LAVORI PUBBLICI

Pescara, riqualificazione Corso Vittorio, il progetto di Mascia arriva «in tutti i negozi»

Sull’errore dei due documenti «solo un refuso»

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ISOLE SALVAPEDONI RIVIERA NORD PESCARA

Fiorilli




PESCARA. Nessun mistero, nessuna leggerezza, solo un refuso.
Così l’assessore alla riqualificazione urbana Berardino Fiorilli e il dirigente del Servizio lavori pubblici Fabrizio Trisi replicano alle accuse del Pd in merito al progetto di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele.
Due versioni diverse (quella cartacea e quella scaricabile on line) che non coincidevano perfettamente.
Ma l’amministrazione pubblica rispedisce al mittente tutte le accuse anche se comunque deve ammettere che un errore c’è stato. «La delibera sulla riqualificazione, e non la semplicistica pedonalizzazione, di corso Vittorio Emanuele, approvata dalla giunta, è corretta», assicura Fiorilli.
«E oggi la città è stanca di una minoranza che trascorre il proprio tempo alla disperata ricerca di passi falsi da parte di chi governa la città, piuttosto che collaborare alla crescita del territorio, una minoranza priva di proposte e di idee».


A giorni, ha spiegato Fiorilli, il progetto verrà portato «in ogni negozio e in ogni casa. Mostreremo i rendering del progetto di riqualificazione raccontando e illustrando a ogni singolo cittadino interessato cosa prevede quel progetto ambizioso e straordinario, che mira a incrementare la sostenibilità e la qualità della vita della città intera».
Il clima in città sulle nuove opere di urbanizzazione della giunta Mascia è infuocato. Un po’ perché la campagna elettorale già comincia a farsi sentire, un po’ perché anche le titubanze della maggioranza stessa offrono il destro per critiche e contestazioni.
Solo qualche giorno fa il Comune ha dovuto per esempio rivedere le isole pedonali sulla riviera nord, giudicate da più parti pericolose oltre che bizzarre. Nelle stesse ore il Tar ha bocciato il permesso a costruire rilasciato dall’amministrazione alla società Pescaraporto per la costruzione di tre edifici da 21 metri nei pressi del porto turistico, sul lungomare sud. 


Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) chiede di riaprire un dibattito sul Pp2, il Pd sostiene invece che ci sia stato «un disastro totale» e che la sentenza «segnala un elemento di preoccupante gravità nel passaggio in cui il Collegio giudicante smentisce la difesa del Comune che aveva offerto come parte di giustificazione al rilascio del permesso a costruire l’applicazione di una norma che risulta inesistente nel Piano regolatore Generale».
Critiche vengono mosse anche sul progetto del ‘Parco delle dune’, nome altisonante che però non coinciderebbe con il risultato finale. Sinistra Ecologia Libertà esprime forti perplessità, per esempio, sul progetto della collinetta ciclopedonale che il comune intende realizzare nella riviera sud. Primo motivo di dissenso: «buttare una colata di cemento e costruire una specie di “cavalcavia” con le aiuole stona completamente con quella porzione di città poiché insiste su una zona protetta ovvero la “Riserva naturale pineta dannunziana”», fa notare Roberto Ettorre.
Secondo motivo: «non riusciamo a comprendere l’utilità di tale iniziativa realizzata senza un approfondito studio dei flussi riguardanti la viabilità ciclabile della città».
Intanto il 4 e 5 giugno l’Ordine degli Architetti di Pescara e il dipartimento di Architettura in collaborazione con l’Inu hanno organizzato un convegno-tavola rotonda per discutere sulle trasformazioni e sulle azioni urbane della città.


All’evento sono stati invitati anche i rappresentanti del Comune. L’idea è quella di aprire un dibattito «che necessita di essere condiviso fra tutte le componenti professionali e culturali più sensibili, perché può essere, anzi deve essere necessariamente uno strumento indispensabile per un percorso volto a generare processi di qualità della città e dei territori, un processo di rigenerazione urbana sostenibile».
Gli architetti chiedono una città «sostenibile e dialogante». Per questo il convegno è stato pensato presso i locali della ex stazione ferroviaria di Portanuova, sede preposta alla nascita dell'Urban Center cittadino.
Sono previsti 5 tavoli per 5 ambiti tematici individuati, in base a caratteristiche di incompiutezza, difficoltà di attuare procedure amministrative efficaci, centralità degli spazi pubblici: «luoghi che potrebbero rappresentare invero elementi attrattori e competitivi quali Area di risulta, ex Cofa, ex Cogolo, la questione della Mobilità urbane alternativa ed il Piano Fontanelle-Sambuceto».