IL FATTO

«False residenze a Pizzoferrato: elezioni alterate»

La lista “Uniti per Pizzoferrato” si lancia in «una battaglia per la legalità»

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«False residenze a Pizzoferrato: elezioni alterate»
PIZZOFERRATO. Chi ha perso  non ci sta ed ora tira fuori il presunto caso delle «false residenze» nel paesello delle seconde case.

Il problema che denuncia oggi la lista capeggiata dallo sconfitto Toni Ragnelli, insieme agli altri candidati consiglieri, è in sostanza il fatto che con l’arrivo di «oltre 100 forestieri residenti» per lo più dalla Campania questi avrebbero falsato l’esito del voto delle amministrative del 26 e 27 maggio a Pizzoferrato.

Ci sarebbero anche casi già noti alle cronache (Alassio, Limatola) e così si accoda anche Pizzoferrato che esce da un mandato del sindaco Nicola Tarantini ed oggi (fino a decisione contraria) ad amministrare sarà Palmerino Fagnilli eletto con 513 voti e 65,6% di preferenze con la lista civica "Diamoci una mano".

«Nel nostro Comune» evidenziano il capolista Toni Ragnelli ed i suoi candidati Aladino Pasquarelli, Michele Di Sciullo, Carmine Tarantini, Lucio Di Cesare ed Eva Maria Tarantini, «vi è stata l’invasione di circa 100 elettori proprietari,  per la maggior parte provenienti dalla vicina Campania, delle seconde case ubicate nei pressi del  villaggio turistico “Valle del Sole”. L’afflusso dei “pendolari elettori”  si è registrato nella sezione numero 1 condizionando in modo irreversibile il voto».

La lista “Uniti per Pizzoferrato”,  uscita sconfitta, preannuncia battaglia denunciando l’accaduto al  Ministro dell’Interno  ed  al Prefetto di Chieti,  «affinchè si provveda all’annullamento delle elezioni».  Inoltre, i componenti la lista,  sostengono  che «il fenomeno delle false residenze crea di fatto un minor gettito delle imposte Imu (Tarsu) a discapito del già magro bilancio comunale».

«La nostra è una battaglia di legalità», sostengono , «provvederemo  nei prossimi giorni anche ad  interessare l’Autorità Giudiziaria e l’Agenzia delle Entrate di Lanciano e dei luoghi di provenienza dei “presunti concittadini”, con formale denuncia finalizzata ad accertare le eventuali irregolarità».

Motivazioni che saranno eventualmente valutate dalle autorità interessate che però lasciano in sospeso alcune domande: chi e perché avrebbe concesso “false residenze”? Per quali ragioni? Di chi sono eventualmente le responsabilità? E poi come fanno i componenti della lista sconfitta ad affermare che si tratta di «residenze false»?

Infine appare singolare anche il caso -pur dando per buono quanto denunciato- che tutti i forestieri abbiano votato per l’altra lista. Bisogna attendere per saperne di più.