LAVORO IN CRISI

Abruzzo/ Cassintegrati alla canna del gas, protesta estrema in attesa dei soldi

Ieri è toccato a Villa Pini, la Regione chiede, il Governo (forse) risponde

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LAVORO PRIMA DI TUTTO





PESCARA. C’erano anche una ventina di dipendenti della casa di cura Villa Pini di Chieti ieri davanti alla sede della Regione Abruzzo, a Pescara.

Hanno protestato per chiedere il pagamento della cassa integrazione in deroga, bloccato dallo scorso febbraio.
Ci sono stati attimi di tensione durante la manifestazione, quando una delle dipendenti ha minacciato di lanciarsi dal quinto piano del palazzo e poi si è sentita male. I lavoratori, in rappresentanza dei circa 300 dipendenti della clinica, hanno incontrato poi un dirigente regionale e la cosa è in parte rientrata.
La donna colta da malore è stata soccorsa dal personale della Misericordia di Pescara.

In realtà si è trattato dell’ennesima protesta che da un paio di mesi e forse più si registra per l’affanno con cui la Regione sta gestendo questo delicato settore. Dall’inizio dell’anno le richieste di cassa integrazione sono aumentate del 60% , a fronte di una diminuzione dei soldi messi a disposizione dal Governo.
Il problema nel problema è che dalle fabbriche e dalle aziende in crisi si chiede di dare priorità, nell’erogazione dei fondi, a chi è in cig a zero ore rispetto a chi – ad esempio – è a 10 ore di cig, caso in cui il sussidio è solo un’integrazione del salario. Ieri dunque la tensione era alle stelle proprio perché si trattava di lavoratori che da mesi sono senza sussidio e c’è voluta tutta la diplomazia del responsabile del settore lavoro, Giuseppe Di Sciullo (che insieme al collega Germano De Santis) per evitare esiti più pesanti della contestazione.
E proprio per i contatti diretti di Sciullo con il ministero è arrivata la notizia che prossimamente saranno sbloccati i fondi (si parla di 15 mln) per affrontare le richieste.
 In effetti la tensione in tutto il settore è altissima: tutte le categorie e i sindacati già da mesi avevano lanciato l’allarme, come testimonia il verbale che pubblichiamo, riferito alla riunione del 14 maggio scorso presso il Cicas, il comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore.
Cifre alla mano, viene affrontato il problema nella sua globalità regionale, con la consapevolezza che non è possibile la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Come dire che forse la politica dovrà fare i suoi sforzi per evitare che la situazione dei cassintegrati peggiori ulteriormente.
s. c.

ABRUZZO. Cicas 14 Maggio 2013