IL REFERENDUM

Abruzzo/ Come risparmiare 134 milioni di euro in 10 anni: «serve la Grande Pescara»

Costantini: referendum per fusione Pescara, Montesilvano e Spoltore

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Abruzzo/ Come risparmiare 134 milioni di euro in 10 anni: «serve la Grande Pescara»

Abruzzo/ Come risparmiare 134 milioni di euro in 10 anni: «serve la Grande Pescara»
Costantini: referendum per fusione Pescara, Montesilvano e Spoltore»
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PESCARA.  Per Carlo Costantini (Mov139), Nazario Pagano «dopo due anni trascorsi inutilmente», deve  attivarsi personalmente per «la immediata celebrazione del referendum sulla Grande Pescara».
L’idea è quella di far esprimere i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore sul progetto di fusione in un'unica Città, ai sensi di quanto previsto dall'art. 133, comma 2 della Costituzione.
«La proposta - spiega Costantini - ha suscitato immediatamente interesse ed apprezzamento da parte di rappresentanti di istituzioni e di categorie sociali, contenendo in sé non solo una risolutiva risposta ai bisogni di semplificazione e di riduzione dei costi delle attività politiche ed amministrative ormai non più rinviabili, ma anche e soprattutto la prospettiva di un riposizionamento strategico di Pescara e dell'intero Abruzzo, nell'ambito della competizione da anni in corso tra città adriatiche; competizione che fino ad oggi ha visto Pescara perdere troppe sfide, a vantaggio di Ancona e di Bari». 
Sulla proposta di referendum Costantini ha fatto redigere un articolato studio, pubblicato sul sito pescaramontesilvanospoltore.it, che ha rivelato addirittura che, dall'approvazione della stessa proposta, deriverebbero maggiori entrate e risparmi in termini di minori spese complessivamente pari a circa 134 milioni di euro, nell'arco di un decennio.
«Una somma gigantesca», spiega il consigliere regionale, «se si considera la grave crisi economica che stiamo vivendo». 
Sul piano procedurale, però, la proposta, che pure ha ottenuto il parere favorevole del Collegio per le Garanzie Statutarie, giace nei cassetti del Consiglio regionale da ormai oltre due anni. 
Ma da allora «neppure si è consentito all'Aula di esprimersi sulla sua stessa indizione. La circostanza risulta di straordinaria gravità, se solo si considera quanto forte è il desiderio di partecipazione dei cittadini e quanto utili si siano rivelati questi strumenti di democrazia partecipata, ovunque siano stati attivati». 
«Anche la motivazione dei presunti costi necessari per la celebrazione del referendum ormai non regge più, sia perché si sarebbe potuto votare con le ultime elezioni politiche, sia perché nei prossimi mesi si voterà per le regionali e per le comunali di Pescara, ben potendosi di conseguenza associare il referendum ad uno dei questi due (ineludibili) appuntamenti elettorali, ove necessario anche intervenendo con specifiche modifiche legislative, laddove si rinvengano particolari impedimenti procedurali».
PESCARA.  Per Carlo Costantini (Mov139), Nazario Pagano «dopo due anni trascorsi inutilmente», deve  attivarsi personalmente per «la immediata celebrazione del referendum sulla Grande Pescara».L’idea è quella di far esprimere i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore sul progetto di fusione in un'unica Città, ai sensi di quanto previsto dall'art. 133, comma 2 della Costituzione.

«La proposta - spiega Costantini - ha suscitato immediatamente interesse ed apprezzamento da parte di rappresentanti di istituzioni e di categorie sociali, contenendo in sé non solo una risolutiva risposta ai bisogni di semplificazione e di riduzione dei costi delle attività politiche ed amministrative ormai non più rinviabili, ma anche e soprattutto la prospettiva di un riposizionamento strategico di Pescara e dell'intero Abruzzo, nell'ambito della competizione da anni in corso tra città adriatiche; competizione che fino ad oggi ha visto Pescara perdere troppe sfide, a vantaggio di Ancona e di Bari». 

Sulla proposta di referendum Costantini ha fatto redigere un articolato studio, pubblicato sul sito pescaramontesilvanospoltore.it, che ha rivelato addirittura che, dall'approvazione della stessa proposta, deriverebbero maggiori entrate e risparmi in termini di minori spese complessivamente pari a circa 134 milioni di euro, nell'arco di un decennio.«Una somma gigantesca», spiega il consigliere regionale, «se si considera la grave crisi economica che stiamo vivendo». Sul piano procedurale, però, la proposta, che pure ha ottenuto il parere favorevole del Collegio per le Garanzie Statutarie, giace nei cassetti del Consiglio regionale da ormai oltre due anni. Ma da allora «neppure si è consentito all'Aula di esprimersi sulla sua stessa indizione. La circostanza risulta di straordinaria gravità, se solo si considera quanto forte è il desiderio di partecipazione dei cittadini e quanto utili si siano rivelati questi strumenti di democrazia partecipata, ovunque siano stati attivati». «Anche la motivazione dei presunti costi necessari per la celebrazione del referendum ormai non regge più, sia perché si sarebbe potuto votare con le ultime elezioni politiche, sia perché nei prossimi mesi si voterà per le regionali e per le comunali di Pescara, ben potendosi di conseguenza associare il referendum ad uno dei questi due (ineludibili) appuntamenti elettorali, ove necessario anche intervenendo con specifiche modifiche legislative, laddove si rinvengano particolari impedimenti procedurali».