L'UDIENZA

Sanitopoli.Il perito: «Angelini ha ragione: la foto delle mele è scattata il 2 novembre 2007»

Ricostruita la data delle presunte tangenti

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Sanitopoli.Il perito: «Angelini ha ragione: la foto delle mele è scattata il 2 novembre 2007»

Una delle foto: Angelini davanti casa di Del Turco





PESCARA. Due novembre 2007: è la data centrale del maxiprocesso sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese.
E’ il giorno della presunta dazione di Vincenzo Angelini a Ottaviano Del Turco, a Collelongo, documentata da foto sfuocate e generiche (tra cui quella col giubbino blu, della maxi mazzetta e delle mele) ma che il perito ha saputo far parlare, raccontando un sacco di elementi utili.
Difficile era credere che foto così brutte, mosse, fuori fuoco e apparentemente insignificanti potessero tornare utili ai fini del processo. E invece dopo la deposizione di questa mattina è stato evidente che saranno importanti in vista della decisione finale.


Il professor Roberto Baldoni e l'ingegnere Luca Montanari della Sapienza di Roma in una lunghissima disamina della loro relazione tecnica hanno spiegato il lavoro ed il loro modo di procedere e ragionare per arrivare ad alcuni dati certi e ad altri probabili, altri ancora non impossibili ma davvero difficili o inverosimili.
Il problema era nato dal fatto che Angelini ha sempre detto di aver scattato quelle foto il 2 novembre 2007, il giorno in cui andò a casa dell’ex presidente per consegnare una delle tante tangenti. Anche la perizia del pm aveva avvalorato la tesi studiando le foto prodotte dall’imprenditore. Il consulente di parte invece aveva asserito che quelle foto erano relative al 2006, cioè un anno prima, e questa era la prova “scientifica” che Angelini mentiva. Mentiva sulle date e mentiva su tutto il resto.
Oggi nello specifico i periti hanno spiegato che dal loro studio è emerso innanzitutto che le foto dalla 1 alla 53 riportano la data di default (cioè relativa non corrispondete a quella reale), ‘1-01-2005’.
Se non si imposta l’ora questa inizia automaticamente da quella data. Così ogni foto ha una data ed un orario relativi dai quali si possono evincere anche gli intervalli di tempo e di scatto tra l’una e l’altra. Inoltre i periti hanno detto che non sono stati modificati i nomi dei file che riportano un numero progressivo. Per questo si è stabilito con certezza che la foto 2, per esempio, è precedente alla 3.
Si doveva però arrivata a datare certamente le foto. I periti hanno notato che nella foto 59 (estranea alla vicenda in questione ma ugualmente scattata da Angelini) era stata inquadrata una sala operatoria: lì erano ben visibili anche due orologi. Grazie a questi si è potuto dunque calcolare la differenza di orario tra quello relativo e quello effettivo. Rimaneva comunque il problema del giorno e dell’anno.


Nella medesima foto ingrandita e opportunamente modificata si è potuto notare su un tavolo una cartella clinica sulla quale si è potuto leggere il numero.
Recuperata nella clinica la cartella si è stabilito che quella cartella era lì perché la paziente doveva subire un parto cesareo che è avvenuto il 21 ottobre 2006 . Considerato che la data della macchinetta indicava la data del 17 marzo 2005, i due professori hanno calcolato uno sfasamento di un anno, 7 mesi e 4 giorni (583 giorni).
A questo punto sono stati dedotti tutti gli elementi per datare «quasi certamente» le foto, tutte quante grazie all’orario relativo di ognuna. Queste deduzioni sono state quindi applicate anche alle foto dalla 82 alla 95 relative alla presunta tangente.
Queste fotografie sono datate sulla macchinetta 29 marzo 2006, aggiungendo a questa data un anno, 7 mesi e 4 giorni si arriva al 2 novembre 2007.
Dunque anche la foto della presunta mazzetta è stata scattata il 2 novembre, nel primo pomeriggio, mentre la foto delle mele (consegnate dopo la presunta dazione) in serata.


Non vi è tuttavia certezza assoluta che le date non siano state manomesse.
I periti hanno infatti detto che in astratto prima degli scatti si sarebbe potuto settare giorno e anno a piacere per poi datare falsamente le foto. Ma il comportamento sarebbe stato senza logica e difficilmente comprensibile (la data riportata nei file era infatti 2005 e non quella che si presume 2007).
L’avvocato Giandomenico Caiazza che difende Del Turco ha però fatto dire al perito che in effetti è possibile, a posteriori, intervenire sui file proprietà delle foto e modificare le date con una operazione non semplicissima ma possibile. Dunque quello di oggi è stato un momento fondamentale del processo se non altro per un dato: i periti sono stati nominati dallo stesso tribunale e dunque saranno tenuti in considerazione.
Altra cosa è che a meno di nuovi colpi di scena viene rafforzata la credibilità di Angelini che aveva vacillato qualche settimana fa a causa dell’inciampo nel “giubbino blu”.
Si attende ora la controdeduzione della difesa che dovrà dimostrare che in effetti Angelini abbia di fatto manomesso i file e spiegare perché abbia poi deciso di inserire una data diversa da quella reale (il che avrebbe facilitato la vita a tutti).

Alla fine della fiera però resta da capire che valore avranno queste foto nell'economia del processo visto che non provano -comunque la si veda- la dazione.
 
Alessandro Biancardi