IL FATTO

Anonymous attacca sito Viminale. Pubblici 2.600 file riservati

Oltre 143 mega di files che non dovevano essere resi pubblici

Redazione Pdn

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Anonymous attacca sito Viminale. Pubblici 2.600 file riservati




ROMA. Anonymous colpisce ancora e viola il sito del Ministero dell’Interno al grido di OpReVenge/OpTrasparenza.
Da questo pomeriggio gli attivisti hanno pubblicato online migliaia di file e documenti (oltre 143 mega) riguardanti comunicazioni riservate delle istituzioni. Promettono che nelle prossime ore renderanno disponibili anche altri link. Per il momento, secondo alcune stime, sarebbero visibili oltre 2.600 file sottratti al Ministero dell'Interno. E dentro c’è di tutto: rapporti riservati, contratti di fornitura, informative sugli spostamenti delle autorità, documenti sul Muos che deve sorgere in Sicilia ma anche mail riservate.


E gli Anonymous spiegano così le motivazioni del loro gesto: «ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: siamo ancora qui, più infuriati che mai. Per dimostrarvi che non siete inviolabili. Per vendicare i fratelli caduti nelle mani del vostro deplorevole apparato repressivo. Per smascherare ciò che nascondono i tentacoli del potere. Per commemorare le vittime di Stato: quelle di ieri, di oggi.
«Con questa operazione», spiegano, «vogliamo anche portare il nostro contributo alla trasparenza delle Istituzioni. La conoscenza è libera, vieppiù quella che riguarda il potere nei suoi apparati amministrativi. Norme e leggi emanate dallo Stato e spesso fatte valere con spietata assolutezza ci opprimono come un'invisibile camicia di forza. Altre volte è la voluta mancanza di legge e tutele che opprime e uccide; come nel caso della legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine, la cui approvazione tarda ormai da circa 20 anni».
E poi la sfida: «per una volta i potenti signori dei Ministeri invece di occuparsi di violare la privacy di ignari esseri umani, dovranno preoccuparsi di tutelare la propria».

CONTRO IL GOVERNO LETTA
Ma gli attivisti se la prendono anche con il nuovo governo di Enrico Letta che ha deciso di indicare con la dicitura lavoratori in difficoltà gli esodati. «Non ci sfugge che la suddetta dicitura sarà correntemente abbreviata come la.i.d. Quindi i lavoratori esodati saranno indicati con "laid" che in italiano ricorda "laido", sporco. Ci è indifferente se tutto ciò sia frutto di trascuratezza o di precisa volontà». E poi ancora: «Governanti, siamo disgustati dalla vostra ipocrisia: spesso amate parlare di "credibilità"; tuttavia, chi riflette anche frettolosamente sulla lista sopra stilata, vi troverà responsabili di disastro ambientale e ignoranza delle norme internazionali in materia di diritti umani, sia verso i propri cittadini, sia verso i cittadini di Stati terzi (si veda il caso dei migranti), sia verso persone che godono di norme sulla cittadinanza sancite da apposite leggi internazionali (si veda il caso dei Rom)».

E’ dal 17 maggio scorso, ovvero dall’operazione della Polizia Postale che ha portato a 4 arresti ai domiciliari, 6 indagati e 10 perquisizioni coinvolgendo il Movimento, che gli Anonymous sono tornati all’attacco.
Solo qualche giorno fa sul loro sito avevano preannunciato l’arrivo di un attacco http://www.anon-news.blogspot.it/2013/05/anonymous-italy-antisecita-opitaly.html . A conti fatti è arrivato quell’attacco è arrivato puntuale, oggi pomeriggio.