vicenda dei manifesti 'discriminatori' nei confronti della comunità rom.
I manifesti vennero pubblicati e diffusi dopo l'omicidio di Domenico Rigante, il 24enne tifoso del Pescara, ucciso con un colpo di pistola il primo maggio 2012 nel capoluogo Adriatico.
Per l'omicidio sono finiti agli arresti cinque rom, i quali mattina dovranno comparire davanti al gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, per essere giudicati.
Per quanto riguarda la presunta discriminazione, si è tenuta mercoledì mattina a Palazzo di Giustizia una nuova udienza, poi rinviata per consentire agli avvocati delle parti di presentare le memorie conclusive. Nella vicenda sono convolti il Pdl, nella persona del coordinatore provinciale Lorenzo Sospiri, e la Lega Nord Abruzzo, nella persona di Marco Rondini, ex commissario regionale e responsabile di un sito internet.
A Pdl e Lega Nord, tre rom e due associazioni chiedono 25 mila euro di risarcimento danni. Due gli episodi contestati. Al Pdl quello riguardante l'affissione a Pescara di un manifesto

con la scritta il partito "mantiene gli impegni. Fuori dalle case popolari rom e delinquenti", mentre alla Lega si contesta un comunicato stampa riguardante l'allontanamento degli zingari da Pescara.
I due partiti si difendono sostenendo che «non vi è stato alcun atto di discriminazione», in quanto «gli sfratti eseguiti non furono soltanto a carico dei rom, ma anche di altre famiglie che occupavano abusivamente appartamenti nel quartiere Rancitelli». Per quanto concerne l'udienza per rito abbreviato circa l'omicidio Rigante in programma giovedì mattina potrebbe essere nuovamente rinviata in attesa del pronunciamento della Cassazione sulla richiesta di spostamento del processo dal Tribunale di Pescara, avanzata dalla difesa per questioni di sicurezza.
Per i legali la tensione tra la comunità rom e i pescaresi «già endemiche alla città di Pescara e connotate anche da una forte componente razziale, sono tali da ingenerare pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica» e il clima «forcaiolo» potrebbe condizionare giudici e avvocati.