SANITA'

Abruzzo/La storia del “SovraCup”, gli incarichi e lo svuotamento dell’assessorato regionale alla sanità

Un appalto che parte da lontano e che costerà oltre 50 mln. Si risparmierà?

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Assessorato alla sanità

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ABRUZZO. E’ forse diventato un progetto politico la cancellazione dell’assessore regionale alla sanità nell’organigramma della Giunta regionale.
E così l’Abruzzo potrà fare a meno di un assessore così importante, perché è stato cambiato il ruolo di questa struttura, spostando fuori la responsabilità e la cabina di regìa della sanità abruzzese, come promette la prossima aggiudicazione dell’appalto da oltre 52 mln per il SovraCup regionale.
Complici la nomina a commissario del presidente Chiodi e le dimissioni dell’assessore Lanfranco Venturoni, in via Conte di Ruvo il più alto in grado oggi è il direttore Maria Crocco, che coabita a volte con il sub commissario Giuseppe Zuccatelli, che però vive un suo spazio autonomo e prevalentemente tecnico. Ora con il SovraCup gestito da una società esterna aggiudicataria dell’appalto, questa struttura esterna sarà infatti la depositaria di tutti i dati che contano in sanità, altro che l’attuale direzione della Gestione dei flussi…
Il SovraCup saprà con precisione quante prestazioni sono richieste realmente nei vari settori dell’assistenza sanitaria e quando – ad esempio – l’Aiop dovrà contrattare dove e come presentare le sue offerte non andrà più dall’assessore (che non c’è), ma dal presidente della Regione (anche se non sarà più commissario) al quale farà capo il SovraCup.
Se poi dovesse accadere che a vincere sia una società teramana, in pratica la sigla sarebbe sempre Cup (centro unico di prenotazione), ma si leggerebbe di fatto come “centro unico di potere”. 


Fantapolitica?
Tutto è possibile se si ripercorre la storia di questo appalto, arrivato ormai alle battute conclusive e che sembra la conclusione di un progetto politico avviato nel gennaio 2011, quando si riunì il Comitato direttivo per la centralizzazione degli acquisti che approvò il Piano operativo 2011.
Allora si decise che la Asl di Chieti fosse la capofila di questo appalto per la gestione centralizzata del Cup. Successivamente il 20 settembre 2012 la Asl di Chieti deliberò sugli aspetti tecnici della gara e - come si legge in delibera - fu deciso che l’importo fosse di 52.498.599 euro più iva (di cui 31 mln e 774 mila per il primi 3 anni e 20 mln e 723 per un eventuale rinnovo biennale), visto che non c’era un analogo servizio Consip da prendere come riferimento.
La delibera motivò l’affidamento ad un gestore unico per ottenere economie di scala (ma non dice quanto spendono oggi le Asl per i singoli Cup) e per assicurare a tutta la Regione un servizio identico di front-office (gli sportelli) e di call center (inizialmente erano inseriti anche l’Urp di Pescara e quello di Teramo).
Come dire che mentre tutti erano distratti dai provvedimenti del Programma operativo (tagli, accorpamenti, decreti vari), in silenzio si decideva l’esternalizzazione di un servizio strategico. 


Di fatto si completava lo svuotamento di potere dell’assessorato regionale alla sanità, le cui direzioni saranno sempre più solo burocratiche e di controllo economico finanziario, senza un reale aggancio alle problematiche sanitarie.
Il che è desumibile anche da un altro aspetto e cioè il progressivo coinvolgimento della Kpmg, la società di revisione dei bilanci, entrata in Regione nel 2003, poi esonerata dal centrosinistra e quindi rientrata come advisor su nomina dell’allora ministro Padoa Schioppa: doveva controllare lo sviluppo del Piano di rientro dai debiti, ma la sua attività specifica – a leggere il verbale del Tavolo di monitoraggio romano – sembra un pò rallentata.
Mentre è molto attiva sul piano dell’inserimento di suoi funzionari nell’organico regionale con una  commistione di controllori e controllati. Infatti non solo un suo funzionario è stato assunto per tre anni con una doppia direzione (bilancio sanità e gestione dei flussi informatici, con competenza anche sul SovraCup), ma ora che sta per lasciare con destinazione Roma, il suo posto viene conteso da altri due funzionari Kpmg.


Sebastiano Calella