LAVORO IN CRISI

Abruzzo/Trasporti, vertenza Satam Chieti, confermati i licenziamenti

Sindacati sul piede di guerra

Redazione Pdn

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CHIETI. Si è tenuto ieri nella sede di Confindustria l’ incontro convocato dalla Satam per esperire la prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione.
Le procedure sono state avviate dalle segreterie regionali Filt Cgil e Fit Cisl Abruzzo a seguito del licenziamento di tre autisti «per motivi economici» e <senza aver prima effettuato alcun tipo di confronto con le Organizzazioni sindacali».
«Tale decisione è stata adottata, non a caso», denunciano il segretario Filt Cgil Franco Rolandi e di Fit Cisl Alessandro Di Naccio, «subito dopo la sentenza del Tribunale di Chieti (del 28 marzo 2013 Giudice Nicola Valletta) che ha respinto il ricorso presentato dalla stessa Satam, congiuntamente all'Organizzazione sindacale Ugl, avverso ad un referendum promosso da tutte le sigle sindacali regionali (Ugl compresa) per respingere un accordo che riduceva sensibilmente il salario del secondo agente su tutte le linee commerciali, indipendentemente dalla sussistenza o meno di elementi di anti economicità».
Filt Cgil e Fit Cisl evidenziano inoltre che in base all'accordo interconfederale del 28 maggio 2011, e in particolare sulla rappresentanza e rappresentatività riferita all'anno precedente, l'Organizzazione sindacale aziendale Ugl non era titolata alla firma dell'accordo in parola.
«Il mancato accordo», spiegano ancora Rolandi e Di Naccio, «non avrebbe mai determinato riflessi economici negativi sulla linea, Pescara – Bologna, successivamente soppressa dalla Satam ed alla base del licenziamento, in quanto la stessa linea non prevedeva l'utilizzo del secondo agente. Peraltro, la presenza di misure alternative ai licenziamenti ai quali la Satam avrebbe potuto fare ricorso, come ad esempio la Cassa integrazione in deroga nonché i Contratti di Solidarietà, che avrebbero avuto la condivisione dei lavoratori, inducono le organizzazioni sindacali ad ipotizzare che si sia trattato di una misura ritorsiva rispetto al giudizio della sentenza».
Per i sindacati, inoltre, i tre licenziamenti risultano incompatibili con la presenza in Satam di personale posto in quiescenza già da qualche anno e che ha peraltro beneficiato in passato di incentivi all'esodo (superbonus): «davvero una bella contraddizione per i tanti esodati che non godono né di pensione e ne' di salario e per i tre licenziati che non avranno alcun tipo di reddito».