ARRESTI

Abruzzo/Cavalieri fasulli, affari veri: nuovi guai giudiziari per il professor Luigi Panzone

I carabinieri di Roma hanno arrestato 7 persone per associazione a delinquere

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PESCARA. La misura cautelare gli è stata  notificata  questa mattina nella sua abitazione di Pianella.
Brutta sorpresa per il professor Luigi Panzone, docente di dipartimento dei metodi quantitativi e filosofico educativi presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti Pescara.
Il professore risulta tra gli indagati dell’operazione che è partita da Roma e che ha coinvolto anche altre regioni.
Secondo quanto emerso gli arrestati di oggi garantivano lavoro in Italia a centinaia di stranieri provenienti dalla Tunisia, fingendosi cavalieri dell'ordine di Malta.
I carabinieri della compagnia di Roma Trastevere e della stazione di Roma Monteverde Nuovo hanno notificato in tutto 10 provvedimenti restrittivi (7 ordinanze di custodia cautelare in carcere, una misura dell'obbligo di presentazione in caserma e due misure dell'obbligo di dimora) nei confronti di persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa, conferimento illecito di onorificenze e decorazioni cavalleresche e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Le regioni coinvolte sono  Lazio, Abruzzo, Calabria e Veneto.
I componenti dell'associazione operavano sotto l'egida di una seconda associazione di volontari della Protezione Civile per procurare illegalmente l'ingresso in Italia - formalmente per la frequentazione di un corso per l'uso del defibrillatore - di 350 cittadini tunisini, ai quali erano stati chiesti tra i 2.000 e i 5.500 euro con la promessa dell'ingresso in Italia per un successivo lavoro.
Per lo stesso motivo, già lo scorso 23 novembre 2012, erano state arrestate tre persone responsabili di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, fermate alla Dogana dell'aeroporto di Fiumicino mentre tentavano di far entrare in Italia 66 tunisini.
Le vittime erano state fornite di un falso visto collettivo del Ministero degli Esteri, falsi cartellini di appartenenza al Sovrano Ordine Ospitaliero Melitense di San Giovanni da Gerusalemme Cavalieri di Malta, in qualità di volontari, e pettorine catarifrangenti con le insegne del falso ordine.

LA DENUNCIA PARTE DA UNA TIPOGRAFIA
L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore  Dovinola della Procura della Repubblica di Roma, scaturisce dalla denuncia presentata il 9 novembre del 2012 dalle titolari di una tipografia, che avevano ricevuto una commessa sospetta riguardante la stampa di alcuni passaporti da parte di uno degli indagati, presentatosi come rappresentante di un’agenzia diplomatica internazionale.
 Le successive investigazioni hanno consentito di appurare che gli indagati l’11 novembre 2009 avevano costituito a Latina una prima associazione denominata “Grand Prieuré Melitense du Orde Souverain de Saint-Jean de Jerusalem Chevaliers de Malte, Ordine Militense del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme - Cavalieri di Malta.
Il 5 novembre 2012 avevano costituito una seconda parallela associazione denominata “Volontari di Protezione Civile S.O.M.S.J. del Grand Prieuré Melitense Sovrano Ordine Ospitaliero Melitense di San Giovanni di Gerusalemme – Cavalieri di Malta”, non riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio.

IL MONDO ‘PARALLELO’
Sono in corso indagini per verificare l’impiego delle ingenti somme di denaro ricavate dall’illecita attività. E’ stata accertata la presenza di vari conti correnti, collegati all’associazione, sparsi per il mondo. L’associazione aveva “ambasciatori e corrispondenti” presso varie nazioni del mondo.
Avevano un Ministero degli Affari Esteri, un Comandante della Guardia di Onore dei Cavalieri, avevano creato un sito internet che è la brutta copia del sito del vero Sovrano Militare Ordine di Malta, S.M.O.M., tale da indurre in errore i visitatori del sito.

PANZONE «UOMO D’AFFARI DELL’ORDINE PER LA REPUBBLICA DI ISRAELE»
Nelle diverse perquisizioni dei carabinieri coordinati dal maggiore Massimiliano Sole sono stati anche trovati documenti con l’intestazione di “Luigi Panzone, uomo d’affari dell’ordine”, una sorta di titolo che l’ordine aveva assegnato proprio al professore pescarese. Era lui che tramite una attività di lobbing era riuscito a fornire contatti utili per l’organizzazione.
 Ed era sempre il professore, dicono le carte dell'inchiesta, che per la sua professione teneva i rapporti economici e d’affari. I carabinieri hanno già avviato anche rogatorie per avere informazioni su numerosi conti all’estero gestiti dall’ordine.
Per Panzone il gip ha imposto l’obbligo di dimora nella sua abitazione, una misura cautelare più lieve degli arresti ma di fatto è una nuova grana giudiziari per il docente non nuovo alle aule di tribunale.
Il 56enne nei mesi scorsi era stato indagato anche nell’ambito di un’altra inchiesta (quella sul “partito dell’acqua”) con l’accusa di aver ‘venduto’ esami all’Università. La Procura di Pescara mette in dubbio, infatti, la regolarità di percorso di studi dell’ex sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio, e ha puntato  l’attenzione sul rapporto molto stretto tra l’amministratore pubblico e il professore. Entrambi sono accusati di corruzione in concorso. Proprio questa mattina a Pescara era prevista la prima udienza dibattimentale rinviata al 2014.
Ma il docente in passato rimase coinvolto in un’altra inchiesta relativa al consorzio acquedottistico chietino per fatti del 1999 e per i quali è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per truffa aggravata ed un risarcimento di oltre 2 mln di euro in solido con un altro condannato.
Si tratta della vicenda che ruota intorno ad una speculazione in borsa da due milioni di euro, circa. Soldi volatilizzati. Una volta investiti, avrebbero dovuto fruttare 18 milioni di dollari invece niente.
Nei prossimi giorni Panzone sarà interrogato dal gip di Roma che deciderà sull' eventuale affievolimento della misura mentre l’inchiesta continua.

Alessandro Biancardi