POLITICA E VELENI

Montesilvano. Azienda speciale, Di Mattia contro i suoi: nessun cda, meglio il commissariamento

I dubbi e le perplessità del consigliere Gabriele Di Stefano: «Di Mattia è ostaggio dei partiti»

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Attilio Di Mattia

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PESCARA. E’ braccio di ferro tra i partiti di maggioranza ed il sindaco Di Mattia.
Con Decreto sindacale numero 156 del 27/05/2013 si è provveduto a nominare il Commissario del Cda che prenderà il posto dell’intero Cda «per al massimo 3 mesi».
Dopo le dimissioni del vecchio cda e le polemiche il sindaco Di Mattia afferra il toro per le corna.
Per ora si prende tempo in attesa di decidere sperando in mediazioni diplomatiche tra le varie anime della maggioranza. Sta di fatto che il primo cittadino se avesse voluto accontentare chi lo sostiene avrebbe potuto già oggi avviare le nuove nomine come da rumors e chiudere la storia. Invece il decreto di oggi sembra avviare l’ennesimo braccio di ferro del sindaco che pare costretto a difendersi dalle logiche spartitorie e partitiche.
Per ora la scelta del commissario è caduta («esaminato il curriculum formativo») su Bruno Terenzi, 52 anni, funzionario amministrativo del Comune attualmente incaricato di funzioni dirigenziali. Per l’incarico non è previsto alcun costo aggiuntivo da parte dell’Ente.
«Il commissariamento straordinario», si legge nella decreto sindacale, «è finalizzato esclusivamente a garantire la continuità delle attività di governo dell’azienda speciale fino all’insediamento del nuovo cda da nominare nei modi e nei tempi di legge e di statuto». 


Il consigliere comunale del Pd, Gabriele Di Stefano, non nasconde però le proprie perplessità e sostiene che tre mesi siano il tempo necessario alla politica per giocare al gioco delle nomine, «tre mesi serviranno agli aguzzini del sindaco per costringerlo a scegliere uomini di loro fiducia».
«Come faremo ad accontentare tutte le richieste dei vari gruppi politici presenti in Consiglio?», chiede Di Stefano a Di Mattia. «Capiterà un giorno che ci sarà qualche scontento di troppo ed allora sarà la fine di questa amministrazione. Perché non far capire da subito che le cose sono cambiate? Che non funziona più come è sempre stato? Che non si alimenta la politica a poltrone e nomine ma che la politica è un’altra cosa, è essere al servizio dei cittadini e per il bene comune, è capire che in determinate posizioni devono essere posti i più competenti e meritevoli e non gli amici degli amici».
Le dimissioni del presidente (ormai ex) del Cda sono state date esattamente il giorno prima dell’approvazione del bilancio; Di Stefano sostiene dunque che sia facile  pensare che lo stesso bilancio sia stato posto a condizione sospensiva da alcuni consiglieri: «o nomini il signor X o noi non votiamo il bilancio”, o forse qualcuno degli stessi ha voluto proprio che la dott.ssa D’Ortenzio si dimettesse prima del bilancio».


Il consigliere del Pd chiede inoltre a Di Mattia di riflettere: «pensi alle scelte migliori da fare rispetto alle nomine del Cda e soprattutto a reintegrare un organo da lui più volte lodato e le cui competenze non possono essere messe in discussione da nessuno. Sindaco esca dai panni di ostaggio della politica, sono sicuro che se si trova a questo punto è proprio perché in passato ha fatto scelte coraggiose, tali scelte non sono state accettate dai politicanti montesilvanesi che sono stati da lei messi alla porta e non hanno potuto spadroneggiare. Perché ora lascia che questi riprendano il sopravvento? Il rischio forse è quello di tornare a casa? Beh, se a governare non deve essere lei ma il corollario di uomini che attenta alle sue scelte, forse  tornare a votare è la cosa migliore»

SINDACO DI MATTIA SU COMMISSARIO AZIENDA SPECIALE ***DECRETO N.1562013