POST TERREMOTO

2 giugno, Cialente diserta celebrazioni: «voglio i soldi per la ricostruzione»

Pezzopane: «settimana decisiva per gli emendamenti»

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L'AQUILA NOTTE TRANSENNE




PESCARA. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha disertato le manifestazione per la festa della Repubblica.
Ha deciso questa linea per continuare la protesta contro il Governo cominciata alcune settimane fa per denunciare il mancato invio di fondi per la ricostruzione, fatto che ha determinato il blocco del processo di recupero e rilancio dei territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009.
Oggi il primo cittadino sarà ricevuto dal presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, al quale «chiederò di venire in visita all'Aquila per capire la nostra situazione».
In riferimento all'assenza dalle celebrazioni per la festa della Repubblica, Cialente ha spiegato che «prosegue la mobilitazione della città perché questa è una decisione del Consiglio comunale, questa azione è vitale, girando per la città mi sono reso conto che la gente ha capito, mi dice 'vai avanti a salvare L'Aquila».
Il sindaco ha aperto la mobilitazione riconsegnando la fascia tricolore al presidente della Repubblica, facendo rimuovere le bandiere dalle sedi comunali e respingendo l'invito di Napolitano di riprendere il tricolore: la sua azione ha causato il decreto del prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci, che ha intimato, finora invano, al primo cittadino di tornare sui propri passi, pena la rimozione dall'incarico.
Oggi «chiederò a Letta la conferma del miliardo e 200 milioni, cioé i 200 milioni per sei anni, che ci verranno anticipati per quest'anno - ha continuato Cialente - e poi quali sono le strategie per le risorse future che abbiamo già chiesto con il crono programma e che sono costituite dal miliardo l'anno fino al 2018. Gli dirò anche che sarebbero bastati meno soldi per il miliardo aggiuntivo se si fosse utilizzato il meccanismo della cassa depositi e prestiti. Comunque, sono fiducioso».
Martedì intanto all'Aquila arriverà il ministro per la coesione territoriale, Carlo Trigilia, che ha la delega per seguire il processo di ricostruzione.

SETTIMANA DECISIVA EMENDAMENTI
E questa appena cominciata sarà una settimana decisiva per gli emendamenti pro L’Aquila e cratere.
Gli emendamenti saranno assorbiti e presentatati direttamente dal governo, nella proposta del relatore Stefano Esposito (Pd)- spiega la senatrice Stefania Pezzopane-.
Oggi sarà ancora una giornata dedicata ad incontri e riunioni. Martedì mattina si riuniranno l’ottava e la tredicesima commissione e se il provvedimento avrà il via libera, potrà approdare in Aula già da martedì pomeriggio.
«L’emendamento decisivo», spiega Pezzopane, «è quello del miliardo e duecento milioni per la ricostruzione. Un risultato decisivo, considerato il punto di partenza, che siamo riusciti ad ottenere con un piccolo aumento delle imposte fisse sul bollo. Finalmente il governo ha compreso che la ricostruzione va finanziata con nuove entrate, sicure e non generiche, come era accaduto con i giochi de Lotto o con i farmaci. Il nostro obiettivo, adesso, è quello di consentire di spendere l’anticipazione in tempi brevi, tra il 2013 e il 2014».
Non è stato possibile utilizzare il sistema della Cassa Depositi e Prestiti, che avrebbe consentito di risolvere gran parte della ricostruzione. «Ma la partita non termina qui», assicura la senatrice. «Abbiamo già programmato un incontro con gli europarlamentari PD, Pittella, Sassoli e Cozzolino, per capire come aprire una nuova trattativa con il Parlamento europeo e le Commissioni Ue».
C’è poi l’emendamento sul patto di stabilità, che sarà inserito e assorbito in un emendamento che associa il cratere abruzzese a quello emiliano e che consentirebbe, agli enti locali dei due crateri, la deroga per gli investimenti all’interno di una concessione di risorse di 30 milioni. «Sono l’unica parlamentare ad aver presentato la proposta», specifica Pezzopane, «e se passasse, come mi auguro, sarebbe una conquista importante e decisiva per il nostro territorio».
Inoltre ci sono gli emendamenti che consentono la proroga dei precari fino a fine anno, un emendamento che aveva visto in un primo momento il parere negativo; nuove regole per l’assistenza alla popolazione, e la liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori (SAL), con il sistema dell’autocertificazione, che consentirebbe di snellire i pagamenti alle imprese.
Non ultima la questione delle macerie. «Spero di aver superato le perplessità iniziali dei Ministeri della Coesione Territoriale e dell’Ambiente. Il coinvolgimento diretto dell’ASM nella gestione delle macerie consentirebbe un risparmio maggiore e la garanzia di mantenere l’occupazione sul territorio».

5 MILA SOTTO LA PIOGGIA
Nemmeno il maltempo, invece, è riuscito a fermare la manifestazione, i 5000 abruzzesi che sotto una pioggia battente hanno sfilato sabato nel centro storico dell’Aquila, tra i palazzi storici e i monumenti puntellati per le tre priorità della regione: lavoro, ricostruzione e sociale. Priorità sulle quali Gianni Di Cesare, Maurizio Spina e Roberto Campo, rispettivamente segretari regionali di Cgil Cisl e Uil, hanno più volte richiamato la politica e le istituzioni regionali e che sono tornate in tutti gli interventi dal palco, conclusi da Guglielmo Loy, della segreteria nazionale della Uil. Problemi parzialmente comuni (terremoto a parte) alle altre regioni e che la Cgil e gli altri sindacati porteranno all’attenzione nazionale nella manifestazione del 22 giugno a Roma.

Tornando all’Abruzzo, per i sindacati regionali il lavoro deve essere la priorità delle istituzioni,
della politica e del sistema delle imprese abruzzesi; inoltre va avviata la ricostruzione pesante dell’Aquila e dei Comuni del cratere sismico (che può rappresentare un’occasione per il rilancio dell’occupazione e delle aziende non solo abruzzesi) e vanno messe in campo e finanziate politiche sociali più incisive. Tra i temi che Cgil Cisl e Uil indicano alla politica abruzzese per gli ultimi mesi di legislatura regionale ci sono il contrasto alla povertà, la necessità di garantire il diritto alla salute e quello allo studio, i servizi per l’infanzia e la gioventù, la lotta all’evasione fiscale, il superamento del gap infrastrutturale abruzzese, la riorganizzazione dei trasporti stradali e della ferrovia adriatica, una politica industriale che valorizzi gli investimenti in innovazione e
ricerca, l’avvio della programmazione dei Fondi Europei 2014-2020 e la riorganizzazione
del personale della Regione.